Home ATTUALITÀ Cassia bis, come un inferno dantesco

    Cassia bis, come un inferno dantesco

    cassia bis
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    Non bastava la mancanza d’illuminazione (stradale) e gli automobilisti che pensano di stare in perenne accelerata sul circuito del vicino autodromo di Campagnano. La Cassia bis si trasforma in un improvviso abbrivio della Divina Commedia – “Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate” – specie di notte, e qui neanche abbozziamo il discorso dei cinghiali che l’attraversano senza neanche curarsi di guardare a destra né a manca. Del resto, sono animali…

    Non trovo altro termine invece per descrivere chi questa notte, come d’incanto, nelle tenebre d’una strada pericolosa come poche ha pensato bene di creare una deviazione repentina con tanto di transenne che sbucano fra le nebbie di Avalon e obbligo di dirigersi sulla Cassia. All’una di notte le curve del tratto di strada che “accompagnano” automobilisti ignari e presumibilmente assonnati – vista l’ora – diventano l’infermo dantesco, fra frenate improvvise e abbaglianti “sparati” addosso ai dirimpettai, roba che neanche quel cattivone di Niko Bellic in Grand Theft Auto IV ha mai osato tanto.

    Insomma, ecco il caos, progettato ad arte da chi non ha pensato che segnalando il disturbo stradale all’imbocco della Veientana, chessò… magari all’imbocco dal raccordo anulare, avrebbe evitato di far rischiare l’osso del collo a chi, su quella strada, dribbla ogni volta cantieri stradali in movimento, sacchi della spazzatura e animali d’ogni specie. Ma qui, dove soffia leggero il ponentino, forse serve una apposita laurea per fare le cose normali.
    Leonardo Morelli

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    1 commento

    1. Per me si va ne la città dolente,

      per me si va ne l’etterno dolore,

      per me si va tra la perduta gente.

      Giustizia mosse il mio alto fattore;

      fecemi la divina podestate,

      la somma sapïenza e ‘l primo amore.

      Dinanzi a me non fuor cose create

      se non etterne, e io etterno duro.

      Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate.

      (Inf. III, vv. 1-9)

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