
Nel rapporto del Sole 24 ore sulla qualità della vita nelle 108 provincie italiane, la capitale fa un ruzzolone di 24 posizioni. Era 35esima nel 2023, oggi si piazza al 59esimo posto, oltre la metà classifica, nella parte bassa. Parte che condivide con le altre provincie del Lazio.
La prima alle spalle di Roma- 66esima- è Viterbo che dall’anno scorso risale 9 posizioni. Seguono Rieti – 74esima – e Latina -77 esima – e chiude Frosinone, all’82esimo posto, conquistato in discesa, peraltro.
Questo pubblicato dal quotidiano economico di Confindustria è il rapporto numero 35. La prima edizione uscì nel 1990. Da allora ha avuto diversi imitatori, ognuno dei quali fa “ballare” le città d’Italia che da un anno all’altro si ritrovano tra le stelle o nelle stalle sulla base di parametri che misurano ricchezza, affari e lavori, ambiente e servizi, cultura e tempo libero, giustizia e sicurezza, società e salute. A loro volta suddivisi in decine di sotto parametri, per un totale di 90 indicatori sintetici.
Così Roma è in 104esima posizione nella macroarea della produzione di ricchezza e consumi con il record negativo delle mensilità necessarie per acquistare casa, ben 164,8, ossia quasi 14 anni, quando la media nazionale è di 68,7.
Nella seconda tappa del giro del Sole 24 ore, quella relativa ad Affari e Lavoro, Roma conquista la medaglia d’argento alle spalle di Milano, migliorando la posizione rispetto al 2023.
A trascinarla quasi in vetta è lo stato di salute del comparto turistico e la vitalità delle sue imprese. Al terzo appuntamento, quello con demografia, società e salute, Roma si posiziona 26esima in classifica, ma in perdita di posizioni.
Comunque un discreto risultato ottenuto grazie soprattutto alla buona posizione – quinta- conquistata dal sistema scolastico e di istruzione, settore nel quale la capitale regge il confronto con le virtuose esperienze delle medie città dell’estremo nord, da Trento a Bolzano a Belluno.
Alla quarta tappa, Ambiente e servizi, Roma scende- è 47esima- sebbene in miglioramento sugli anni scorsi. Un miglioramento che è dovuto sorprendentemente, al giudizio positivo sul servizio del trasporto pubblico locale: Roma è miracolosamente terza dietro Milano e Venezia.
Voto pessimo alla quinta tappa- Giustizia e Sicurezza- dove Roma si colloca in 103 esima posizione, specie a causa dell’indice di criminalità- penultima- per il numero di reati legati agli stupefacenti- di nuovo penultima- e per i furti con destrezza, terzultima.
Alla sesta tappa- Cultura e Tempo Libero- un tempo fiore all’occhiello della capitale, la città si colloca in 11esima posizione, ma in discesa nei punteggi e senza mai raggiungere l’eccellenza in alcuno dei sotto parametri.
E infine, la capitale è poco “rosa”: la Parità di genere la vede solo 43esima, battuta non solo da Firenze e e Bologna, ma anche da Cagliari.
Roma non si mette in luce in nessuno dei 16 goal indicati dall’agenda europea del 2030; per dirla con il linguaggio del Censis, la capitale ” galleggia”.
Rossana Livolsi
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