Home ATTUALITÀ Razzismo-Olimpico… l’autogol è servito

Razzismo-Olimpico… l’autogol è servito

laziali-ponte-milvio
Esposizione al sole

Si e no prenderà 40 euro quello steward che ha subito insulti razzisti l’altra sera all’Olimpico. “Sei venuto con il gommone” gli è stato urlato contro da parte di qualche becero tifoso, ammesso e non concesso si possa definire tifoso chi va allo stadio per inveire contro, quasi dimenticando di sostenere la propria squadra.

In sintonia con quel che è avvenuto alle pendici della curva laziale, altri slogan di marca razzista. “Romanista vai in sinagoga”, ha dato il “la” alla becera contestazione nei confronti di un addetto al servizio d’ordine, praticamente un semivolontario, che ha il colore della pelle diverso da chi gli lanciava strali nel corso di Lazio-Verona.

E ancora – ma in questo caso dalle parti di ponte Milvio – l’altro slogan razzista, quel laconico “In sinagoga vai a pregare, ti farò sempre scappare”, che viene da chiedersi in maniera ingenua “cosa c’entra col calcio?”.

Roba da andare ai matti, col mondo arrovesciato in favore dei guappi di cartone, artefici di turpiloqui e baggianate che danno la stura a un assurdo modo di vivere la quotidianità.

Il sodalizio laziale prenderà provvedimenti nei confronti di chi ha insultato lo steward, mentre dal ministro degli esteri Di Maio è arrivata la sentenza: “Sono solo vigliacchi, in Italia non c’è spazio per queste discriminazioni e per quest’odio. Non è tollerabile alcuna forma di razzismo. Lo sport, il calcio, è un’altra cosa”.

Ma come spesso accade, chi ha gli strumenti per intervenire, fa ben poco. Evaporò come una bolla di sapone il caso-Winter, così come il caso-Thuram. Così come finirono nel dimenticatoio i santini offensivi nei confronti di Anna Frank.

Massimiliano Morelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome