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Ponte della Musica, bello di sopra terrificante di sotto

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Galvanica Bruni

Lo stato di gravissimo degrado che come un sudario avvolge da anni il Ponte della Musica ha raggiunto il livello di inaccettabilità.

A partire dall’area sottostante lato Flaminio, nata in epoca Alemanno sindaco come “Teatro della Musica”, costata al contribuente un milione di euro e mai usato come tale, per poi diventare un affollato skate-park.

I risultati di questa trasformazione sono sotto gli occhi dei romani e dei turisti che rimangono inorriditi dalle condizioni di degrado in cui versa il ponte ma soprattutto la parte sottostante.

Non soltanto montagne di rifiuti, sporcizia, materiali di ogni tipo abbandonati in terra ma anche migliaia di metri quadrati di graffiti che imbrattano muri a cortina, cemento, piloni in ferro trasformando il tutto in uno sporco e caotico spettacolo.

Quello che lascia sbigottiti è il danneggiamento provocato da un uso improprio di una struttura destinata ad ospitare spettacoli teatrali e non le esibizioni di chi cavalca una tavola con quattro rotelle. Quelli che dovevano essere gli spalti degli spettatori sono in stato di abbandono ricoperti di erbacce; tantissimi i danni alle strutture di sicurezza del ponte come i cavetti di acciaio posti a protezione delle scalinate,  tagliati, strappati, sfilacciati.

Danneggiati e spaccati i cordoli di cemento, le file di mattoni a protezione delle aiuole, le varie strutture di quello che teatro non fu mai.

In tanti si chiedono come sia stato possibile tollerare per anni una simile situazione ma soprattutto l’uso di quel luogo a skate-park pur essendo privo di qualsiasi requisito per essere tale.

In tanti si chiedono se in Campidoglio qualcuno abbia una vaga idea di cosa sia un vero parco per gli skaters. Eppure è stato proprio il Campidoglio, amministrazione Raggi, a realizzare a Ostia lo skatepark “più bello in Italia e uno dei più grandi d’Europa” come si legge su uno dei tanti siti di promozione 5S. E allora, perché sul litorale cotanta abbondanza e al Flaminio solo degrado e rifiuti in uno skatepark-discarica a cielo aperto, vergogna di uno dei quartieri più belli, eleganti e a “misura d’uomo” della capitale?

Prendiamo in prestito le parole che Fulco Pratesi, presidente onorario del WWF pronunciò a proposito di un grattacielo sul litorale romano: “E’ un’opera che grida vendetta al cospetto di Dio”. Questo scenario di Ponte Flaminio non è da meno.

Francesco Gargaglia

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2 COMMENTI

  1. Tutta la città è in questo stato.
    E non da adeso.
    “Per me si va ne la città dolente,
    per me si va ne l’etterno dolore,
    per me si va tra la perduta gente.
    Giustizia mosse il mio alto fattore;
    fecemi la divina podestate,
    la somma sapïenza e ‘l primo amore.
    Dinanzi a me non fuor cose create
    se non etterne, e io etterno duro”.
    Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate.
    Il Mainstream italiota continua a strepitare:
    “la città più bella del mondo”.
    Onorevole Trombetta, ma mi faccia il piacere !

    Lucio Maria Frizzoni

  2. Tutta la città è in questo stato.
    Non da ora.
    Per me si va ne la città dolente,
    per me si va ne l’etterno dolore,
    per me si va tra la perduta gente.
    Giustizia mosse il mio alto fattore;
    fecemi la divina podestate,
    la somma sapïenza e ‘l primo amore.
    Dinanzi a me non fuor cose create
    se non etterne, e io etterno duro.
    Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate.

    Su tutti i “media” ancora impera la vacua
    retorica della città più bella del mondo.
    Onorevole Trombetta : ma mi faccia il piacere !

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