Home CRONACA Labaro ricorda e onora Giampaolo Borghi, vigile del fuoco eroe

Labaro ricorda e onora Giampaolo Borghi, vigile del fuoco eroe

stele giampaolo borghi
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Il 2 settembre del 1965, il Vigile del Fuoco Giampaolo Borghi, all’età di vent’anni, sacrificò la sua vita per mettere in salvo i cittadini di Labaro e Prima Porta colpiti da una terribile alluvione il cui bilancio fu di tredici morti e quattromila senzatetto.

“A sessant’anni dalla sua morte, anche quest’anno con il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e la Comunità del Municipio XV, alle 12 di oggi, martedì 2 settembre, ci ritroveremo davanti alla stele commemorativa della Stazione di Labaro, per ricordare Giampaolo Borghi” fa sapere il presidente del Municipio XV, Daniele Torquati, sottolineando che “sarà ricordato come ogni anno con la deposizione di una corona, per mantenere viva la sua memoria e il ricordo di un terribile avvenimento”.

L’alluvione del 1965

Sessanta anni fa, fra il 1° e il 2 settembre 1965, Roma fu colpita dalla furia della natura. Un incredibile nubifragio si abbatté sulla capitale, oltre 170 millimetri di pioggia si riversarono in particolare su Roma Nord. Due grosse borgate, oggi i quartieri di Prima Porta e Labaro, vennero allagate dalla piena della marana e del torrente del Cremera.

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L’acqua raggiunse i primi piani delle abitazioni e il tragico bilancio fu di tredici morti, quattromila senzatetto, tantissime case giudicate pericolanti e quindi abbattute, centinaia le famiglie che persero tutto ciò che avevano.

Per far fronte alle richieste di soccorso della popolazione, a supporto delle squadre del comando di Roma vennero inviati sul posto anche gli allievi vigili del fuoco volontari ausiliari. Tra loro c’era Giampaolo Borghi, un ragazzo di vent’anni, che nel tentativo di salvare una persona in difficoltà venne trascinato via dalle acque del Fiume Cremera, a Labaro. Il suo corpo non fu mai ritrovato.

Il suo ricordo vive ancora oggi nel nome di una scuola, di una piazza e soprattutto nella stele eretta a Labaro a ridosso della stazione Ferroviaria. A scoprirla dal velo, vennero gli anziani genitori di Borghi che giunsero appositamente dal Nord Italia per partecipare all’inaugurazione e alla cerimonia di commemorazione.

I danni e la disperazione

Un documentario dell’epoca, pubblicato dalla Cineteca di Bologna, mostra i danni e la disperazione della gente di Prima Porta e Labaro, gente molto povera, che nell’arco di un giorno e poco più perse i frutti del lavoro di una vita. Il documentario è a firma Lino Del Fra, regista e sceneggiatore, all’epoca residente al Villaggio dei Cronisti, sulla Cassia.

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