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Gli artigli della ‘ndrangheta su Ponte Milvio

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Un’indagine lunga 5 anni e complessa. Con il coinvolgimento di polizie di mezza Europa e un pezzo consistente di centro e sud America.

L’operazione Eureka che gli investigatori non esitano a definire il più grosso colpo alla ‘ndrangheta degli ultimi anni, si è conclusa oggi, mercoledì 3 maggio, con provvedimenti cautelari nei confronti di 108 persone e con 150 perquisizioni nel corso delle quali sono stare sequestrate armi, droga e contanti. Sequestrati anche beni per 25 milioni di euro, esclusi i conti correnti.

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La stima dei danni per le cosche della Piana viene valutata in diversi miliardi di euro. Un colpo duro da digerire. Nel mirino dell’indagine le famiglie Strangio e Nirta, i padroni del traffico con i paramilitari colombiani.

Gli stessi Strangio e Nirta protagonisti della strage di Dùisburg. Una fratellanza, quella tra le due famiglie, che ha assicurato l’ingresso di tonnellate di stupefacente lungo la rotta che sbarcava container di droga ed armi con una frequenza capace di aggirare controlli, indagini e sequestri.

Le mani della ‘ndrangheta su Ponte Milvio

Una maxi operazione che ha fatto tappa anche a Roma. Dove a Ponte Milvio aveva sede una delle lavatrici del contante accumulato con la droga.

“L’antica trattoria da Pallotta” – uscita dal patrimonio della famiglia Pallotta nel 2012 – era finita nelle mani di Domenico Giorgi originario di San Luca, parente di Nirta  e socio occulto della società “Caffè In srl” che controllava  la rete di bar e ristoranti sparsi in Europa che servivano alla cosca per l’autoriciclaggio.

Un modus operandi importato dal cosiddetto gruppo di Erfurt, costituito negli anni ’90 ad opera di un gruppo di calabresi legati per vincoli di parentela alla famiglia Pelle Gambazza.

Tutto era cominciato con l’acquisizione nel 2006 de La Rampa, lo storico ristorante di piazza Mignanelli. Da lì la spinta verso Roma Nord; gli occhi sul giro d’affari di Ponte Milvio e le mani sulla trattoria. Una trattoria da oltre due milioni l’anno di incassi.

Il coinvolgimento della trattoria Pallotta – da decenni ritrovo di sportivi e professionisti di Roma Nord – conferma l’interesse delle cosche per la piazza capitolina.

A poca distanza da Ponte Milvio, in via della Farnesina, trovato l’appartamento sede dell’amministrazione del giro d’affari. All’interno, la cassaforte imbottita di contanti distratti e riciclati dalle attività di ristorazione.

Cinque anni dopo il primo rapporto, il cerchio si è chiuso con il colpo durissimo inferto alle cosche di narcotrafficanti. Che a Roma, a poca distanza dalla trattoria dei vip, avevano la sede amministrativa.

Rossana Livolsi

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4 COMMENTI

  1. Ma scherzi ?
    come non commentare !
    i locali di Ponte Milvio sono mediamente divisi ( si dice , si mormora , si sussurra, si ipotizza ) in quattro quadranti : Ndrangheta , albanesi , camorra e diciamo etnia sinta o rom ( ancordetta forse casamonica )
    non di molto tempo fa la notizia del fermo ( poi rilasciato come di consueto ) del nipote di un boss calabrese che era “occupato” in uno di questi locali, dovrà pur imparare il mestiere !
    con la velocità con cui passano di mano verrebbe da pensare a riciclaggi poco chiari ma solo a pensar male ovviamente
    fatturato aiutato ( oltreché dalle autorità con quelle fin troppo devastanti dehors ) anche da polveri bianche per consumo al banco o da asporto.
    compatisco e sono vicino a quei pochi che lavorano del loro

    • Per fortuna sono andato via da Ponte Milvio alla fine del 2011. Mi spiace tanto per la reputazione del ristorante Pallotta, quando c’era Emma era un piacere andare lì a pranzo o cena. E il povero Giulio, buon’anima, si starà rivoltando nella tomba..

  2. Ponte Milvio , un pezzo di cuore. Sono nato lì, vissuto da quando avevo 5 giorni fino all’età di 27…. Abitavo nel palazzo prima di Mondi, fronte alla banca. Saperlo adesso in mano a questa gente, se così si può chiamare fa solo male. Pallotta poi, conosco Maurizio ,il figlio di Emma, mio coetaneo. Giulio, si stava spesso nella sala biliardi dietro il bar … Quante risate, nella pura semplicità. Adesso quando passo e una stretta al cuore. I ragazzi x divertirsi devono bere e soprattutto tirare … Li ho visti farlo anche nelle prime ore del pomeriggio…. CHE AMAREZZA MISTA A TRISTEZZA!!!!

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