Home ATTUALITÀ Dehors per sempre e per legge. Il Campidoglio: “Inaccettabile”

Dehors per sempre e per legge. Il Campidoglio: “Inaccettabile”

dehors via Flaminia (Ponte Milvio)
ArsBiomedica

Non era difficile prevederlo. L’opportunità data agli esercenti e ai ristoratori, durante la stagione del covid, di spalmare tavolini e sediole su marciapiedi e carreggiate, invadendo piazze e finanche ingressi di palazzi monumentali, da permanente rischia di diventare eterna.

Il ministro Adolfo Urso ha annunciato di voler inserire nel disegno di legge sulla concorrenza una norma per rendere strutturali i cosiddetti dehors. Ossia, l’esatto contrario della concorrenza, cristallizzando una situazione di fatto e non di diritto.

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Il via libera all’occupazione di suolo pubblico fu dato dal governo Conte nel momento dell’emergenza pandemica. E aveva un senso. L’occupazione peraltro era anche gratuita e nelle intenzioni doveva servire a ristorare i commercianti delle perdite economiche a causa del divieto di dare ospitalità in luoghi chiusi.

Ma, appunto, non era difficile prevedere che una concessione emergenziale si trasformasse in un “diritto”. A poco a poco il tavolino in esterna, è diventato una piattaforma dotata di “funghi” e ombrelloni che si è allungata ovunque, rendendo problematico il passaggio dei pedoni e persino quello delle auto.

Nell’area tutelata dall’Unesco, quella del centro storico, scorrere tra tavolini e frenetici camerieri, è un’autentica impresa. Ma i dehors non assediano solo il centro storico; diversi i quartieri, specie quelli “scelti” dalla movida, come nell’area di Ponte Milvio, nell’adiacente via Flaminia, a Vigna Clara, che faticano a convivere con la incontenibile espansione di tavolino selvaggio.

Ad ogni tentativo del Campidoglio d’introdurre una disciplina c’ è stata la sollevazione degli esercenti. Che di volta in volta hanno minacciato licenziamenti di migliaia di persone, il fallimento delle loro imprese, disastri sociali e rivolte di popolo. Ed ogni volta il Comune ha promesso di limare le regole, conservando le regole.

Adesso il governo decide di passare alle vie di fatto e, invadendo una materia di competenza degli enti locali, si appresta a passare una grossa mano di spugna sanando gli abusi che si sono moltiplicati proprio come i tavolini.

Il Campidoglio protesta e l’assessore alle Attività produttive Monica Lucarelli descrive un atto di inaccettabile arroganza l’intenzione del ministro. E si dice pronta a sostenere una guerra a colpi di carte bollate contro il ministero.

L’entrata a gamba tesa del governo nella materia, da sempre incandescente, dell’occupazione di suolo pubblico, rischia – sostiene Lucarelli – di vanificare tutto il lavoro di pianificazione urbana che compete al Comune e che il Comune sta cercando di condurre in porto.

Il piano della giunta Gualtieri sul nuovo regolamento delle Osp (Occupazione di Suolo Pubblico) è in attesa di essere approvato dall’ assemblea capitolina.
A fianco del Campidoglio si schierano i comitati dei cittadini alle prese con l’invadenza di commercianti e clienti.

In quattro anni – dal 2020 – la superficie occupata dagli arredi esterni è cresciuta del 519 per cento. Un aumento monstre, diventato ormai ingovernabile e incontrollabile. Ci sono intere aree della città che sono ostaggio di poltroncine, ombrelloni e tavolini che si allungano e si allargano a soffietto a seconda del giorno e dell’ora, sconfinando sulla strada, e vestendosi di pessimi arredi di coperture in plastica e di fiori in plastica.

Il ring è pronto, tra meno di tre settimane si vota per l’Europa, assisteremo al banchetto elettorale.

