Home CRONACA Tomba di Nerone, “Acea, sii clemente, vienici incontro”

Tomba di Nerone, “Acea, sii clemente, vienici incontro”

bollette acea
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Acea non guarda in faccia nessuno. Presenta un conto due anni dopo e pretende un pagamento quasi immediato, frazionabile in massimo tre mesi.

Con tutto che con un utile netto di 332 milioni di euro approvato per l’esercizio 2024 e un Ebitda in crescita a circa 1,6 miliardi Acea sia un’azienda più che florida, fa la voce grossa per due mila euro.

È quanto accade a sei famiglie di Tomba di Nerone, stando a quanto scrive al nostro direttore il sig.  Antonio Garruto che così racconta.

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“Rappresento un gruppo di cittadini di Roma Nord Tomba di Nerone e siamo alle prese con l’azienda Acea per il pagamento del canone di depurazione e fognature del 2022/2023 dove ci viene richiesto tutto l’importo di questi due anni”.

“Gli importi sono belli cospicui ovviamente, il nostro condominio deve 2.136 euro. Abbiamo quindi chiesto la rateizzazione in 12 mesi ma ci è stato risposto che al massimo potevano essere 3 rate. Mi sono recato il 28 agosto agli sportelli ma non ho risolto nulla, la prima rata di 700 euro doveva essere già versata il 1° settembre. Essendo il nostro condominio di sei appartamenti, con famiglie a basso reddito, ovvio che ci è impossibile”.

“Abbiamo sollecitato in tutti i modi – conclude Garruto – mail-pec-uffici ma non abbiamo avuto nessuna risposta al riguardo. Certo di un vostro supporto nel rendere pubblica questa gravosa situazione, vi ringrazio anticipatamente”.

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5 COMMENTI

  1. 1 – Buona parte del quartiere “Toma di Nerone” è sorto senza allaccio in fogna, scaricando i liquami nei fossi limitrofi: ciò nonostante ACEA ha emanato fatture che prevedono la quote di tariffe riferita all’allaccio in fogna ed al servizio di depurazione.
    2 – Con sentenza n. 335 del 10 ottobre 2008 la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la legge 5 gennaio 1994 (Disposizioni in materia di risorse idriche) sia nel testo modificato della legge 31 luglio 2002 (disposizioni in materia ambientale) nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è, in sostanza, dovuta dagli utenti anche quando il depuratore non c’è e si scarica nei fossi
    3 – Risulta che in ottemperanza alla suddetta sentenza ACEA abbia rimborsato gli importi illecitamente percepiti ma solo degli ultimi 5 anni e soltanto a chi ne avesse fatto espressa richiesta.
    4 – In un comunicato di Roma Capitale, emanato il 22 marzo 2023, è stato annunciato che sarebbe stato portato a compimento il collettore fognario della Crescenza nel Municipio XV, dal depuratore Roma Nord fino a Isola Farnese: se ne dovrebbe desumere che l’effettivo allaccio in fogna ed il conseguente servizio di depuratore sarebbe iniziato a dicembre del 2023.
    Se così fosse veramente, ACEA avrebbe il pieno diritto di addebitare solo dal mese di effettivo allaccio in fogna (nel caso non sia stato ancora messo in atto) le quote di tariffa riferite anche al servizio di depurazione.
    5 –Se ad ogni modo i 2.136 € riguardano anni in cui non c’era ancora l’allaccio in fogna, allora di tale importo non va richiesta la prescrizione, in quanto trattasi comunque di tariffa non dovuta in base alla sentenza della corte Costituzionale n. 335 del 10 ottobre 2008.

