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Ponte Milvio, rimosso il chiosco chiuso da anni

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Rimosso nella giornata odierna il chiosco chiuso e abbandonato da tempo a Ponte Milvio. Le operazioni a carico del titolare.

La struttura, se vorrà essere reinstallata, dovrà essere posizionata a Largo Maresciallo Diaz, sul plateatico appositamente realizzato a seguito della messa in onda del PMO, piano di massima occupabilità di Ponte Milvio, varato dalla giunta penstallata nel 2017.

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La vicenda

Era spuntato come un fungo nella notte fra il 25 e il 26 ottobre del 2012. Tutti a chiedersi di chi era e a cosa sarebbe servito quel chiosco dalle dimensioni assai rilevanti sul marciapiede di Ponte Milvio, accanto a quello storico, quello di Dino Sensini, detto er Pistola, ritiratosi dal lavoro a marzo del 2022 dopo esser stato un testimone vivente di ciò che è stato Ponte Milvio, quando non c’era ancora la movida e il massimo dell’attrazione estiva era andarvi a mangiare il cocomero di sera.

Per un po’ di tempo quel chiosco è servito a vendere ora scarpe, ora abbigliamento usato ma è stato più il tempo trascorso con le serrande abbassate che quello con qualcosa in mostra.

Poi arriva il PMO. Nel 2017 il Municipio XV vara il Piano di Massima Occupabilità che prevede il ridimensionamento dello spazio pubblico occupato dai dehors e la delocalizzazione dei banchi degli ambulanti e del chiosco in questione in largo Maresciallo Diaz, dove per quest’ultimo viene approntato un plateatico rialzato.

Un piano che sotto questo aspetto si rivela un flop. Gli ambulanti disertano le postazioni perché quella non è zona di passaggio, il proprietario del chiosco si rifiuta di trasferirsi. Pare che la motivazione sarebbe stata che lì, su quella piazzola, non c’erano attacchi per la luce, per l’acqua e relativo scarico in fogna.

Per la cronaca, gli altri chioschi non vengono toccati in considerazione dell’anzianità. Quello de “er pistola” risale alla fine degli anni ’70 (ma la licenza addirittura al 1917); l’edicola è lì dal 1968, “L’altro chiosco”, il bar all’angolo con viale Tor di Quinto, dal 1969 e infine,”Il chioschetto”, quello sotto la Torretta Valadier, risale agli anni ’20.
Insomma, è solo l’ultimo arrivato, privo di storicità, a dover andar via.

Ma lui non se ne va. E resta ben piantato sul marciapiede, magari pure a serrande abbassate, per i successivi sette anni. Fino a questa mattina, quando è stato rimosso.

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