Rossana Livolsi

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24 COMMENTI

  1. Inaccettabile. I dheor occupano da anni posti per parcheggiare con la striscia bianca persino! Ah, già… in una città “green” tutti in bici o monopattino; oppure alle fermate dell’autobus ad aspettare 40 minuti. Inaccettabile.

  2. io sono a favore , abbelliscono e rendono piu vivibile ed accettabile la città per i pedoni oltretutto fanno curare quello spazio. bisogna creare nuovi posti auto con pup e parcheggi pubblici ma una non esclude l’altra.

    • Dove, in quali spazi, si “dovrebbero” creare i parcheggi pubblici? Si ricorda che fine hanno fatto i tanti parcheggi sotterranei creati per il P.U.P.: depositi, per non parlare dello scempio di tante piazze fatto per crearli.Buona giornata.

    • Evidentemente lei gestisce un bar o ristorante! Qualsiasi comune cittadino vuole l’abolizione di queste invasioni inaccettabili!

      • Gentile Signora Marina, evidentemente la mia ironia non è stata compresa. Anche io aborro profondamente i dehors ma le soluzione proposte sono assurde ed irrealizzabili: “dove” si potrebbero creare “parcheggi pubblici”; sicuramente Lei che mi appare come una persona equilibrata e ben informata conoscerà la vicenda del PUP: a parte lo scempio fatto di piazze e strade, la maggior parte di posti auto realizzati sono stati utilizzati come depositi e magazzini (di bar o ristoranti?). Le auguro una buona giornata.
        Giancarlo Venza
        P.S. Ovviamente NON sono ne proprietario ne gestore di bar o ristorante.

        • Sbagliate tutti e due: la soluzione c’e: coprire, o meglio “tombare”, meglio ancora” asfaltare” il Tevere e ricavare centinaia se non migliaia di posti auto. Da qui decine di navette – ovviamente elettriche – collegheranno i parcheggi con i più importanti posti di ristoro e sballo.

          • Ha ragione. grande idea: sul Tevere asfaltato si potrebbero realizzare i “parcheggi pubblici” sperati dalla Signora “bea”. Bravo

        • Ma io sono d’accordo con lei, il mio commento era rivolto alla signora Bea! L’occupazione di suolo pubblico danneggia pesantemente tutti i cittadini che non siano gestori dei suddetti esercizi commerciali

  3. Corollario: laddove potevano accedere 100 persone ora possono accedere 1.000 persone. Che ovviamente dovranno parcheggiare (per dire, quest’estate la metro chiude alle 21). Portando stress sui quartieri target perché quegli stessi parcheggi che sono diventati “ristoranti” sono quelli che mancano per la popolazione, sia quella residente che quella che per qualche ora si moltiplica per 2, 3, 4, …, n.

    Tralasciando il fatto che marciapiedi e parcheggi rimangono occupati 365/7/24 a fronte magari di un uso primaverile/estivo solo serale.
    Già il quartiere si è trasformato in un unico enorme esercizio di somministrazione laddove c’erano attività commerciali diverse. Ora diamogli permanentemente anche tutti gli spazi esterni (sia nelle ore in cui sono utilizzati, sia nelle ore in cui non sono utilizzati).
    Per analogia sembra quasi la scena di Gallo Cedrone in cui Verdone vuole asfaltare il Tevere per creare una strada a tre corsie. Asfaltiamo strade e marciapiedi e creiamo una fila unica di tavolini ovunque senza soluzione di continuità.

    • Assolutamente d’accordo con lei!
      E tanto per rimanere nell’ironia, direi che oltre alla fila unica di sedie e tavolini potremmo proporre di legalizzare la sosta ovunque in doppia e tripla fila (che è già legalizzata “de facto”), così molti potranno finalmente godere della tanto agognata “libbertà”, che consiste anche (e ci mancherebbe pure!) nel limitare la libertà degli altri e nel considerare il decoro urbano come un inutile orpello dei tempi passati.

  4. Alla prossima pandemia si prenderanno l’Anfiteatro Flavio
    e il Foro Romano.
    Da repubblica delle banane a repubblica dei locandieri e vinattieri.

