
Nel disegnare, a distanza di poche dal decesso, il profilo del nostro compianto direttore responsabile Massimiliano Morelli, abbiamo ricordato fra i suoi tanti pregi l’amore smodato per la lingua italiana e il suo corretto uso. Guai a non applicarne metodicamente le regole, guai, per esempio, a non conoscere la regola della “D eufonica”. Eri subito bollato.
Michele Chialvo, ex giornalista RAI che di tanto in tanto ci offre la sua preziosa collaborazione, così chiosa sul tema.
‘D’ eufonica, che nostalgia… Mio padre che, a casa come in ufficio, teneva sempre accanto a sé un vecchio dizionario della Crusca, quando era a casa non rispondeva volentieri al telefono, come tutti quelli che devono usarlo parecchio al lavoro. Quando rispondeva lui, immancabilmente, alzava la cornetta e diceva “casa Chialvo, ed io?”, sottintendendo ovviamente “con chi parlo?”. Da piccolo, ogni volta, mi chiedevo come c’entrasse Dio con la nostra famiglia e col telefono.
Nel mondo giornalistico è – ma forse è meglio dire ‘era’ – abbastanza comune incontrare personaggi che avevano delle fissazioni sull’uso corretto di certe espressioni dell’italiano. Claudio Ferretti, con cui ho lavorato a lungo, si fissava sull’accordo del verbo con i nomi collettivi. Io, da giovane ho combattuto una battaglia per difendere ‘gli’ pneumatici, furioso con i pubblicitari milanesi che non erano andati a risciacquare i panni in Arno, nonostante il loro Lisander.
Più avanti poi ne ho combattuta un’altra contro la preposizione ‘de’. Nell’ Italiano che abbiamo imparato a scuola non esiste. Ricordate? di,a,da,in,con,su,per,tra,fra. ‘De’ non c’era. Alla Camera c’è un ufficio che si preoccupa di controllare la correttezza della lingua nelle leggi. Sono decenni che predica: si scrive ‘la città della Spezia’, oppure ‘di La Spezia’. Mai ‘de La Spezia’. Inutilmente. D’altra parte, lo stesso Migliorini, forse mai abbastanza ricordato, tra l’altro tra gli autori dell’ insostituibile DOP della ERI, ricordava che le lingue parlate si distinguono dalle lingue morte proprio per la loro capacità di mutazioni.
Gli Americani in questo sono maestri. Una giovane texana trasferitasi a Roma, con cui facevo conversazione in inglese molti anni fa, mi diceva che ogni volta che tornava dai genitori trovava qualche difficoltà a capire i giornali perché il linguaggio giornalistico trovava continuamente espressioni nuove non sempre di facile interpretazione. E tra il Greco antico e quello moderno la differenza non è proprio come tra il Latino e l’ Italiano, ma poco ci manca. E sicuramente il migliore degli studenti di Greco di un liceo classico se fa un viaggio in Grecia, non capisce un accidente.
Ma la nostalgia per la ‘D’ eufonica, resta. E allora, ciao Massimiliano, arrivederci, lassù di Eufonia dovresti trovarne a bizzeffe. Speriamo…”
Morto Massimiliano Morelli, direttore responsabile di VignaClaraBlog.it
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