Home ATTUALITÀ Sono poche le vie della Parità nel Municipio XV

Sono poche le vie della Parità nel Municipio XV

adele bei
Galvanica Bruni

Il Consiglio del Municipio XV impegna Il Presidente del Municipio a dare mandato per individuare nuovi spazi e servizi pubblici da intitolare a figure femminili da sottoporre alla Commissione Consultiva di Toponomastica del Comune di Roma, anche utilizzando   un   gruppo   di   lavoro   all’interno   della   Commissione   Pari   Opportunità   del   Municipio“.

Questa in poche parole la sintesi del documento che verrà discusso nel Consiglio di martedì 19 luglio, quando il parlamentino di via Flaminia dovrà esprimersi in materia di toponomastica al femminile.

Un fatto è certo, e lo sostengono le proponenti del documento: “nella città di Roma esiste un notevole divario di genere nell’utilizzo dei toponimi; su 16.377 solo il 4% di essi ha nomi di donne contro il 48% di toponimi di uomini ed il 48% di nomi neutri (per esempio luoghi geografici e storici)”.

Venendo alle strade e piazze del Municipio Roma XV la situazione è seria. Stando sempre al documento che verrà dibattuto e votato, il XV “è numericamente ultimo anche per indice di femminilizzazione della toponomastica. Dal sito del Comune di Roma, attraverso il Servizio di Toponomastica, risulta che il viario municipale conta  1126 fra vie, piazze, parchi e percorsi ciclopedonali in cui la presenza di titolazioni femminili rasenta solo l’ 1,78% del totale”.

Questa percentuale bassissima è rappresentata da 10 strade (Via Anna Foa, Via Fulvia Ripa di Meana, Via Germana Stefanini, Via Ilaria Alpi, Via Lydia Monti, Via Maria Domenica Brun Barbantini, Via Settimia Spizzichino, Via Trotula de Ruggiero, Via Santa Cornelia, Via Santa Giovanna Elisabetta), da 2 vie in cui Livia Drusilla Claudia  compare  indirettamente, da 1 parco e da 7 percorsi ciclo-pedonali (Adele Bei, Egle Gualdi, Laura Lombardo Radice, Marisa Musu, Adele Maria Jemolo, Laura Garroni, Maria Teresa Regard) che furono inaugurati dall’allora sindaco Marino il 4 giugno del 2015.

Nell’ottica di parità di genere sono pochi, troppo pochi. Da qui dunque la proposta affinché il minisindaco del XV si adoperi “per individuare nuovi spazi e servizi pubblici da intitolare a figure femminili” per sottoporli poi alla Commissione Consultiva di Toponomastica del Campidoglio che dovrà dare il via all’iter di intitolazione.

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