
Da Vincenzo Pira, antropologo ed esperto di cooperazione internazionale residente a Labaro, riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera al direttore in merito al progetto di riqualificazione del palazzetto dello sport mai finito e poi abbandonato che, come annunciato lo scorso maggio dal sindaco Gualtieri, è stato inserito tra le opere da finanziare con i fondi del PNRR.
Sul tema, lunedì 10 ottobre si terrà nella sede del Municipio XV un incontro pubblico aperto alla cittadinanza organizzato dal presidente del Municipio, Daniele Torquati, e dall’assessore allo Sport, Tommaso Martelli, al quale parteciperà anche l’Assessore capitolino al Turismo, Grandi Eventi e Sport, Alessandro Onorato.
Vincenzo Pira inizia la sua lettera ricordando che “La tribolata storia del palazzetto dello sport di Labaro inizia nel 2006 quando una porzione di parco pubblico viene data in concessione alla S.S.D. Lazio Pallavolo a.r.l. per permettere la costruzione di un palazzetto dello sport.
La concessione viene data nel 2006, anche in considerazione che la città di Roma avrebbe ospitato i campionati mondiali di nuoto del 2009 e di pallavolo del 2010, ma i lavori sono iniziati solo nel 2012. I lavori del cantiere fin dall’inizio sono andati a rilento, soltanto ad inizio 2013 hanno subìto una forte accelerazione subito dopo la notifica del ricorso al TAR da parte di alcuni cittadini: la gettata di cemento è stata fatta in fretta e furia, dopodiché i lavori si sono interrotti.
Il TAR del Lazio con Ordinanza Cautelare n. 1040 del 7 marzo 2013 ha respinto la richiesta di sospensiva dei lavori, in quanto, fu riconosciuto che “nella comparazione degli interessi contrapposti coinvolti nella vicenda” arriva comunque a prevalere “l’avanzato stato dei lavori” su tutti i vizi di legittimità puntualmente riscontrati, anche se fossero del tutto fondati”.
Da allora il cantiere è stato smantellato ed abbandonato lasciando uno scheletro di cemento a testimonianza del progetto abortito. In data 5 gennaio 2015 il Dipartimento con Determinazione Dirigenziale ha revocato la concessione alla S.S.D. Lazio Pallavolo a.r.l.
Nei bandi del PNRR “Sport e Inclusione Sociale”, il comune di Roma ha inserito un nuovo progetto per recuperare la struttura iniziata e abbandonata.
Il nuovo progetto prevede 14 milioni e 620mila euro di investimento per completare la struttura dove si prevede un campo per il calcetto a 5 per serie A, di basket Silver 2 e per pallavolo per A2. Tale tipologia di campi prevede per regolamento sportivo una capienza di oltre 1.000 spettatori e la riabilitazione del parco circostante di 60 mila mq. È previsto un parcheggio attiguo che non pare sia sufficiente per gli spettatori previsti.
Tanti cittadini di Labaro si sono espressi più volte criticamente non solo perché considerano che tale investimento non risponda ai bisogni prioritari del quartiere ma soprattutto per la poca informazione ricevuta su come tale struttura verrà gestita. Occorre informarsi adeguatamente per capire opportunità e rischi che il progetto porta alla comunità locale. Evitando posizioni da tifoseria che poco ragiona.
Vincenzo Pira chiude la sua lettera dichiarando di far sue “le domande e preoccupazioni del Comitato di Quartiere di Labaro pubblicate nella loro pagina Facebook” e che qui di seguito riporta:
Come verrà preservata la sua utilità sociale e comunitaria? Se verrà affidata a privati quali saranno le condizioni del suo funzionamento?
Onde evitare il non rispetto del cronogramma di realizzazione anche di questo progetto cosa si prevede di fare per garantire un adeguato monitoraggio e la responsabilizzazione delle entità esecutrici?
Il futuro accordo di gestione dovrebbe rafforzare l’impianto degli interessi pubblici rispettando il canone sociale concordato con l’amministrazione per tutti i cittadini, la possibilità di utilizzo delle strutture per associazioni, scuole, comitati e cooperative sociali impegnate nel sostegno ai diversamente abili. Garantire inoltre spazi per la realizzazione di eventi teatrali, culturali e musicali per la crescita non solo delle attività sportive ma anche di quelle culturali del quartiere. Cosa si prevede per garantire la sostenibilità dell’opera e una sua adeguata manutenzione e funzionalità? Ci sono stime dei futuri costi di manutenzione dell’opera? Chi li coprirà?
Uno dei problemi principali di Labaro è quello dell’accessibilità; un nuovo centro sportivo di più di 1000 posti al servizio del municipio in cui vivono 160 mila persone pone problemi di come risolvere la mobilità per arrivarci e parcheggi adeguati che al momento sono del tutto carenti. Che si prevede di fare?
Il decoro urbano dei parchi circostanti, che rientrano nel progetto, e la realizzazione di campetti sportivi oltre al fabbricato non dovrebbero diminuire lo spazio verde del Parco di Labaro ma dovrebbero essere fatti in spazi adiacenti (per esempio nello spazio ai lati di via Brembio o di fronte alla Fontana di Labaro). E ciò possibile?
Nel mezzo del parco di Labaro vi è una piccola struttura che copre una sorgente idrica. Si può prevedere la sua messa in funzione e l’utilizzo dello spazio coperto per usi sociali?”
NdR: Per prendere visione della scheda con la caratteristiche di massima del progetto cliccare qui.
L’incontro pubblico di lunedì 10 ottobre
Labaro, incontro pubblico sul futuro del Palazzetto di Colli d’Oro
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