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Reddito di Cittadinanza, arrivano gli eco-informatori nel Municipio XV

accertatori
Esposizione al sole

Pettorina ben visibile e manuale del buon cittadino in mano. La lotta all’abbandono dei rifiuti e alla corretta differenziazione passa anche per l’impiego dei percettori del Reddito di Cittadinanza. La sperimentazione partirà presto nel Municipio XV, grande 187 chilometri quadri con circa 160 mila residenti.

Si chiameranno “eco informatori”, saranno un centinaio e verranno distribuiti nei quartieri più popolosi o in quelli dove c’è alta concentrazione di attività commerciali perché è bene che si sappia che i cassonetti in strada sono riservati alle sole utenze domestiche.

Le norme e i numeri

La norma che ha istituito il Reddito di Cittadinanza prevede che gli enti locali possano definire progetti nei quali coinvolgere i percettori di tale beneficio, si chiamano progetti di “lavori socialmente utili”, o meglio ancora PUC, progetti di utilità per la collettività, sui quali impegnare senza retribuzione i destinatari dell’RdC per un massimo di 8 ore settimanali elevabili a 16.

Ma la procedura è farraginosa: occorre definire il progetto, predisporre il bando, stipulare le assicurazioni, farsi assistere dai centri per l’impiego per l’individuazione delle persone, e il tutto in sei mesi.

Ciò spiega perché in tutta Italia solo un migliaio di Comuni, fra il 2019 e fine 2021, hanno avviato dei PUC coinvolgendo una manciata di migliaia di percettori dell’RdC.

Lo scenario romano

Eppure a Roma la massa critica non manca. Ad aprile 2022 (dati Inps) a percepire il Reddito di Cittadinanza nella capitale sono in 79.050 (per un numero di persone coinvolte pari a 162.129, con un importo medio mensile di 556 euro).

79mila persone che potrebbero virtualmente essere impiegate in lavori utili alla collettività; ma anche se fossero la metà, sarebbe sempre un gran mano che potrebbero dare per esempio nei parchi e giardini, nelle biblioteche, davanti alle scuole, o a servizio dell’Ama.

Ma al momento i PUC a Roma si contano sulle dita di una mano, o quasi. A sottolinearlo è la Cgil, che spiega come da inizio progetto siano stati inseriti sulla piattaforma Gepi del ministero del Lavoro “soltanto 71 progetti e di questi 19 sono attivi, 2 sono disponibili, 20 non sono mai partiti, 30 sono terminati”. Non solo. Fra i percettori dell’RdC, soltanto “in 336 hanno preso parte a un PUC: 117 sono in attività e 219 hanno terminato il progetto”.

Una delle motivazioni di questo flop è che i Municipi non hanno risorse da dedicare allo sviluppo di questi progetti. Ecco che la carenza di una-due persone a municipio impedisce di acquisirne potenzialmente centinaia.

Il PUC eco-informatori del XV

È in questo scenario che s’incunea il progetto elaborato dal Municipio XV e che prenderà il via molto presto. Ne diamo notizia in anteprima intervistando l’assessore all’Ambiente Marcello Ribera.

Assessore, ci dia subito un quadro sintetico di questo PUC, da cosa prende le mosse, e in cosa consiste?

Secondo quanto delineato dal Ministero del Lavoro, il Reddito di Cittadinanza prevede che chi ne beneficia sottoscriva un patto di inclusione sociale. All’interno di tali patti è prevista la partecipazione a Progetti Utili alla Collettività (PUC), con copertura assicurativa, a titolarità dei Comuni e che possono interessare vari ambiti: culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni.

Per legge i Comuni sono tenuti a impiegare almeno il 30% dei beneficiari del reddito in lavori utili alla comunità, cosa che al momento a Roma non è stata attuata.

Noi siamo il primo Municipio ad avere elaborato un PUC in collaborazione con AMA, partendo completamente da zero perché non ci sono precedenti in questa attività. In quanto assessore all’Ambiente ho predisposto un PUC in ambito ambientale.

Dall’inizio del nostro insediamento, infatti, abbiamo iniziato a lavorare con AMA, in collaborazione con l’Assessore Agnese Rollo e i nostri servizi sociali.  Nel mese di febbraio la direttiva è stata approvato in Giunta e oggi il progetto è pronto per essere avviato.

Quanti precettori di RdC saranno impiegati e come sono stati selezionati?

Sono 100 le persone che verranno coinvolte in questo progetto, circa il 5% di quanti beneficiano dell’RdC nel XV Municipio, e sono state selezionate sulla base dei loro profili dall’Ufficio del Servizio Sociale municipale.

