Home CRONACA Inviolatella Borghese, un parco asfittico nonostante l’ultimo intervento

Inviolatella Borghese, un parco asfittico nonostante l’ultimo intervento

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Galvanica Bruni

I recenti lavori eseguiti dall’Ente Parco di Veio per realizzare all’interno del Parco dell’Inviolatella Borghese un “percorso fitness” non hanno cambiato di fatto la condizione dell’area.

Il circuito realizzato con copertura di ghiaia sottile è oggi ricoperto in gran parte da erbacce. E non è tutto. Era una fine prevedibile. Ad aprile del 2023 scrivemmo che il parco con questo intervento aveva ricevuto una boccata di ossigeno ma ora sembra più asfittico che mai.

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Spettacolo desolante

Entrandovi, il senso di trascuratezza è fin troppo evidente: lunghissime canne ricoprono la tabella nuova di zecca messa all’ingresso mentre la vecchia è ancora accantonata in un angolo. Inoltre a balzare agli occhi è la totale assenza di cestini per i rifiuti. C’è, è vero, qualche nuova panchina ma i vecchi tavoli da pic-nic sono stati tutti distrutti, ne rimangono giusto un paio.

L’abbeveratoio vicino all’ingresso, quello che ha perduto acqua per anni creando una mezza palude, oggi non perde più ma solo perché l’acqua è stata chiusa: nella vasca ne rimane un palmo putrida, buona per allevare zanzare tigre.

Il percorso in ghiaia che corre lungo il perimetro del parco e che ospita alcuni attrezzi ginnici, dal momento che nessuno provvede alla sua manutenzione, si è ricoperto in parte di erbacce. In tal modo si è ridotta notevolmente la sua larghezza, continuando di questo passo probabilmente tra qualche tempo scomparirà alla vista.

C’è poco da stupirsi, è il destino di tutti quegli interventi soggetti ai danni del tempo e degli incivili e che prima o poi fanno sempre una brutta fine.

Insomma il calvario dell’Inviolatella Borghese, nonostante le risorse impiegate, sembra non avere mai fine. Un vero e proprio delitto perché quest’area faticosamente arrivata alla cittadinanza è straordinariamente bella e sarebbe ancor più fruibile se si mettesse mano al nuovo accesso da via Fabbroni.

Necessario un secondo accesso ma le istituzioni nicchiano

Ovviamente uno degli aspetti più importanti, ovvero il secondo accesso da Via Fabbroni, continua a rimanere una chimera, nonostante che la questione venne affrontata dal Consiglio del Municipio XV nel maggio del 2019 quando all’unanimità fu votato un documento col quale si impegnava il Presidente del Municipio e l’Assessore all’Ambiente “a mettere in campo tutte le azioni necessarie […] alla realizzazione di un nuovo accesso da via Fabbroni”.

Venne poi una successiva petizione nel novembre del 2021 firmata da centinaia di cittadini, venne pure, nell’ottobre del 2022, a maggioranza nel frattempo cambiata, un nuovo documento approvato dal Consiglio del XV nel quale ancora una volta si impegnano “il presidente e l’assessore all’ambiente a mettere in campo tutte le azioni necessarie […] alla realizzazione di un nuovo accesso da via Fabbroni”.  E’ trascorso un anno e nulla è successo.

Ancora oggi quindi, per fruire del parco e andandoci a piedi occorre percorrere circa duecento metri sul lato destro di via Cassia (partendo dall’incrocio con via Fabbroni) che è assolutamente privo di marciapiede, mentre andando in auto non c’è parcheggio e solo 4-5 posti sono reperibili nei pressi del cancello.

Scontato quindi che l’apertura di un secondo accesso da via Fabbroni consentirebbe di poter usufruire di questi 13 ettari di natura in modo completamente diverso e molto più sicuro. Considerato poi che l’area dove costruire questo ponticello è di proprietà del Comune di Roma, costruirlo sarebbe davvero poca cosa per le casse comunali.

Francesco Gargaglia

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2 COMMENTI

  1. Ringrazio pubblicamente Francesco Gargaglia per la preziosa attenzione che continua a dedicare da anni al Parco dell’Inviolatella Borghese. Fa parte di quel gruppo di cittadine, cittadini, associazioni che, con il sostegno Di Vigna Clara Blog ,proseguono nell’impegno per assicurare l’uso pubblico dell’ex Tenuta agricola dell’Inviolatella Borghese e sottrarre alla cementificazione questo prezioso lembo di campagna romana che è stato incluso nel Parco regionale di Veio.

  2. Purtroppo ancora si pensa che disseminare aree naturali protette e non solo di questi cosiddetti “play ground” sia la panacea o ancor meglio un effettivo valore aggiunto. In realtà oltre a modificare i luoghi e l’utilizxo ne tradiscono l’atmosfera e lo spirito.
    Per non parlare dei problemi di manutenzione e vandalizzazione che si portano dietro naturalmente.
    Invece il Casaletto sta lì abbandonato dac30 anni il.Parco di veio è l’unico a non avere ancora un sentiero che lo attraversi da Roma verso nord, le aree pubbliche a cavallo della Cassia Nuova non sono ancora collegate pur potendolo perché via di Villa Lauchli non è percorribile.
    Ecco perché l’Inviolatella non decolla e nessuno la conosce.
    I.problemi vanno analizzati e risolti alla radice

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