
Da oggi, per la prima volta nella storia del Municipio XV, ci sarà un regolamento del verde all’interno del quale sono disciplinate adozioni, sponsorizzazioni, patti di collaborazione, concessioni, convenzioni, donazioni e interventi occasionali.
Si tratta di “Una tappa storica per il nostro territorio, per la prima volta supportato da un nuovo strumento per la tutela del verde pubblico urbano” ha dichiarato l’assessore all’Ambiente del XV, Marcello Ribera, autore del documento, a margine della seduta di Consiglio di martedì 23 luglio nel corso della quale il regolamento è stato approvato all’unanimità.
“Il nuovo regolamento – spiega Ribera – sul quale abbiamo lavorato a lungo, favorisce lo sviluppo della conoscenza collettiva sui temi del verde e della tutela ambientale e promuove ogni forma di partecipazione attiva da parte di associazioni, esercenti, scuole e singoli cittadini. Organizzato per la disciplina di adozioni, sponsorizzazioni, patti di collaborazioni, concessioni, convenzioni, donazioni e interventi occasionali, il nuovo regolamento, presto online sul sito del Municipio XV con tutta la modulistica e promosso da settembre anche con una campagna informativa e di comunicazione dedicata, consentirà la gestione e la tutela di aree verdi come giardini e parchi e di spazi esterni e pubblici di competenza municipale; tutte aree che resteranno in ogni caso sempre utilizzabili da parte di tutta la cittadinanza”.
Soddisfatto per l’obiettivo raggiunto, il Presidente del Municipio XV, Daniele Torquati, ci ha tenuto a sottolineare che l’approvazione del nuovo regolamento del verde “è un passo decisivo dal territorio e per il territorio. Si tratta di una ulteriore responsabilità che vogliamo assumerci per la nostra Comunità, questa volta supportati dai cittadini che siamo certi accoglieranno questa nuova proposta con entusiasmo e con grande spirito di collaborazione”.
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Ma nonostante ripetute richieste non si riesce ad avere uno spazio cani nel “parco” di via Falcioni, inutilizzato per buona parte.
A me sembra tanto una parac*lata questa iniziativa, perché arriva in un momento in cui è talmente tanto il degrado del nostro verde urbano e della via francigena (ormai non è rimasta nemmeno un’insegna, né una pensilina né una staccionata)… per dire che al Parco Volpi stanotte uscendo dall’area cani SONO STATO CARICATO DA UN CINGHIALE che sembrava più un tronco di pino abbattuto, ma tant’è. Per salvarmi mi sono buttato per le scale dopo aver spinto di forza i cani. Il verde intorno al Ministero diciamo che è ben…concimato (da esseri umani). Il verde del cimitero militare francese sono anni che è un ologramma, ultimamente anche vittima di vandali che gli hanno dato fuoco, ma per come sta da anni, strano che non sia successo prima. Il verde della riserva che si stendeva verso le Officine Farneto è stato raso al suolo dal galoppatoio, il K2 non so in che condizioni verte, ma con questo caldo non mi ci avventurerei, visto che ormai gli alberi che garantivano ombra non ci sono più. E proprio ora GENEROSAMENTE viene offerto alla cittadinanza per la manutenzione e per varie ed eventuali iniziative??? Non è simpatica come cosa??? Intanto se riuscissero a fare una capatina di notte le maestranze e allontanassero quel cinghiale male non sarebbe.
Leggendo l’articolo noto che :
che il Municipio tenta di terziarizzare la manutenzione del verde pubblico grazie a: “adozioni, sponsorizzazioni, patti di collaborazioni, concessioni, convenzioni, donazioni e interventi occasionali”.
Rilevo nella propagandistica decisione di esternalizzazione di servizi Municipali una tacita e tardiva ammissione di omissione dei servizi che dovrebbero assicurare investendo un modo oculato le tasse dei Cittadini-
Per principio non sono contrario alla terziarizzazione di servizi Pubblici
Gradirei conoscere come pensano di utilizzare i fondi risparmiati con questa operazione commerciale, meno tasse? reinvestimento sul territorio?
Attendo di leggere la seconda puntata della classica enunciazione delle menti pensanti del ns Municipio.
Passando dai sogni ai numeri anche solo stimati
E il tratto di Via Flaminia, ricadente nel nostro Municipio ma di competenza ANAS? E i suoi “fu” pini? Ma mi facciano il piacere!
Il Municipio XV ha annunciato (mi permetto di aggiungere “pomposamente”, visto che parlano in termini di “evento storico”) l’adozione di un proprio Regolamento del Verde Pubblico Urbano.
