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Disegni di bambini ucraini in mostra a Vigna Clara

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Galvanica Bruni

Una mostra tra i banchi della chiesa? Sì e non solo, anche in sacrestia e negli uffici parrocchiali. Siamo nella parrocchia di Santa Chiara, a Vigna Clara (ingresso via Zandonai 4). Ma le parole mostra è un po’ riduttiva.

La sensazione, appena si comincia a guardare questi piccoli capolavori, è quella di un cupo coro di voci bianche che urla l’orrore della guerra e la sofferenza dei pittori/bambini ucraini che la vivono sepolti nei rifugi, terrorizzati dalla morte che si sono scoperti accanto, e che sognano disperatamente una pace piena di colore e di vita.

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La mostra doveva finire a settembre ma, a grande richiesta, ci dice Don Andrea Manto, il parroco, è stata prorogata. Resterà aperta fino a domenica 5 novembre. Gli abbiamo chiesto di raccontarci com’è nata.

“L’intero progetto Una Colomba per la Pace è stata un’intuizione della direttrice della scuola media di Kherson, la prima città colpita, da cui sono poi passate le colonne di blindati russi all’inizio della guerra.

Vedendo l’orrore negli occhi dei bambini, la maestra li ha incoraggiati a disegnare una colomba per la pace, per coltivare nel cuore la speranza. Così, non so se volutamente o inconsapevolmente, ha creato una forma di arte terapia. Che è diventata virale e tutti i ragazzi delle scuole ucraine elementari e medie anche nelle zone non direttamente esposte alla guerra si sono messi a disegnare.

I disegni sono stati raccolti e quella che vediamo nella nostra parrocchia è una selezione dei migliori. Duemila e cento disegni sono stati esposti al Kennedy Center for Human Rights di Firenze. Santa Chiara è la prima parrocchia in Italia dove vengono esposti ed è il secondo luogo dove trovano accoglienza.

Ci sono dei disegni bellissimi, tant’è che diverse persone mi hanno chiesto se potevano acquistarne, cosa ovviamente impossibile, ma la cosa bella è che probabilmente sono stati efficaci come arte terapia, perché nei disegni si vede la sofferenza, ma si vede pure la gioia dei bambini e appunto la loro speranza. Dall’altro lato, l’effetto complessivo che fanno con questi colori così vividi e forti, somiglia ad un grido silenzioso di pace. Come se volessero attirare la nostra attenzione di adulti sul mondo oscuro e tenebroso che noi offriamo loro e al quale loro contrappongono un mondo gioioso e colorato. Molti poi sono anche dipinti con i colori dell’Ucraina, il giallo e blu.

Ce ne sono alcuni che sono quasi catartici. In particolare, uno in cui il bambino ha disegnato tutto in nero. Lo sfondo in cui ci sono i palazzi che bruciano e poi uno strano uccello metà colomba e metà cicogna, perché nella loro tradizione è molto più presente la cicogna della colomba. In basso, ci sono i due piccoli che piangono; e uno perde sangue. L’orrore che hanno visto…

Quello che abbiamo scelto per la locandina, l’ha dipinto una ragazzina di 11 anni, Yeva Rudenko. La zia vive qui, vicino Roma. Quando ha visto la locandina e ha saputo che era un disegno della nipote, è venuta apposta per vederlo e si è commossa.

La mostra nasce dalla collaborazione con l’associazione Colors for Peace, che raccoglie disegni da tutto il mondo – hanno oltre duecentomila disegni da 143 paesi dei cinque continenti disegni di bambini cui hanno chiesto di parlare della pace – e con la Fondazione Ut Vitam Habeant che promuove la tutela della vita umana fragile, specie dei bambini e delle donne.
L’intento è quello di creare una rete internazionale per promuovere la pace attraverso il sorriso dei bambini e l’arte del disegno, che è una forma d’espressione molto consona ai bambini, ma anche molto efficace. E in questa mostra si vede molto bene”.

Michele Chialvo

Una colomba per la Pace
Parrocchia Santa Chiara, via Zandonai 4 (piazza Giochi Delfici)
mostra aperta fino al 5 novembre – ingresso libero
orario 9-12 16-19

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