Home CRONACA Gioco dell’oca in versione kafkiana a Roma Nord

Gioco dell’oca in versione kafkiana a Roma Nord

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Claudio Galli

Difficile definire la vicenda come un’involuta versione del gioco dell’oca, come un’avventura kafkiana nei meandri della burocrazia del terzo millennio, o come un mix delle due. Certo è che il racconto di una nostra lettrice ha dell’inverosimile.

Ore e ore al telefono per capire perché e per come il parco a uso pubblico ubicato tra la fine di via Cortina D’Ampezzo e l’inizio di via Forte Trionfale, in zona di competenza del Municipio XIV, è chiuso da settembre.

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Si tratta di un parco con giochi per bambini e area cani molto frequentato essendo l’unica area verde della zona. Un parco realizzato sacrificando un lembo della Riserva Naturale dell’Insugherata per costruire un parcheggio interrato. Ma col passare del tempo la manutenzione, in capo a un soggetto privato, a detta dei frequentatori è diventata man mano meno accurata e oggi il parco è al centro delle lamentale di tante mamme visto che da settembre non è più praticabile.

Una di queste, Giulia Napolitano, ha provato a venirne a capo. Ecco il suo racconto.

“Gentile redazione, vorrei segnalare lo strana vicenda dell’area verde sovrastante il parcheggio posto a confine fra via Cortina d’Ampezzo e via del Forte Trionfale che è chiusa da mesi. Sono giorni che telefono al Consorzio di via Cortina D’ampezzo per avere lumi in merito. Ma il Consorzio risponde che non è competente, che l’area è al di fuori del suo territorio, ma viste le numerose richieste dei consorziati  in merito si è interessato  ma non è riuscito a sapere nulla. Si augura che io abbia più successo e mi prega di informarli (!).

Sono giorni che chiamo il Comune di Roma (060606) che mi indirizza al Municipio XIV, il quale dice di non avere competenza per l’area, posta fuori dal suo territorio, ma  mi indirizza sulla Polizia Locale di zona (sempre XIV Municipio ) che, molto cortesemente, risponde che è competenza del XV ufficio Ambiente.

Contatto quindi l’ufficio Ambiente del XV Municipio, anche loro non sanno nulla, ma scoprono che si tratta di area verde sopra un parcheggio, quindi fa parte del Piano urbano parcheggi (PUP). “Vanno contattati loro” mi dicono. Rintracciano quindi un nominativo che mi indicano come responsabile (l’Arch. F.R. con relativo recapito telefonico).

Bene, per due giorni cerco di contattarlo ma il telefono suona a vuoto. Lo cerco su internet e il suo nominativo mi appare con altre competenze, ma per fortuna esiste e con altri recapiti telefonici. Provo quindi a chiamare questi numeri ma mi risponde un altro ufficio, quello dei Lavori Pubblici. E ci crederete? Mi dicono che ignorano chi sia l’architetto F.R., mai sentito!

Non mi arrendo, cerco su internet i recapiti per il PUP, li trovo, sono l’ing. G.P. e la signora S.A., li chiamo ma il telefono squilla desolatamente a vuoto.  Come nel gioco dell’oca torno a chiamare il Comune di Roma. Alla prima telefonata risponde il Dipartimento Mobilità e Trasporti da cui dipende il PUP. Mi danno un numero di telefono che però, è scontato, squilla a vuoto.

Richiamo il Comune di Roma che mi inviata a mandare una Pec al Dipartimento Trasporti. Fine temporanea della mia avventura. Nel frattempo il parco è ancora chiuso.  Ma io non demordo, continuerò a cercare per avere almeno una spiegazione.

Cara Redazione, vi chiedo di pubblicizzare la notizia, sono in tanti che utilizzano questa area verde e sarebbe utile capire cosa sta succedendo, come organo di informazione della zona fareste un utile servizio a dare risonanza alla questione”.

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2 COMMENTI

  1. Per quanto ne so (come Comitato Robin Hood) l’area indicata faceva parte della Riserva dell’Insugherata anche se di proprietà dell’Istituto Calasanzio; nella Scheda Progetto FA/02 del Piano di Assetto era prevista la trasformazione di quell’area, dopo i lavori di realizzazione di un parcheggio coperto, in giardino aperto al pubblico con tanto di “percorso per ipovedenti” (progetto del 2010). Nonostante la strenua opposizione di Italia Nostra e altre associazioni il progetto fu approvato da Roma Natura. Tra le varie ragioni dell’approvazione anche “il miglioramento della fruibilità della Riserva”(?) e la “sistemazione delle pendici acclive” (??). Il proprietario del terreno si impegnava di contro ad effettuare i lavori di realizzazione dei giardini (come detto) e la sua costante manutenzione (come accaduto per l’Inviolatella Borghese dove l’Istituto Mary Mount deve garantire la pulizia e manutenzione del parco, anche se il terreno è comunale).
    Gia nel 2014 e poi in altre occasioni segnalavamo non solo la chiusura per lunghi periodi dei giardini ma anche la mancata manutenzione e pulizia oltre ai danni ai giochi dei bambini.
    Quindi…niente di nuovo.
    Poichè quell’area privata è ricadente nel perimetro della Riserva dell’Insugherata i primi ad essere interessati dovrebbero essere i vertici di Roma Natura che forti dell’accordo stipulato dovrebbero costringere i proprietari ( o coloro che sono stati delegati) ad intervenire

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