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L’Oktagon regala spettacolo al palazzetto dello sport

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La Roma assopita dalla canicola (e imbufalita e delusa per la sconfitta della nazionale di calcio, eliminata poco prima dall’Europeo) si riversa nel palazzetto dello sport di piazza Apollodoro per vivere una serata all’insegna dell’agonismo e delle emozioni.

L’Oktagon capitolino offre agli appassionati sorprese e conferme, e ai non addetti ai lavori la novità d’una disciplina dalla quale c’è comunque tanto da imparare. Come quell’abbraccio finale fra contendenti, gesto pressoché inesistente nel calcio; ma che diventa, sul ring, atto di eleganza dopo essersele date di santa ragione.

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Personaggio clou della serata Mattia Faraoni, campione del mondo in carica, romano; e a far tifo per lui c’è tutta la gente del palazzetto, che lo apprezza per spontaneità ancor prima che per l’arte di saper stare sul quadrato.

Ed è bella l’istantanea regalata dalla platea, tutti in piedi a riprendere coi telefonini il suo ingresso, che indossa per l’occasione la maglietta del suo idolo Francesco Totti e sottofondo musicale coi bassi a farla da padroni.

A bordo ring personaggi più o meno noti, fra i tanti anche l’ex calciatore di Cagliari e Roma Radja Nainggolan e l’attore Francesco Salvi; a salire sul ring esponenti della politica laziale (Palazzo e Onorato) oltre, ovviamente, ad atleti di caratura mondiale.

Tifo acceso per gli italiani in scena, ma applausi per tutti, nessuno escluso. Rubano l’occhio le belle donne presenti, da quelle in abito lungo che mostrano il cartello del round da combattere a quelle in ghingheri per l’occasione; incantevole la presenza degli under 14, in fila per farsi autografare una maglia o per un selfie con l’atleta di turno, vincente o perdente poco importa.

Finale dedicato a un pensiero, quello di continuare a far vivere il palazzetto dello sport con eventi come questo. L’appello alla politica per evitare di avere un altro scempio come l’attuale stadio Flaminio è lanciato. Come un guanto di sfida.

Leonardo Morelli

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