Home ATTUALITÀ Ponte Milvio abbandonato nelle mani dei grafomani

Ponte Milvio abbandonato nelle mani dei grafomani

scritte su Ponte Milvio
Galvanica Bruni

Caratteristica di Ponte Milvio, quei centosettanta sette metri di storia che dalla Torretta Valadier solcano il Tevere fino a Piazzale Cardinal Consalvi, è l’avere un forte richiamo per chi ha il pennarello facile.

Troppo ghiotta per i grafomani la ribalta offerta dalle due spallette in marmo bianco invase da scritte. Alcune recentissime ma tante datate anche anni addietro, il che denota in modo inequivocabile l’assenza di manutenzione.

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Diciamolo subito. Se al Colosseo uno straniero incide le iniziali tutti gridano allo scandalo, si stracciano le vesti, scattano le sanzioni, volano le denunce. Deturpare invece il ponte più antico di Roma pare rientrare nella normalità delle cose. Anzi è pittoresco. Non s’è mai visto qualcuno con una divisa intervenire.

Ponte Milvio come facebook. Quelle spallette di marmo per alcuni sono un richiamo simile ai social, dove tutti scrivono di tutto senza porsi il problema della liceità. E nella certezza che quella scritta – che sia una fesseria o un poema d’amore – là resterà per quasi l’eternità. Tanto nessuno mai verrà con una idropulitrice a cancellarla.

Ma non è tutto, perché sotto le arcate della Torretta le scritte imbrattano anche tre delle quattro porticine; la quarta in realtà non c’è più, sostituita da una lastra di metallo alla faccia del rispetto dovuto al Valadier. Per non parlare poi dei muri scrostati, dei buchi sulle pareti, dei cornicioni ammalorati dove spadroneggia la muffa.
Ma tant’è. Così è se vi piace.

Claudio Cafasso

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5 COMMENTI

  1. Cosa potremmo fare noi, poveri cittadini, per riportare il Ponte ad essere nelle condizioni che si merita un’opera così importante?

  2. Io ricordo sempre la frase di un vu cumpra’ marocchino a Fregene in risposta alla osservazione che la sua attività sulla spiaggia era assolutamente vietata da una ordinanza comunale: Capo! Siamo in Italia!!
    Ormai ognuno fa quello che vuole impunemente

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