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Vorrebbero una casa di quartiere fra La Storta e Olgiata

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C’è voglia di cultura a La Storta e Olgiata. C’è voglia di cultura e di un centro di aggregazione per adulti e ragazzi. Nasce così l’idea di una “casa di quartiere”, magari gestita da volontari, dove si possano trovare libri, seguire corsi, incontrarsi e dibattere in un locale sicuro, al coperto.

“Nelle periferie c’è poco per gli anziani e nulla per i giovani, per questo vorremmo realizzare un luogo che sia più di una biblioteca, che sia un centro di ritrovo e di scambio del sapere, facilmente raggiungibile per i residenti di La Storta e Olgiata e accessibile a tutti”, così ci racconta Barbara, ma alle sue parole si uniscono anche Ana, Rosa, Giovanna e Maria.

Una casa di quartiere

Sono un piccolo gruppo di cittadine, decise a migliorare il proprio quartiere e offrire delle opportunità in più per tutti. Vorrebbero “una casa di quartiere”, gestita dal Municipio ma affidata ai comitati o alle associazioni di quartiere e a disposizione di tutti i cittadini. Uno spazio dove poter scambiare libri scolastici e di lettura, seguire corsi gratuiti, essere aggiornati sulle iniziative locali o semplicemente incontrarsi lontano dalla strada.

Hanno raccolto le idee, stilato un elenco di esigenze e messo tutto nero su bianco in una lettera indirizzata a Daniele Torquati, presidente del Municipio XV, a Tatiana Marchisio, assessora alle Politiche Scolastiche e Culturali, e a Laura Gigli, presidente della commissione Commercio e Attività Produttive.

“Il Municipio ci è sembrato molto disponibile a sostenere la nostra proposta e ad aiutarci. – continua a spiegare Barbara – A breve avremo un incontro con loro per capirne la fattibilità e trovare delle possibili soluzioni. In un post su Facebook, Torquati ha ipotizzato trasformare in biblioteca un locale di un ex centro commerciale, ma è tutto da verificare”.

“Nelle prossime settimane – aggiunge – ci incontreremo anche con i comitati e le associazioni di quartiere, che si sono dichiarati allineati con le nostre esigenze. Creare una rete efficace è sicuramente un buon punto di partenza”.

Gli obiettivi

“Abbiamo tante idee che prendono spunto da realtà già esistenti in altri quartieri di Roma, soprattutto delle periferie. Sono obiettivi fattibili, ma il lavoro è molto e ci sarà bisogno dell’aiuto di tutti per poterli realizzare”.

Un passo alla volta, dando priorità alle esigenze più impellenti. “L’obiettivo a breve termine è la creazione di un piccolo centro bibliotecario gestito da volontari, dove sia possibile prendere in prestito contenuti multimediali e, nel periodo scolastico, scambiare gratuitamente libri di testo”, scrivono nella lettera indirizzata al XV Municipio.

Questo spazio, poi, potrà essere utilizzato per organizzare eventi di presentazione libri, seminari su vari argomenti, piccoli corsi di alfabetizzazione informatica, di lingue o ripetizioni delle materie scolastiche.

Per il futuro il piano è ben più ampio: “Costituire un centro di aggregazione per giovani e adulti, dove organizzare uno spazio polifunzionale che possa diventare una ludoteca, un luogo di incontri tra cittadini, per organizzare tornei di giochi da tavola, promuovere la cultura e la condivisione, e dialogare con le istituzioni”.

Tra le proposte c’è anche l’istituzione di una banca del tempo, dove chiunque possa mettere a disposizione le proprie capacità e conoscenze, regalare del tempo agli altri per trasmettere piccoli e grandi saperi.

Le risposte del quartiere

Le proposte di questo gruppo di determinate cittadine sono state in parte condivise sui social, riscuotendo da subito un enorme successo. “Ci ha fatto piacere l’entusiasmo con cui l’idea è stata accolta, ci servirà la collaborazione di tutti”.

I commenti ricevuti sono infatti numerosi.  C’è chi ringrazia e plaude l’iniziativa: “Ottima iniziativa che merita tutta l’attenzione dei cittadini”, “Grazie, bellissima e necessaria iniziativa!!!”, “Questa iniziativa darebbe un valore aggiunto alla nostra zona, grazie!”, “Finalmente in zona ci sarà un luogo di aggregazione”, e tanti altri.

Ma in molti si sono già resi disponibili e non vedono l’ora di poter dare il loro contributo. Eccone alcuni: “Bellissima iniziativa, vivo a La Storta da 56 anni, la amo, ma è sempre mancato un punto di aggregazione per ragazzi”, “Chapeau. Mi metto al servizio della causa, per quanto posso”, “Sono disponibile per aggiungere alla eventuale biblioteca libri per bambini avendo io un asilo!”, “Potremmo collaborare anche portando qualche libro che abbiamo già letto”, “Teneteci aggiornati e diteci di che cosa c’è bisogno”.

Quale miglior viatico per un progetto così aggregante?

Giulia Vincenzi

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2 COMMENTI

  1. Una possibile destinazione a casa di quartiere può essere quella del locale del Casale di Borghetto S. Carlo che é stato assegnato al Municipio di Roma XV

  2. Sarebbe bellissimo avere una casa di quartiere, dove ci s’incontra, ci può essere uno scambio d’insegnamento, si può studiare, si può leggere, insomma dove si può vivere stando in mezzo ad altre persone e imparare.

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