  2. Alle interessanti e giuste osservazioni del Sig. Bosi vorrei aggiungere una considerazione che riguarda i profitti delle grandi aziende in una democrazia-liberale dove in virtù del liberismo ci si può arricchire fornendo prodotti “indispensabili” per i cittadini: energia, combustibili, autostrade, assicurazioni, servizi bancari; e senza che lo Stato svolga una qualsivoglia azione di tutela.
    Insomma una azienda può fatturare milioni di Euro ( e un Ebitda -un fattore che indica la capacità di generare profitti- miliardario) mentre gli italiani tirano la cinghia con i stipendi fermi da 30 anni e un costo della vita cresciuto negli ultimi anni del 30%! E che fa lo Stato? Oltre ad aver ceduto ai privati le Aziende di Stato (sappiamo bene chi è il “grande economista” che dobbiamo ringraziare….) fornisce qualche elemosina sotto forma di bonus. Non ha avuto neppure il coraggio di tassare gli extra-profitti! Questo è quello che succede in tutte le democrazie liberali…..aveva ragione Aldous Huxley quando profetizzava che ci avrebbero rinchiuso in una “gabbia dorata” fornendoci un po’ di benessere e sesso e trasformandoci in schiavi…….
    Ma in fin dei conti a chi volete che interessi? Agli schiavi?

  3. In passato, ma non ricordo quando, era stato annunciato “ il risanamento sotto il profilo igienico-sanitario, del territorio di Roma Nord non ancora dotato di rete fognaria, finalizzato a consentire l’eliminazione degli scarichi non a norma sviluppatisi sull’asse della Cassia tra Corso Francia e La STORTA.
    A tutt’oggi, non risulta essere sta intrapresa nessuna iniziativa per realizzare quanto annunciato.
    Personalmente, abito in un condominio di sette abitazioni dotate di depuratore – costo oltre 5000 euri all’anno – ubicato tra La Storta e la Giustiniana, tratto di via Cassia senza rete fognaria e, a quanto e’ dato sapere, con la presenza di numerosi pozzi neri.
    Inviterei la dirigenza del XV Municipio di fare una profonda riflessione in merito.

    Inviato da iPad

  4. Purtroppo ho lo stesso problema con Acea per il canone depuratore, un utenza di 3 appartamenti con l’importo ricalcolato solo con gli anni dovuti è di € 633,01 di imponibile, ma hanno calcolato l’iva al 22% per euro 223,59 mentre doveva essere al 10 %
    Abbiamo sollecitato l’Acea ma ad oggi nessuno ha risposto con tutto che abbiamo già pagato due rate su tre.

  5. Sono amministratore di condominio e volevo condividere questa esperienza in merito sempre alla problematica di depurazione perché credo che possa interessare e aiutare molti di voi.
    Ho ricevuto diverse fatture da Acea per la depurazione, e mi sono imbattuto in due problemi piuttosto seri.
    Il primo è come già specificato dal Dott. Garruto la questione delle rateizzazioni. Nonostante ci fosse stata promessa la possibilità di chiedere rate molto lunghe in un incontro con i dirigenti Acea, stiamo ricevendo solleciti per saldare importi molto alti in tempi brevissimi.
    Ma la cosa più grave è un errore nel calcolo dell’IVA. A quanto pare, Acea sta stornando la parte di imponibile prescritta per legge, ma continua a calcolare l’IVA sull’importo iniziale, non su quello ricalcolato.
    Vi faccio un esempio pratico per capirci meglio:
    – Importo originale:  € 23175,44 (21069,20 di imponibile + 2106.24 di Iva al 10%)
    – Imponibile ridotto per prescrizione: l’importo imponibile viene ridotto a € 5.802,79.
    Ora, l’IVA corretta (al 10% su 5.802,79 €) dovrebbe essere 580,27 €. Invece, Acea continua ad applicare l’IVA sull’importo iniziale, calcolando 2106.24 € di IVA. Questo porta il totale a una cifra ben più alta del dovuto. Una differenza di 1527,27 € in più per i condomini!
    Nonostante abbia segnalato l’errore sia durante l’incontro che tramite diverse PEC, non ho ancora ricevuto risposte e continuano ad arrivare solleciti per queste fatture sbagliate.
    Il mio consiglio è: se avete ricevuto fatture per la depurazione da Acea, verificate attentamente il calcolo dell’IVA e chiedete immediatamente una correzione. Questa è una cosa su cui non possiamo restare zitti.
    Spero che questa informazione vi sia utile per evitare di pagare più del dovuto.

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