  5. I dehors nascono da un provvedimento straordinario preso in epoca Covid-19. Ora, gli stessi che all’epoca della pandemia dicevano che la nostra “libertà” era minacciata da mascherine, green pass e lockdown e che ponevano neanche tanto velatamente dubbi sull’efficacia dei vaccini adesso sono capaci, per semplice calcolo elettorale, di rendere permanente l’unico provvedimento Covid-19 ancora in vigore. Strano ma vero, non trovate?
    Però mica tanto strano, in fondo. So’ fatti così…

  6. Tante polemiche non portano a nulla. I dehors hanno i loro pro e contro. Sicuramente alcuni sono veramente esagerati e purtroppo ponte Milvio è stato il più gettonato. Intanto facciamo la proposta di riprenderci il parcheggio Farnesina che ora è a disposizione dell’ AMA e facciamo girare vigili che forse multando ma non solo (portando proprio via le macchine anche se so che è impossibile) possono dare un po’ di ordine alla zona. Usare le banchine del Tevere per fare parcheggi potrebbe essere una soluzione ma soltanto in certi orari (esempio notturni). Non so se esiste un comitato di quartiere, forse potrebbe fare sentire la propria voce.

  7. Sinceramente, i lati positivi dei dehors – intendo dire per la città e per i cittadini – li devo ancora vedere.
    Certamente, se l’approccio è quello di proporre l’utilizzo delle banchine del Tevere per fare parcheggi, allora intensifichiamo pure l’occupazione di suolo pubblico in modo indiscriminato. Tanto c’è posto!
    Scenario urbano apocalittico, ma probabilmente sono io a non capire le esigenze del mondo contemporaneo.
    Non allargo – eppure quanto mi piacerebbe!!! – il discorso al Centro Storico (sito UNESCO come giustamente ricordato nell’articolo), ma mi limito a sottolineare lo scempio (irreversibile?) di questa nostra parte di città (Città Storica, ricordiamolo, per la quale dovrebbero valere le stesse regole del Centro Storico), così fortunata in quanto meta ambita di una movida che da quindici anni sta lasciando il segno profondo ed indelebile del suo passaggio.
    Ma così è se vi pare…..e anche se non vi pare…..queste le regole del gioco.
    E mentre si alzano gli scudi (persino da parte del Campidoglio che ha permesso questa dilagante metastasi al di fuori di ogni controllo) contro la fantasiosa proposta Urso con il suo Made in Italy, zitta zitta, quatta quatta passa al Consiglio dei Ministri quell’altra furbata elettorale di quell’altro “bridge builder” del Ministro Salvini con il titolo “Salva Casa” o meglio ancora “Pace Edilizia” che, tra tramezzi verande e balconi, ci infila – pensate un pò – anche i debora, così garantiti ope legis.
    Come si dice, o dalla porta o dalla finestra, o da tutte e due, comunque queste pedane le faccio passare.
    Pensate voi tutti che bel pacchetto di elettori ci si è garantiti!
    E noi qui a ricordare i lati positivi dei debora e a ipotizzare parcheggi sulle banchine del fiume.
    Ma vuoi vedere che, alla fine, ci meritiamo tutto questo?
    Comunque, tranquilli: i Comitati di Quartiere ci sono e sono solamente dodici/quindici anni che fanno sentire la loro voce. E come!
    Chi vuole rassicurarsi, può andare a leggere paginate e paginate di articoli e commenti su VignaClaraBlog.
    Il punto è non c’è più forte resistenza di quella dei muri di gomma e siamo ancora qui.
    Chissà perché?
    Paolo Salonia
    Portavoce del Comitato Abitare Ponte Milvio

  8. Il correttore automatico ha fatto diventare “dehors” “debora”……dehors, tavolino selvaggio, occupazione suolo pubblico……forse più carino debora….la facciamo cantare a fausto leali e ci consoliamo…..
    PS

