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‘Marcia lenta’ di Ultima Generazione in via Flaminia

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foto di repertorio
Galvanica Bruni

Blitz di Ultima Generazione su via Flaminia Nuova dove intorno alle 9 di questa mattina una quindicina di persone hanno bloccato il traffico in direzione Roma all’altezza di Saxa Rubra, marciando sulla carreggiata molto lentamente.

I partecipanti hanno srotolato uno striscione con scritto “Fondo Riparazione” e mostrato cartelli con le scritte “Lenti come il governo”, ”Suona il clacson se vuoi un Fondo Riparazione”, “Piano piano cambiamo”.

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L’azione, denominata “marcia lenta”  è durata 50 minuti prima dell’intervento dei carabinieri della stazione Tomba di Nerone e della compagnia Trionfale che hanno spostato i manifestanti, poi accompagnati in caserma,  consentendo il ripristino del traffico.

“Manifestare pacificamente è un diritto sancito dalla nostra Costituzione, ed oggi abbiamo dimostrato che tutti i cittadini hanno il potere di farlo” hanno sottolineato gli attivisti in una nota, spiegando la “marcia lenta” come un modo per “riprendersi la strada come spazio politico piuttosto che esclusivamente ad uso automobilistico”.

Leonardo Morelli

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6 COMMENTI

  1. Ma non sta scritto che la libertà ha un solo limite: quello della libertà degli altri? Protestare con il blocco del traffico è una limitazione dell’ altrui libertà di movimento. In questo modo la sacrosanta protesta degli attivisti genera solo ostilità nei loro confronti, senza considerare che il blocco del traffico è un reato.

  2. Nell’articolo non è precisato se i manifestanti portati in caserma dai Carabinieri sono stati solo identificati e rilasciati (per poter impunemente compiere altre assurde manifestazioni) oppure tradotti per direttisima nella patri galere, come sarebbe giusto che sia.
    Se lo Stato e la politica non sono in grado di far rispettare le leggi e bloccare quattro invasati stiamo messi proprio male.

  3. Sono i frutti della sinistra post-ideologica e delle lobby ad essa collegata che non avendo più alcun argomento da sostenere si è inventata questo ambientalismo assolutista, ideologico e, mi sia consentito, anche violento prepotente.
    E non comprendono che questo settarismo sarà anche la loro fine

  4. A me non piace questo modo di protestare, danneggia solo le persone che vanno al lavoro o per i fatti propri.
    Non credo siano ” invasati” come definiti dal sig. Gianmarco. Non è giusto definirli così. Ne abbiamo al governo, semmai di invasati, e un bel po’… Ma è una mia considerazione.
    È anche vero però che protestare per l’ambiente è il frutto del fallimento delle nostre azioni passate e di politiche mondiali errate ed egoiste. Infatti lasciamo a questi ragazzi che poi sono un po’ tutti figli nostri, un mondo dove sarà per loro e i loro figli, davvero difficile vivere.
    Certo è che dovrebbero creare disagi ai signori politici preposti alle leggi, non a noi comuni cittadini, molti dei quali ( me) capiscono il senso di questa cosa anche se non il metodo.
    Saluti
    .

  5. Manifestare “pacificamente” è innalzare i propri cartelli, gridare i propri slogan da un marciapiede, magari quello davanti alla sede di un ministero, di Palazzo Chigi, della sede di una qualche società petrolifera. Manifestare bloccando le strade e la circolazione di mezzi pubblici e privati non è un’azione “pacifica”, è qualcosa di molto vicino al sequestro di persona ed all’interruzione di pubblico servizio, se non quanto previsto dall’art. 633 c.p..
    Piuttosto interessante la domanda (pretesa?) di un “Fondo di Riparazione” che i manifestanti richiedono… un bel mucchio di pretese piuttosto infantili ed impraticabili, anche con tutta la buona volontà di questo mondo…
    “Chiediamo un fondo preventivo e permanente di 20 miliardi di euro sempre pronti ad essere spesi per ripagare i danni da calamità ed eventi climatici estremi. Ovvero, vogliamo che tutte le persone che vedono le proprie strade, le proprie case, i propri raccolti devastati da alluvioni, grandinate, gelate fuori stagione, siccità anomala vengano ripagate di ciò che hanno perso immediatamente.
    Vogliamo che questi soldi siano sempre presenti e pronti all’uso. Se cinque miliardi escono, cinque rientrano, entro un mese. Vogliamo che siano istituiti processi partecipativi così le comunità affette da disastri climatici possano dire come vorrebbero vedere utilizzati gli aiuti economici dallo stato.
    Vogliamo che ci siano processi rapidi e veloci per riparare i territori e non che i soldi vengano perduti nella macchina infernale della burocrazia italiana. Inoltre vogliamo che tali fondi vengano ottenuti livellando le ingiustizie sociali: extra-profitti delle industrie fossili, taglio totale dei sussidi pubblici ai combustibili fossili, taglio degli stipendi dei manager delle industri energivore partecipate dallo stato, taglio degli stipendi della classe politica, taglio delle spese militari.”

  6. Art. 16 della Costituzione-Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale….
    Non credo che nessuno dei manifestanti farà un solo giorno di carcere. Si tratta di un reato che era stato addirittura depenalizzato e solo dal 2018 è previsto tra i reati puniti (teoricamente) con il carcere.
    Manifestare liberamente è tra i diritti riconosciuti dalla democrazia repubblicana. Impedire agli altri cittadini di circolare è fondamentalmente è un atto di violenza. ” Vim vi repellere licet “, il diritto di reagire di fronte alla violenza, sostenevano gli antichi romani. Qualcuno degli automobilisti esasperati ha già dato attuazione a questo principio. In quanto alla coloritura politica non saprei. Ricordo che fu proprio in un clima come quello che si sta creando ( scioperi, manifestazioni non autorizzate, blocchi stradali) che in Italia si è affermato prepotentemente il fascismo.

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