Per noi questo è un primo passo importante, una partenza. Infatti l’obiettivo dei prossimi mesi e di definire altri progetti che coinvolgano altri beneficiari del reddito, valutando sempre le loro capacità e possibilità per poterli indirizzare al meglio.

Veniamo al loro compito; ci spieghi cosa dovranno fare e come lo faranno

Si partirà con una prima squadra di 20 persone che nel mese di luglio verrà formata direttamente da AMA. Sono previste 2 giornate formative in presenza di 4 ore al giorno presso la sede del Municipio di via Flaminia con test finale e rilascio attestazione.

Gli argomenti delle lezioni verteranno sul ruolo e le competenze di AMA e sui regolamenti comunali sulla gestione dei rifiuti, ossia come si differenziano, come si smaltiscono i rifiuti ingombranti, pericolosi o eccezionali e come si devono comportare i cittadini e i commercianti.

Già da fine luglio, li potremo vedere attivi sul nostro ampio territorio, muniti di pettorina e materiale informativo, diverso a seconda del luogo in cui andranno. Lavoreranno a turno dalle 8 alle 16 ore a settimanali.

Il loro compito sarà fare eco-informazione e controllo. Informeranno cittadini e utenze sui servizi dell’azienda, daranno indicazioni sulla corretta modalità di conferimento prevista dalla legge e dal regolamento e comunali e segnaleranno le situazioni critiche. L

a loro attività di presidio e controllo in collaborazione diretta con AMA, l’Assessorato alle Politiche Ambientali e la Polizia Municipale sarà un aiuto fondamentale per migliorare la qualità del servizio, nonché correggere e sanzionare i comportamenti errati.

È già nota la distribuzione geografica? Quali quartieri saranno più interessati e perché?

Le attività saranno programmate ogni settimana dagli operatori AMA che faranno da tutor e saranno individuate sulla base delle esigenze del territorio.

In particolare si recheranno nei mercati, nelle zone più commerciali (come Fleming e Ponte Milvio), nei parchi e nelle strade con maggiori criticità (come Cassia, La Storta e Labaro).

A nostro avviso più che di eco-informatori il territorio ha bisogno di accertatori in grado di sanzionare chi non rispetta le regole. È ipotizzabile questa evoluzione del loro ruolo?

Strutturando meglio il progetto, sì, è nei nostri piani. Al momento oltre a fare da eco-informatori, il loro ruolo sarà di controllare e segnalare immediatamente le situazioni anomale ad Ama, al Municipio e alla Polizia Locale, figure con le quali saranno sempre in contatto diretto.

L’obiettivo futuro, realizzabile con la definizione di altri PUC, è di impiegare i beneficiari del reddito anche nelle attività di rispetto del decoro conferendogli il poter di sanzionare chi non rispetta le regole comunali sulla gestione dei rifiuti.

Giulia Vincenzi

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4 COMMENTI

  1. Altra simpatica pagliacciata
    ma invece di munirli di pettorina e spreco di corsi , non gli si poteva dare una ramazza , sacchetti , contenitori ed olio di gomito per affiancare l’esausta e sfaticata Ama ? Troppa fatica ?
    andranno in giro a parlare con chi ?
    saranno degli altri rompiballe che ti citofonano perchè hanno “comunicazioni importanti” ?
    Ti fermeranno per strada ? ti inseguiranno nelle piazze per costringerti ad ascoltarli ?
    ma per favore ! non è meglio fare nulla piuttosto che minchiate che assomigliano a prese per i fondelli ?
    Sanzionare ? ma in quale regolamento o disposizione una figura del genere può “sanzionare” ? e che è un pubblico ufficiale ?
    dai , ne avete inanellata un’altra
    per favore , basta

  2. Negli USA dopo la crisi del ’29 il piano attuato dal governo Roosvelt (chiamato “New Deal”) prevedeva per chi era senza lavoro una indennità di 30 dollari al giorno più il pasto di mezzogiorno. In cambio queste persone LAVORAVANO alla sistemazione della rete viaria, sia cittadina che campestre……in pochi anni furono rimesse in ordine centinaia di strade asfaltate e sterrate.
    Insomma praticamente quasi la stessa cosa…

  3. Che pagliacci in questo paese..ma buttategli giù dal divano e date loro un impiego che copra almeno il compenso che recepiscono da noi scemi che siamo rimasti a lavorare …8 ore La settimana …16 0re la settimana …ma un minimo di dignità e ‘ rimasta in questo paese??..
    Se poi leggo gli articoli di quelli dell ama che stanno a casa con i finti certificati mi sale il veleno vero..

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