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Francesco Scoppola, da lupetto del Fleming a Presidente nazionale Agesci

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Ottica Artigiana Carli

Presidente del Comitato nazionale dell’AGESCI, Capo del Cerimoniale della Regione Lazio ed ex assistente parlamentare di David Sassoli, Francesco Scoppola, 41 anni, è nato e cresciuto a Collina Fleming.

Classe ’81, laurea in Giurisprudenza, master in Istituzioni Parlamentari e Storia Costituzionale, dottorato di ricerca in Teoria dello Stato e Istituzioni Politiche comparato. Scoppola ha un curriculum brillante ma soprattutto un gran cuore da scout.

Da lupetto a Presidente nazionale dell’AGESCI

Con indosso berretto e fazzolettone, è diventato lupetto a soli 9 anni nella parrocchia del Preziosissimo Sangue di Collina Fleming, alla quale ancora oggi è legato. A 21 è stato nominato capo, a 31 Incaricato nazionale nel settore Pace Non Violenza e Solidarietà e dal 2015 al 2021 Responsabile AGESCI Lazio.

Il 2 giugno di quest’anno è stato eletto Presidente nazionale dell’AGESCI.
“È un grande onore, perché sono scout da quando ero bambino, ma è anche un’enorme responsabilità e una bella sfida. Sono circa 180mila associati e la presenza dell’associazione dentro il contesto italiano è molto importante, perché il tema dell’educazione oggi è centrale, in particolare dopo i risvolti particolari dovuti alla pandemia”, racconta Scoppola a VignaClaraBlog.it con entusiasmo.

L’importanza di crescere come scout

“Essere scout significa avere come riferimento principale l’idea del servizio, – ci spiega – ossia dell’impegno verso gli altri e verso la propria comunità, sempre e comunque. Significa essere cittadini attivi e mai passivi per costruire un mondo migliore, partendo dal proprio territorio e contesto sociale. Impegno, responsabilità e concretezza sono i nostri capisaldi”.

Lasciate il mondo un po’ migliore di come lo avete travato” era d’altronde il motto del generale inglese Robert Baden-Powell, che fondò il movimento scout nel 1907.

Nata nel 1974, l’Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani (AGESCI) è un’organizzazione composta da volontari cristiani che si propone di contribuire, nel tempo libero e nelle attività extra-scolastiche, alla formazione dei giovani.

“Per me – continua Scoppola – è fondamentale nel percorso formativo di un bambino, perché l’ho vissuta come esperienza diretta. È molto utile, perché dentro il metodo scout si trovano gli elementi essenziali per il cittadino di domani, per diventare un adulto consapevole, responsabile, che si prende cura dell’ambiente e del proprio corpo e che ha in sé il senso della giustizia. Si educa da piccoli per diventare grande è il nostro slogan”.

Cosa ardua è, però, conciliare le attività scout con la vita personale e gli impegni lavorativi. Come si fa?
“Bella domanda, sicuramente varia a seconda dell’incarico e della disponibilità nel momento che si sta vivendo. Tutto ciò che è servizio, quindi volontariato, richiede un tempo aggiuntivo e non è facile da conciliare con il lavoro e la famiglia. Credo che sia importante capire quanto il servizio ti restituisce, quanto ti riempie il cuore. È come giocare in un tavolo in cui cerchi di incastrare tutti gli impegni”.

XV Municipio, pregi e difetti

Scoppola è nato e cresciuto al Fleming, vive da 9 anni a La Giustiniana e conosce molto bene il territorio del XV Municipio. Due sono i difetti che crede vadano migliorati con priorità: “La prima è l’assenza totale di uno spazio di aggregazione giovanile, i ragazzi non sanno dove incontrarsi, se non nelle parrocchie e nelle scuole; la seconda è la poca accoglienza, la mancanza di piazze e aree verdi, l’incessante traffico che divide e non consente di avere una socialità”.

Tra i pregi, per lui, c’è la centralità della parrocchia di quartiere. “La parrocchia in queste zone è un corpo importante, fa e dà molto, contribuendo a rendere questi luoghi posti in cui la qualità umana è buona”.

L’esperienza accanto a David Sassoli

Dal 2009 al 2014, Scoppola è stato assistente parlamentare di David Sassoli, stimato giornalista e Presidente europeo dal 2019 al 2022, anno della sua prematura scomparsa.

“Lavorare con lui – ci racconta – è stata un’esperienza bellissima, sia perché era la sua prima legislatura europea ed era tutto nuovo, da scoprire e da conoscere, sia perché David era esattamente come lo hanno descritto tutti. Era un uomo molto sicuro, molto colto, molto professionale ma chiedeva sempre un confronto; aveva la capacità di ascoltare e dare attenzione a tutti, dal primo dei suoi collaboratori all’ultimo cittadino che lo fermava. Lavorare accanto a lui significava apprendere professionalmente e umanamente”.

La speranza è stato l’insegnamento più importante: “La sua tensione umana e il suo atteggiamento ottimista mi hanno sempre aiutato, anche nella crescita personale. Il valore della speranza, del quale ha sempre parlato, era il suo mantra”.

Giulia Vincenzi

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