Home ARTE E CULTURA Jacovittissimevolmente, l’incontenibile arte dell’umorismo al MAXXI

Jacovittissimevolmente, l’incontenibile arte dell’umorismo al MAXXI

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Cent’anni e non dimostrarli. Un Jacovitti doppio, tra il Maxxi di Roma e il Macte di Termoli. I due musei ospiteranno due mostre dedicate all’ultimo grande fumettista italiano nel centenario della nascita. Due esposizioni, nella città dove è vissuto e morto nel 1999 e la città dove era nato, nel 1923, praticamente in contemporanea. Entrambe chiuderanno i battenti nella seconda metà di febbraio.

A Roma la mostra antologica, titolata “l’incontenibile arte dell’umorismo“, ripercorre gli oltre cento personaggi creati dall’artista in quasi sessanta anni  di attività. A Termoli, “Tutte le follie di Jac“, andrà all’esplorazione delle tecniche da lui utilizzate e che ne fanno uno dei fumettisti più caratteristici e singolari. Riconoscibilissimo e inconfondibile. Due punti di osservazione di un genio della comunicazione. Amato da generazioni di ragazzi per la sua irriverenza, sino a sfiorare l’anarchia.

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Nella stessa occasione sarà presentato  il libro “Cent’anni con Jacovitti” che conterrà disegni inediti, prefazione di Vincenzo Mollica.  Benito Franco Jacovitti. I due progetti, paralleli e complementari voluti dalla figlia Silvia, vanno sotto il titolo unico  “Jacovittissimevolmente“, sono stati pensati proprio per proiettare lo spettatore dentro il fantastico mondo di Jac.

Un mondo animato e surreale, dove zampillano sigarette umane e salami parlanti, barchette di carta, lische di pesce e vermi verticali e colorati, scatole di cerini, ossa che spuntano dal terreno. Il tutto sormontato dai celebri nasoni. I nasoni di Jacovitti.

E poi i personaggi, indimenticabili. Da Cocco Bill , il più noto, forse, un cow boy controcorrente,  a Tom Ficcanaso, da Jack Mandolino a Zorro Kid.  Il suo esordio  da ragazzino, poi non ha più smesso, fino alla morte. Una produzione sterminata, tavole, fumetti , disegni. Giornali e riviste che sono vissuti sulle sue strisce: da “Il Vittorioso” al ” Corriere dei ragazzi” e al ” Corriere dei piccoli”.

E infine il diario: Diario Vitt. Alzi la mano chi tra gli over 50 non ha avuto per almeno un anno scolastico nel suo zaino il celebre ed inconfondibile Diario Vitt. Uno spasso per accompagnare i malumori sui banchi di classe.

Umorismo, ironia, una visione del mondo fatta di poesia e di magia insieme hanno finito anche per decorare anche oggetti di uso quotidiano. Jac, un compagno di giochi e di strada per  quasi 60 anni. Che ha fatto scuola e dettato le battute, la “cultura” a milioni di ragazzi fin quasi alla soglia del nuovo millennio.

Usava il pennino, il pennino intinto nel calamaio per le sue strisce e nient’altro. Nessuna traccia a matita, nessuna sceneggiatura. Libero. Un intellettuale libero che ha avuto tanti imitatori e nessun vero erede.

Il suo pennino dadaista e dissacrante ci ha accompagnato per un lungo tratto di vita, adesso con una visita alla mostra al Maxxi sarà possibile riprendere a dialogare con la galassia creativa di Jac: 450 i pezzi esposti, tra originali e stampati. La mostra prende il via il 25 ottobre e termina il 18 febbraio 2024.

Rossana Livolsi

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2 COMMENTI

  1. Faccio parte della generazione che si è divertita e rilassata con i diari scolastici di Jacovitti, che comunque era fumettista poliedrico. Parecchi anni fa mi regalarono una copia del “Kamasutra spaziale”, in cui l’artista si era cimentato a modo suo con l’erostismo, lasciando vignette assai spassose e tali da suscitare grasse risate senza mai sconfinare nella volgarità.

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