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Incendio Monte Mario, la Procura apre un’inchiesta

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La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta sul maxi-incendio divampato ieri pomeriggio sulla collina di Monte Mario interessando gran parte della stessa ed estendendosi dalla zona alle spalle della città Giudiziaria. A coordinare il fascicolo sono il procuratore capo Francesco Lo Voi e il procuratore aggiunto Giovanni Conzo.

Già ieri la procura ha effettuato un sopralluogo dove si sono sviluppate le fiamme. Considerata l’ampiezza della zona interessata dal rogo e la velocità di diffusione delle fiamme al momento, a quanto si apprende, non essendo ancora chiare le cause non è escluso il dolo. Ma per formulare un’ipotesi precisa i PM di piazzale Clodio attendono una prima informativa dei vigili del fuoco e delle forze di polizia.

Nel frattempo, è in bonifica, dopo quasi 24 ore di lavoro, l’incendio della collina. Impegnati da ieri squadre e mezzi aerei del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco. Al momento sta operando personale a terra per la bonifica di braci e focolai residui nella zona alta della collina, oltre a un Canadair del Corpo che sta effettuando sganci d’acqua mirati, utili raffreddare punti caldi segnalati dal direttore delle operazioni di spegnimento dei vigili del fuoco.

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Intanto, dall’Ordine dei Geologi…

Simonetta Ceraudo, Presidente dell’Ordine dei Geologi del Lazio, intervenendo su quanto è accaduto ieri, così dichiara: “L’Ordine dei Geologi del Lazio ha seguito con grande preoccupazione l’incendio che ha interessato la zona di Monte Mario a Roma. L’area, nella quale è presente la Riserva Naturale di Monte Mario, con un insieme unico di specie vegetali, rappresenta anche un geosito di interesse regionale con un ricco giacimento fossilifero. L’impatto di un incendio di queste dimensioni, oltre ad avere interessato in modo critico le abitazioni limitrofe alle aree verdi percorse dal fuoco, determinando grande preoccupazione e timori anche per i prodotti di combustione che si sono sprigionati, rischia di lasciare effetti critici e importanti danni ambientali a lungo termine. Infatti, la distruzione della copertura vegetale causata dall’incendio può determinare effetti secondari sulla stabilità dei pendii e su aree per loro natura propense al dissesto idrogeologico, dato che il suolo, in questi casi, resta esposto direttamente all’azione degli agenti atmosferici, che possono determinare fenomeni di dissesto diffuso venendo meno, peraltro, l’effetto stabilizzante degli apparati radicali. In seguito a questi eventi, la vulnerabilità al dissesto viene accentuata anche in considerazioni della variabilità degli eventi meteorologici che, negli ultimi anni, sono diventati particolarmente abbondanti e concentrati in intervalli temporali ristretti”.

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