  9. Molto pericoloso dare un suggerimento del tipo “Usare le banchine del Tevere per fare parcheggi”….al Comune potrebbe esserci qualcuno che potrebbe prenderlo in considerazione…

  10. Premesso che in questi commenti compaiono due Marina diverse (io sono quella che ha commentato per prima, solo per distinguere i commenti, quindi mi rinomina Marina1), sono basita: pensare di utilizzare le banchine del Tevere cone parcheggi è emblematico dell’epoca in cui viviamo, come anche definire i dehor abbellimento cittadino. Si è perso il senso estetico, il rispetto della storia della nostra città, il senso civico, la cultura del bello. La maggioranza dei cittadini, travolti dal caos, dallo stress e dal rumore, non vedono più la realtà. Qual è? Una città bellissima ma allo sbando, dove centinaia di cantieri impediscono di circolare in auto, dove i mezzi pubblici sono una chimera e camminare a piedi è una odissea: fra monopattini e biciclette abbandonati ovunque, dehor che invadono spazi pubblici e posti auto! Aprite gli occhi, please!

  11. Esistono ancora teleimbonitori, venditori di fumo che vanno
    affermando come Roma sia la città più bella del mondo.
    Come disse il Principe della risata, Antonio De Curtis di Bisanzio,
    rivolto all’on. Trombetta: “ma mi faccia il piacere”.

  12. L’uscita del Ministro ha un sapore elettorale, non credo che il Governo possa legiferare sulle occupazioni di suolo pubblico (OSP), esistono competenze comunali e regionali in merito. Leggo poi di un sondaggio inverosimile, i cittadini sono contrari allo stravolgimento della Città con l’eccessiva presenza di tavoli posti dappertutto.
    E’ in discussione un nuovo Regolamento Comunale delle OSP, non entro nel merito perchè sarebbe un discorso troppo lungo, dico solo che Appoggio la richiesta di Paolo Salonia di equiparare la Città Storica al Centro Storico, che dovrebbe avere norme più restrittive, almeno per le zone soggette alla cosiddetta Movida, caratterizzate da una abnorme diffusione della attività alimentari, e in queste zone si dovrebbe anche attuare una moratoria delle licenze di somministrazione.
    Chiedo al nostro Municipio di appoggiarci in questa azione, per ottenere una sensibile riduzione delle attuali OSP della zona di Ponte Milvio, in particolare delle pedane su strada che erano state concesse nel 2020 solo per fare fronte alle norme di distanziamento dovute al Covid, e che pertanto dovrebbero essere revocate.
    Comitato Ambiente e Legalità – Ponte Milvio

  13. Devo precisare che quella frase tra parentesi nel mio contributo “…Città Storica, ricordiamolo, per la quale dovrebbero valere le stesse regole del Centro Storico…” utilizzava il condizionale “dovrebbero” in modo assolutamente retorico.
    La realtà è che “DEVONO VALERE” le stesse regole.
    Infatti, per quanto riguarda ad esempio le attività commerciali e artigianali esiste l’Allegato A del REGOLAMENTO PER L’ESERCIZIO DELLE ATTIVITÀ COMMERCIALI E ARTIGIANALI NEL TERRITORIO DELLA CITTÀ STORICA, approvato con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 109 del 30 maggio 2023, che con molta chiarezza esplicita il concetto negli articoli 1, 2 e 3.
    Quindi, la mia non era una richiesta, ma una affermazione “ironicamente” presentata.
    Inoltre, ricordo che l’area di Ponte Milvio ricade nel recentemente rinnovato perimetro della buffer zone del sito UNESCO (zona cuscinetto per la quale valgono tutte le regole previste per la cosiddetta property).
    Specificatamente per quanto riguarda “quel pasticciaccio” dei dehors, c’è da sperare che, passato il 9 giugno, Urso e Salvini – tra made in italy e salva-casa – non abbiano più necessità di spot elettorali.
    In caso contrario……”noi suoneremo le nostre campane”……!!!
    Paolo Salonia
    Portavoce del Comitato Abitare Ponte Milvio

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