Me ne aveva già parlato l’Assessore Ribera, quando lo avevo incontrato tempo fa in Municipio durante una delle riunione della Consulta dei Comitati (un oggetto misterioso per i più) e, ad una mia esplicita esternazione (molto preoccupata) sulla manutenzione del verde nel nostro territorio, lui aveva comunicato l’uscita prossima ventura di questo Regolamento del Verde del Municipio XV.
Rinnovo con questo commento alcune domande specifiche già in quell’occasione poste, integrandole con riflessioni che sorgono spontanee.
Ora, come allora, chiedo quale sia il livello di coerenza, ovvero di sovrapposizione, ovvero di contraddizione, di questo documento con quel Regolamento del Verde e del Paesaggio che Roma Capitale ha faticosamente adottato al termine di un sofferto percorso ed in vigore dal maggio 2021. Ed ancora straordinariamente bisognoso di aggiustamenti e correzioni di tiro.
Ora, come allora, chiedo quale sia stato il processo partecipativo (dove e quando?), nello spiegamento del quale, mediante continui e serrati confronti con i cittadini, con gli esperti, con i diversi stakeholder si sia pervenuti ad un testo condiviso.
Ma è un testo condiviso e con chi?
Dunque, due semplici domande, ma vasto il terreno di discussione che sottointendono.
Non credo ci sia necessità di declinarle ulteriormente.
Piuttosto lascio spazio alle riflessioni integrative.
Per iniziare, introduco la perplessità di fondo: ne facciamo 15 di mini-regolamenti del verde?
A ciascuno il suo, attorcigliati sulla solita Torre di Babele.
Lasciandoci andare allegramente all’esercizio che più appassiona noi italiani, quello di franceschielliana memoria “facite ammuina”.
Non sarebbe stato più opportuno, a luglio 2024, dare finalmente corso a quanto previsto all’Art. 5 del Regolamento di Roma Capitale in vigore, ripeto, dal maggio 2021?
In questo Art. 5 sono molto ben dettagliati i numerosi compiti dei singoli Municipi e, se non leggo male e la memoria non mi falla, non si prescrive mai la predisposizione di un mini-regolamento municipale.
Nello stesso Art. 5, tra l’altro, i Municipi sono invitati a “promuovere l’educazione ambientale”.
Ora, sarà perchè appartengo ad antiche scuole di pensiero, ancora sono fermamente convinto che il più efficace strumento di educazione sia l’esempio, piuttosto che le parole troppo facili da dire o da scrivere.
E, se andiamo agli esempi, beh ammettiamo che lo spettacolo di come è ridotto il verde nel XV non è esattamente edificante. Siamo nel classico caso dei frati trappisti che notoriamente “predicavano bene e razzolavano male”.
Basti pensare a quanto l’Assessorato del XV difese dalla potatura selvaggia disposta dal Comune di Roma che massacrò, all’inizio dell’estate 2023, i pini di Saxa Rubra salvati dai residenti dell’area a proprie spese e per ben due volte. Parliamo di 530 pini.
Ma prendiamo un altro esempio a caso, vicino nello stesso tempo storico, quello sul quale pone la domanda il Signor Venza nel suo commento.
I pini nel tratto della via Flaminia di competenza di Anas, quell’”ultimo miglio” che ormai non si può più chiamare “miglio verde”, considerata la fine miserevole – e non era obbligatoria – che hanno fatto quegli storici alberi.
Tratto di via consolare, questa circostanza va sempre sottolineata, praticamente sotto le finestre della sede del Municipio XV.
Ma – ahimè – non si può certamente pretendere che Presidente ed Assessore, intenti a “fare la storia” scrivendo questo fondamentale Regolamento del Verde, si potessero avvicinare alle finestre e accorgersi di quanto stava accadendo li ad un passo dalla rappresentanza del governo del territorio, nel quale uno dopo l’altro gli alberi allegramente seccavano e si scheletrivano.
Tantomeno, se la storia chiama, preoccuparsi di leggere con attenzione la risposta farlocca che Anas aveva inviato anche a loro dichiarando situazioni quantomeno da verificare, mandando un usciere a controllare se c’erano i buchini del trattamento endoterapico. Così accorgendosi di essere stati presi per…….in giro.
Perchè io sono personalmente convinto che di nulla si sono potuti accorgere, altrimenti ben altra sarebbe stata sicuramente la loro ferma reazione ed immediati i rigidi provvedimenti.
Il loro intervento, con il richiamo all’Anas alle proprie responsabilità sulla base di quanto prescrive il regolamento del Verde e del Paesaggio di Roma Capitale, avrebbe certamente cambiato il triste destino di quei poveri pini.
E anche di noi cittadini, sempre più arbitrariamente deprivati financo del nostro diritto al verde.
Paolo Salonia
Portavoce del Comitato Abitare Ponte Milvio