Home AMBIENTE Afa e siccità, ma il problema è la campagna (elettorale)

Afa e siccità, ma il problema è la campagna (elettorale)

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Il Rapporto “Città Clima 2021” di Legambiente denuncia chiaramente quali sono i rischi climatici che gravano sul nostro paese. Dal 2010 al 2020 l’Italia è stata interessata a 1.118 eventi catastrofici (allagamenti, esondazioni, trombe d’aria) con un aumento rispetto al passato di quasi il 20%, 133 eventi solo ne 2021.

Questi fenomeni estremi hanno colpito 602 comuni provocando oltre 600 vittime, 95 in più rispetto all’anno precedente.

Eventi che hanno colpito tutta la penisola ma che si sono concentrati soprattutto in 14 aree critiche tra cui Roma; la capitale insieme a Siracusa si conferma come la città più bersagliato dai fenomeni climatici.

L’area di Siracusa si sta infatti desertificando (temperatura massima raggiunta 48.8) mentre Roma ha registrato in 60 anni un aumento della temperatura di 2.60 gradi: una enormità (1,4 gradi di aumento in soli 9 anni).

Questi dati a dir poco sconvolgenti emergono dal Rapporto Città Clima 2021, un documento di 163 pagine pubblicato a fine 2021 da Legambiente e che oltre a contenere migliaia di dati mette in guardia i nostri amministratori sui gravissimi rischi che corre l’Italia indicando quali i settori in cui intervenire urgentemente.

Il consumo scriteriato di territorio, la totale impermeabilizzazione del tessuto urbano, la stagnazione dell’aria calda stanno provocando danni incalcolabili come un aumento esponenziale della mortalità per le temperature eccessive (oltre 35° il corpo umano non è in grado di far evaporare il sudore aumentando così la temperatura corporea).

Solo nel Lazio sono andati perduti 95 milioni di metri cubi di pioggia dal momento che il terreno assorbe solo l’11% del quantitativo di pioggia che cade.

Il Rapporto di Legambiente oltre a fornire questi preziosi dati invita il governo ad elaborare un piano di adattamento ai cambiamenti climatici dal momento che siamo l’unico paese in Europa a non averlo (solo 4 città italiane ci hanno pensato contro, per esempio, le 95 in Germania).

Il Rapporto inoltre non si limita a richiedere il piano ma fornisce anche suggerimenti su quali dovrebbero essere i  passi da compiere specie per quanto riguarda il rischio siccità, incubo del futuro.

La siccità di questi mesi

In merito alla siccità che sta affliggendo gran parte dell’Italia in questi mesi, siccità ampiamente prevista, il rapporto già allora metteva in guardia chi di dovere sulle misure urgentissime da adottare senza le quali si rischia, come  sta avvenendo, di provocare una catastrofe epocale (non solo danni in agricoltura ma anche altri seri fenomeni come l’erosione delle coste causata dal mancato apporto di sedimenti).

Una grave situazione che oggi si tenta inutilmente di mitigare con misure economiche, come se queste dovessero generare le piogge che non cadono.

Nel leggere questo rapporto si prova un senso di forte angoscia per il nostro Paese ma anche di smarrimento per l’indifferenza di chi governa la cosa pubblica che pur in presenza di dati, d’informazioni certe e di previsioni del tutto affidabili ha atteso l’esplosione del fenomeno siccità per adottare qualche provvedimento di tutela.

E così, mentre l’Italia boccheggia stretta fra l’afa e la mancanza d’acqua, nei piani alti la campagna elettorale – in vista delle politiche del 2023 – pare essere l’unico fenomeno degno d’attenzione.

Francesco Gargaglia

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