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Biodigestore a Cesano, il Ministero della Cultura dice no

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Galvanica Bruni

Seconda doccia gelata per Campidoglio e AMA da tempo impegnati nel voler realizzare un impianto di biodigestione in un’area di proprietà del Comune a metà strada fra Cesano e Osteria Nuova. La prima risale a dicembre 2022, quando il Ministero dell’Ambiente comunicò che il plafond era stato esaurito e che quindi il Campidoglio non avrebbe ricevuto i finanziamenti del Pnrr per la realizzazione dei due biodigestori di Cesano e Casal Selce.

La seconda è più recente, è di oggi, e si sintetizza in poche parole: “Opere non compatibili con il contesto di riferimento e di troppo impatto ambientale: si esprime, pertanto, parere negativo alla sua realizzazione“.

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A parlare così è stata la La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma , organo del Ministero per i beni e le attività culturali, che ha drasticamente bocciato il progetto del nuovo impianto biodigestore previsto nei pressi di Osteria Nuova, ultimo lembo del territorio del Municipio XV.

Nel documento emesso dal Ministero a commento della VIA (valutazione di impatto ambientale) dell’opera, si precisa che l’area dove dovrebbe sorgere l’impianto, ai sensi del Piano territoriale paesaggistico regionale è un “paesaggio agrario di rilevante valore” con presenza di percorsi panoramici quali – a esempio – il complesso delle Aste Taurine, i resti dell’Antica città di Galeria, il borgo storico di Cesano.

Ma non è tutto, perché stando alla Soprintendenza, nel progettare l’opera ne è stato sottovalutato l’impatto sul contesto territoriale, già oberato da altre presenze che generano impatto ambientale e cioè l’impianto di Radio Vaticana, la Casaccia, Centro di Ricerca Enea, e il Co.Bis, depuratore di smaltimento delle acque reflue del bacino. E anche dal punto di vista della tutela paesaggistica il parere del Ministero è del tutto contrario.

Insomma, la Soprintendenza ha fatto sue tutte o quasi tutte le motivazioni addotte dai residenti e da diversi comitati (CdQ Cesano, Osteria Nuova – S.M. di Galeria CdQ APS, Progetto Comune Anguillara, Aste Taurine, Comitato No discarica Tragliatella, Consorzi Colle dei Pini e Due Pini) che da tempo si battono contro questa opera che, secondo loro, non sarebbe altro che “un’altra bomba ecologica alle porte di casa con colata di cemento ingiustificata, su un’area parzialmente integra di Agro Romano, palesemente inidonea e caratterizzata da vincoli archeologici e paesaggistici nonché da rischi idrogeologici ed idraulici, a distanza insufficiente dagli agglomerati urbani limitrofi (Cesano, Osteria Nuova e Anguillara), con scuole e servizi, in un meritorio già provato da altre criticità dal rilevante impatto sanitario, ambientale, sociale e urbanistico”.

E d’accordo con i residenti lo è l’intero Consiglio del Municipio XV che in una seduta del 2022 ha votato all’unanimità un documento col quale si esprime parere negativo al biodigestore alla luce del fatto che, come ebbe a commentare il minisindaco Daniele Torquati, “la realizzazione dovrebbe avvenire in una zona già interessata da grossi impianti e costretta a convivere con Radio Vaticana e con il Centro Ricerche Enea Casaccia“.

Peraltro, nel corso del 2022, la stessa ENEA ha espresso forti perplessità in sede di VIA, poiché “l’impianto in oggetto ricadrebbe nell’area di competenza del piano di emergenza per cui ha rappresentato alcuni profili di potenziale criticità”.

Siamo consapevoli e sempre convinti che Roma abbia bisogno dei propri impianti per risolvere definitivamente l’emergenza perenne dei rifiuti nella città, ma restiamo ugualmente consapevoli e convinti – concluse Torquati – che l’area individuata tra Cesano e Osteria Nuova non sia la soluzione percorribile“.

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