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Consumo di suolo, i dati del Municipio XV

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Galvanica Bruni

Lo scorso 5 ottobre in Campidoglio è stato presentato il Rapporto 2021 “L’uso e il consumo di suolo di Roma Capitale – Analisi della copertura del suolo nel territorio di Roma” realizzato dalla U.O. di Statistica – Open Data del dipartimento Trasformazione digitale del Campidoglio in collaborazione con l’Ispra e il Servizio civile universale.

Lo studio ha rivelato come nel 2021, rispetto al 2020, nella capitale sono stati consumati ben 105,377 ettari di suolo, una superficie pari a 150 campi di calcio dimostrando così che Roma, a causa delle proprie dimensioni, è la prima città italiana per suolo consumato.
Ma qual è la situazione a Roma Nord?

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Prima di esaminare nel dettaglio i dati del XV Municipio, riteniamo importante mettere in evidenza come la situazione nel nostro Paese non sia affatto confortante soprattutto perché  non ci sono segnali di un cambiamento in atto, specie nella nostra Regione e a Roma, che si conferma come la città che brucia in assoluto più suolo.

Gli obiettivi di mitigazione del fenomeno, fissati per epoche ancora molto lontane (2030-2050), non possono indurre ad ottimistiche previsioni e quello che troviamo in questi dati ce lo conferma.

Il Lazio nel 2021 (regione inserita nel gruppo di chi consuma oltre la media) ha bruciato  140mila ettari, la provincia di Roma ne ha al suo attivo 70.155 mentre il 24% del suolo di Roma è stato consumato e la maggior parte impermeabilizzato.

I dati del Municipio XV

In questa situazione il XV Municipio è uno di quelli che ha al suo attivo minor consumo di territorio. Questo dato di per se confortante deriva però dalla grande estensione territoriale (187 kmq) con conseguente bassa densità abitativa.

Entrando nel dettaglio delle “Schede Municipali” (220 pagine delle 270 del documento) per il XV si rileva che su di un totale di 18.700 ettari ne sono stati consumati, al 2021, 2.789 pari al 14% (la quasi totalità di questo suolo risulta essere impermeabilizzato e irreversibile);  ovviamente il consumo è dovuto essenzialmente alla realizzazione di edifici, strade e aree di cantiere (ciò significa ovviamente che si continua a costruire).

Il dato più preoccupante emerge nel grafico 203 dove per le “classi di copertura”, cantieri e altre aree in terra battuta, il valore del suolo occupato è il 62,03%

Se il XV Municipio per le caratteristiche sopra citate sembra essere uno dei territori più virtuosi, non è così per quanto riguarda il suolo consumato in “aree protette” che è pari a 677 ettari (7,3%); le zone urbanistiche più interessate dal fenomeno sono Santa Cornelia (213 ettari), Grottarossa Ovest (116), la Giustiniana (86), e Prima Porta (72 ettari).

Il suolo non consumato invece  è di 15mila ettari circa, terreno costituito per lo più da “erbacei temporanei”.

Per quanto riguarda il consumo “pro-capite” (mq/abitante) dove è stato minore è ovviamente in zone con bassa densità abitativa:  Martignano, Cesano, La Storta, Grottarossa Est. Altro dato interessante riguarda il consumo di suolo per fotovoltaico a terra: il XV è in seconda posizione con 15 ettari.

I dati relativi al XV, sebbene siano migliori di altri municipi, lo sono solo perché fanno riferimento ad un territorio molto vasto che si estende ben al di là del GRA e, come dice il Rapporto, sono quelli con minor densità abitativa.

In ogni caso quello del consumo di suolo è un problema che  anche nel XV Municipio necessita di drastica soluzione: occorre cessare l’uso uso improprio del territorio privilegiando invece lo sfruttamento di aree già edificate ma non più in uso.

Francesco Gargaglia

Consumo di suolo a Roma, nel 2021 come 150 campi di calcio

 

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