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Labaro e la “nobile arte” di Remo Salvati

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Claudio Galli

Pensi che negli sport di contatto, quelli dove fatica e sudore la fanno da padrone, generalmente emergano gli atleti del sud, e non sono pochi gli esempi, basti pensare alle accademie distribuite in Campania, tanto per citare un esempio semplice.

Invece poi scopri che pure a Roma Nord possa esserci qualche esempio di atleta dedito al sacrificio. O a quei pesisti, altro esempio, che nascono e crescono, sportivamente parlando, in Sicilia.

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Nel pugilato c’è un romano in crescita, risponde al nome di Remo Salvati, ed è il nuovo campione italiano assoluto 2022 nella categoria maschile 75 chili. Ventiquattro anni, Salvati ha sconfitto sul ring del PalaOzan di Ugento Valerio Mantovani, portando il titolo a Labaro.

Cresciuto nell’accademia di Renato Costantini, a Labaro, dove entrò per la prima volta che aveva sei anni, ha disputato (vincendo) il primo match a quattordici anni. Poi, stesso anno, ha vinto anche i primi campionati italiani e ha conquistato la maglia azzurra. Nel 2013 ha ottenuto l’argento al torneo “Club degli azzurrini E. Marchiaro”, risultato che ha ripetuto anche l’anno successivo. Nello stesso anno ha partecipato ai campionati europei junior ad Anapa (Russia), giungendo nei quarti di finale. E ha partecipato anche ai campionati europei e mondiali youth nel 2016 in Russia.

Per la cronaca, l’accademia pugilistica Renato Costantini è nata nel 1986 e prende il nome dal pugile degli anni 60 e 70, che recuperò un locale fatiscente trasformandolo in una piccola casa del pugilato. Un fiore all’occhiello per il quartiere, un luogo dove si praticano arti marziali miste, brazilian jiu jitsu, muay thai, judo e karate e che ha tolto tanti ragazzi dalla strada e ha evitato loro di percorrere strade infernali.

Leonardo Morelli

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