Home CRONACA Fleming, prima una sniffata e poi via, a rifare i marciapiedi

Fleming, prima una sniffata e poi via, a rifare i marciapiedi

operaio fleming foto de il messaggero
foto da Il Messaggero del 27.6.2025
Galvanica Bruni

La documentazione fotografica pubblicata nell’edizione odierna de Il Messaggero è inequivocabile. Tre operai della ditta incaricata del rifacimento dei marciapiedi di via Bevagna prima di iniziare il lavoro inalano tre strisce di polvere bianca – presumibilmente cocaina – preparate sul sedile di un furgone.

Foto nitide lo dimostrano. Foto che, a detta del quotidiano romano, sono state scattate da alcuni residenti che avrebbero anche girato un video di nascosto dalle finestre.

Il fatto

Il fatto è accaduto intorno alle 7 di giovedì 26 giugno. I tre arrivano col loro furgone, lo parcheggiano accanto alle transenne, scherzano a voce alta tanto da svegliare chi ancora dorme.

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Poi uno dei tre, sotto gli occhi di chi osservava da terrazze e finestre, sul sedile del mezzo traccia tre righe allineate con una polvere bianca. Prende una banconota, la arrotola la usa per inalare la sostanza. Poi passa il tubicino ai colleghi che aspettano il loro turno. Finita l’operazione iniziano a lavorare.

Comportamento illegale?

C’è da gridare allo scandalo? È bene ricordare che in base all’articolo 75 del Testo Unico sugli stupefacenti, la detenzione di droga per uso personale non è considerata un reato, ma comporta una sanzione amministrativa (cioè, una multa), indipendentemente dal tipo di sostanza.

È importante distinguere tra “detenzione” e “assunzione”. La legge punisce il possesso della sostanza, non il suo consumo. Questo significa che chi ha già assunto droga ma non ne possiede più non incorre in sanzioni amministrative né penali.

Se la quantità posseduta è tale da far presumere la destinazione allo spaccio, allora si entra nell’ambito penale. In questo caso non scatta più la sanzione amministrativa ma si applicano le norme previste dal Codice penale, con conseguenze molto più gravi.

Infine, è vero che il consumo di droga non è punibile, ma esso diventa reato quando il soggetto si trova alla guida di un’auto o di altro veicolo (anche una bicicletta). In questi casi si applica l’art. 187 del Codice della strada, che prevede sanzioni di tipo penale.

Colazione libera

Dunque, senza voler indossare la toga né del giudice né dell’avvocato, a una prima veloce lettura delle norme di legge i tre operai sarebbero liberi di fare colazione con ciò che preferiscono senza commettere reato.

Salvo però il fatto che poi lavorando utilizzano sulla strada mezzi pericolosi come martelli penumatici e mezzi pesanti come scavatrici, mezzi  per usare i quali occorre essere lucidi e svegli…

Cosa ne pensa il committente dei lavori

Stando al Messaggero, i tre operai sarebbero addetti al rifacimento dei marciapiedi di via Bevagna, un lavoro di competenza del Municipio XV.
Abbiamo quindi chiesto un parere sulla vicenda al presidente Daniele Torquati.

“Per quanto deprecabili o illegali gli atti descritti per cui non non so se sia stata sporta una denuncia, purtroppo il Municipio non ha dei contratti che regolano i comportamenti dei singoli lavoratori. Dal canto nostro però verifichiamo quotidianamente l’andamento dei lavori, il rispetto degli orari e soprattutto, pur non essendo di nostra stretta competenza, ci teniamo alla sicurezza dei cantieri”.

“Per questo motivo – conclude Torquati – nel caso i tre siano dipendenti di qualche ditta incaricata dal Municipio, faremo subito gli approfondimenti oltre ai soliti che ci competono”.

Claudio Cafasso

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6 COMMENTI

  1. Il testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro non mi sembra che permetta l’uso di sostanze stupefacenti (vieta sia l’assunzione di alcool che di qualsiasi altra sostanza assimilabile a droghe), sempre che la polvere bianca lo sia, magari era un integratore di sali minerali e vitamina C preso in modo creativo. Il committente dei lavori è sempre responsabile, insieme al datore di lavoro, del comportamento che gli operai che eseguono un lavoro da lui commissionato, questo prevede il D.Lgs sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

  2. Tutto vero quel che lei dice, egregio Massimiliano, compresa la responsabilità del committente, purché ciò avvenga durante l’orario di lavoro. Ma se quanto narrato nell’articolo fosse avvenuto prima dell’inizio (legga. “…Il fatto è accaduto intorno alle 7…”) di cosa possono essere imputati datore di lavoro e committente ?
    Grazie, stia bene.

    • Carissimo Urbano, sono d’accordo con lei che l’assunzione della polvere bianca, sicuramente vitamina C e sali minerali contro il gran caldo di questi giorni africani, è avvenuta appena prima dell’orario di lavoro, mi chiedo se l’effetto poi termini alle 7:29 appena prima di iniziare a lavorare, magari manovrando un escavatore o giudando un camion. Se io fossi il committente dei lavori in oggetto magari una telefonata o una bella pec al datore di lavoro dell’impresa la farei per chiedere lumi in merito alla foto, visto che ci sono e che ormai mi tocca chiamare o scrivere magari chiederei anche una copia delle visite mediche e per non farmi mancare niente chiederei al medico che ha in carico i lavoratori se l’assunzione di polvere bianca prima del turno sia ininfluente o meno. Tutto giusto per rispondermi, come committente, se mai mi venisse in mente di farmi una domanda: “ma io ho fatto il massimo per assicurarmi che quella polvere bianca non possa causare incidenti sul lavoro, ai lavoratori stessi o alle persone che transitano ai confini del cantiere?”. Un caro saluto

  3. Ricordo con vera, profonda nostalgia quando l’uso della droga era proibito. Non c’erano tutti i delitti contro la persona ed il patrimonio che ci sono adesso, non c’erano tutti i gravi danni psichici e fisici che ne derivano, non c’erano tutti gli incidenti causati da tali sostanze. Stuole di oppositori mi diranno che la droga è proibita solo nei Paesi autocratici e religiosi, non nelle democrazie laiche. Sarà vero ma è anche vera l’insorgenza di episodi negativi di vario genere e grado legati alla droga. Mi si dirà anche: ma la libertà è anche drogarsi. Certo, come è libertà anche mettersi in bocca la canna di una pistola e tirare il grilletto anziché una bottiglia di Coca Cola e bere.

  4. La decisione di uomini e donne di vivere in una comunità ha imposto migliaia e migliaia di norme, regolamenti e leggi che devono essere rispettate quali che siano i desideri e le voglie del singolo. È stata la democrazia-liberale a far credere che ognuno è libero e ha il diritto di fare quello che vuole, ma non è cosi; tra l’altro le scelte individuali hanno un costo sociale. Perché io contribuente devo pagare farmaci, cure, assistenza, comunità di recupero, metadone, per un “drogato” che in alcuni casi costituisce anche un pericolo per la società? Un drogato non è un disabile o un malato è semplicemente uno che non ha compreso che deve vivere secondo le regole
    Solo quando le persone capiranno che prima della libertà e dei diritti vengono i DOVERI allora forse questa nazione avrà un barlume di speranza.

  5. Il recente episodio di quella signora uccisa da una ruspa guidata da un persona sotto l’effetto di droga fa riflettere. Come dice giustamente il Sig. Fanfulla, prima dei diritti vengono i doveri.
    Vogliono farci credere che la droga sia innocua per chi la usa, ma si deve pensare ai danni che potrebbe causare agli altri, prima di tutto.

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