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Quel che resta delle notti brave a Saxa Rubra

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Prima i balli all’aria aperta poi, quando si esce, c’è il bicchiere, o meglio la bottiglia della staffa da bere con gli amici. Bicchieri e bottiglie che, con cartacce buste e rifiuti, poi finiscono naturalmente a terra.

Quel che resta della notti brave trascorse nella discoteca di via Barendson, a Saxa Rubra, è qui in questo video, oltre che sotto gli occhi di tutti.

 

 

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2 COMMENTI

  1. In verità, c’è molto di più rispetto a quello che si vede nel breve filmato.
    Infatti, c’è tutto quello che succede “prima”, durante le “notti brave” che si svolgono indisturbate al Nice, il mercoledì notte e quelle del week-end.
    Il locale sembra disporre di una sorta di “extra-territorialità”, sembra che per questo luogo non valgano le leggi, le norme e i regolamenti vigenti in questo Stato, in questa Regione, in questa Città, in questo Municipio.
    Per cui le Forze dellìOrdine, andando dai Carabinieri alla Guardia di Finanza, fino alla Polizia Municipale passando per la Polizia di Stato, evidentemente nulla possono per prevenire, intervenire, reprimere, sanzionare, ripristinare le regole della convivenza civile.
    Non c’è altra spiegazione a fronte degli accorati, ripetuti e continui appelli, telefonate, segnalazioni, evidentemente e sistematicamente inutili.
    E non soltanto da quest’anno.
    La “musica” si ripete, sempre la stessa, anzi anche di più.
    E nessuno interviene.
    Ma anche senza le segnalazioni dei cittadini, basterebbe transitare in macchina per via Flaminia in una di queste notti brave per essere travolti letteralmente dai decibel indescrivibili che si innalzano dall’area del noto locale. Oppure percorrere le strade interne delle aree residenziali della zona.
    Un misto di assordante musica (?) ritmata, incitazioni di improbabili dj, urla disumane dei frequentatori.
    Questo sollazzo da prima di mezzanotte fino alle quattro e oltre del mattino.
    Eppure regolamenti (per esempio quello sul rumore, tanto per citarne uno), norme (vendita di alcolici ai minorenni, tanto per citarne un’altra ispirati dai vetri del filmato) ne esistono.
    Che poi ci sia dell’altro, lo sanno anche i bambini, ma – come Pasolini – “non ho le prove”.
    Per queste, sarebbe sufficiente fare una visitina, così “en passant”.
    E’ così complicato applicare le regole?
    Dove si annidano le difficoltà?
    Sono legittime le difficoltà burocratiche (“deve venire a fare la denuncia scritta”) che i centralini della Polizia Urbana innalzano ai poveri cittadini che, esasperati, alle due di notte telefonano nella speranza di vivere ancora in un Paese Civile che fa rispettare le regole che si è dato democraticamente?
    Oppure esiste ancora qualche minimo spiraglio di speranza che il puzzle impazzito della convivenza civile venga rimontato?
    Siamo proprio sicuri che questa sia la vita che ci piace vivere?
    Questo, più che un commento, vuole essere – ed è – la denuncia di una situazione non più tollerabile.
    Chi deve intervenire, non continui ad “omettere atti d’ufficio”. Per favore.
    Paolo Salonia
    Portavoce del Comitato Abitare Ponte Milvio (il territorio è ampio……)

  2. Effettivamente è triste che invece di uno spazio all’aperto dedicato al quartiere con magari un palco per concerti, teatro, arena cinematografica, tutte situazioni a basso impatto acustico e sopratutto con un termine accettabile nella notte, si sia favorito questo tipo di spettacolo ove i giovani, e vorrei sapere quanti siano di Labaro o Prima Porta, si vanno a divertirsi sconvolgendosi.
    Evidentemente sono poche le persone a cui dà fastidio altrimenti sarebbe sorto un comitato (inutilmente) come quando fu deciso di dedicare lo spazio ex GranTeatro al trasbordo dell’immondizia da parte di AMA.
    Ma perlomeno era per un servizio pubblico non per arricchire un privato.

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