Home TEMPO LIBERO Monte Mario, tre giorni a tutto jazz ricordando Massimo Urbani

Monte Mario, tre giorni a tutto jazz ricordando Massimo Urbani

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Torna anche quest’anno il festival jazz in memoria di Massimo Urbani, che giunto alla sua sesta edizione si terrà dal 27 al 29 giugno al Parco di Santa Maria della Pietà, nella Piazza delle Ninfee (di fronte al Padiglione 32).

Le serate avranno come filo conduttore il ricordo e l’omaggio a Massimo Urbani nonché la celebrazione del linguaggio jazzistico nelle sue inesauribili espressioni. Il programma è nella locandina in calce a questo articolo.

Massimo Urbani, orgoglio di Monte Mario

Massimo Urbani è stato uno dei maggiori interpreti del jazz a livello nazionale. Il suo immenso talento fu riconosciuto ed apprezzato dai più grandi maestri italiani ed internazionali. In Italia suonò nei più importanti festival jazz e collaborò con moltissimi artisti. Inoltre la sua interpretazione di Everything Happens To Me, dall’album The Blessing, è considerata la migliore mai realizzata.

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Fin da giovane, però, iniziarono a manifestarsi in lui i primi sintomi di quel disagio esistenziale che lo avrebbe condotto lentamente all’autodistruzione. Consumato da alcool e droghe, morì il 23 giugno 1993 per un collasso cardiocircolatorio.

In suo onore fu istituito nel 1996 il Premio internazionale Massimo Urbani, riconoscimento sacrosanto a colui che aveva contribuito ad aprire una strada imponendosi come protagonista di un genere che a partire dagli Anni ’70 iniziò ad essere apprezzato anche dal grande pubblico e studiato nei conservatori da una generazione di ragazzi che in esso vedeva un canale di sfogo più colto del rock per manifestare la propria protesta giovanile. Forse perché già allora il rock aveva perso la sua spinta propulsiva e iniziava a ripiegarsi su se stesso. E allora c’era bisogno di nuovi sbocchi.

Urbani fu uno dei precursori e Monte Mario uno dei laboratori in cui quella rivoluzione veniva sperimentata. Il sassofonista era solo la punta dell’iceberg di una scena in costante fermento e il quartiere, quell’anima jazz non l’ha mai smarrita. Così come non ha mai smarrito il patrimonio di storie, percorsi, aneddoti e personaggi che a quell’anima erano e sono legati. Quanto forte ancora lo vedremo nel weekend ma è lecito aspettarsi che, ancora una volta, passato e presente si rincorreranno per ritrovarsi uniti in un solo istante.

Il programma

Giorgio Bilachi

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