Home CRONACA Da Ponte Milvio all’Ostiense un solo grido: “Basta degrado”

Da Ponte Milvio all’Ostiense un solo grido: “Basta degrado”

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Galvanica Bruni

L’hanno chiamata “Associazione per una città vivibile” e riunisce 21 comitati cittadini che spaziano da Ponte Milvio a Ostiense con l’obiettivo di combattere il degrado e la malamovida, la sporcizia nelle strade e l’abusivismo commerciale.

Hanno creato anche una piattaforma in otto punti e per renderla nota agli amministratori capitolini hanno organizzato un sit in nel pomeriggio di giovedì 19 maggio in Campidoglio.

Fra i 21 comitati è presente anche “Abitare Ponte Milvio” dal cui portavoce, Paolo Salonia, riceviamo e pubblichiamo quanto segue.

“Caro Direttore, alzando lo sguardo, i temi affrontati per Ponte Milvio (e di recente posti nuovamente sotto i riflettori) rappresentano solo uno dei molteplici problemi (certamente tra i più gravi) che affliggono questo Municipio e, ampliando la prospettiva, l’intera città.

Dal Centro Storico alle periferie, andata e ritorno, pur se con coloriture e modalità “customizzate”, caratteri costanti sono degrado, mancanza di decoro, sporcizia indicibile, spazzatura ovunque sparsa (non solo accumulata in ogni angolo), verde (verticale e orizzontale) devastato, incolto, brutalizzato, abusivismi di ogni tipo, commercio selvaggio con tavolini e pedane dappertutto senza soluzione di continuità, malamovida, insicurezza globale. Livello della qualità della vita intollerabilmente scarso.

E, volutamente, non affronto gli aspetti del patrimonio culturale e del turismo “mordi e fuggi”, con tutte le conseguenze che ne derivano. Si aprirebbero voragini (a Roma è facile!) che, almeno per il momento, evito di provocare. Sono sufficienti quelle di ACEA.

A fronte di un simile, direi “abbastanza” devastante, quadro, si assiste ad una endemica mancanza di controlli e, come conseguenza, altrettanto sistematica mancanza di rispetto di regolamenti e norme che rimangono, quindi, inutili perchè disattese.

Non si può non concludere che evidentemente ormai gli interessi particolari hanno definitivamente preso il sopravvento sulla cura dei beni comuni.

E’ questo un tratto, incontrovertibile, ormai minimo comun denominatore presente nei diversificati e numerosi aspetti che configurano l’articolazione complessa e sistemica della città, quella legge “fisica e politica” (a pensarci bene, i “vasi comunicanti” funzionano in entrambi i casi) alla quale anche l’area metropolitana di Roma obbedisce.

Cambiano le Amministrazioni, ma non cambia la musica. Anzi, peggiora l’esecuzione della stessa.

Come ripetutamente detto in tutte le occasioni è non oltre rinviabile una inversione di tendenza, una diversa visione (ad avercene una) da parte degli Amministratori, finalmente di tipo “culturale” ancor prima che politico e di programma (queste dovrebbero discendere da quella).

Roma, lo sappiamo, merita di essere portata allo stesso livello delle grandi metropoli europee, con una sua propria Legge adeguata al rango di Capitale e non condannata ad essere governata con la legislazione urbanistica corrente, valida anche per i Comuni di poche centinaia di abitanti.

Anche questo dovrebbe rappresentare compito di una Giunta autorevole e proattiva, in grado quindi di interloquire, a questo scopo, con le istanze governative superiori.

Intanto, noi cittadini, associati o meno, siamo stanchi, ma ancora conserviamo un residuo di forza per protestare, pur rischiando di continuare a restare senza risposte.

Credo fermamente nel ruolo partecipativo che i cittadini devono, sempre e comunque, agire, con consapevolezza e determinazione. E’ un dovere costituzionale.

Giorni fa, sulle pagine del Messaggero, è comparsa una “lettera al Direttore” con la quale Clemente Mimun, sinteticamente abbozzando il quadro pietoso di questa città, sollecitava i romani a non lasciarsi andare ad un atteggiamento solamente piagnucoloso e di lagnanze, dunque remissivo, viceversa di “fare la propria parte” in modo attivo e consapevole.

Intervistato per un parere sull’appello di Mimun da Adnkronos, ho sostenuto esattamente questo principio, meglio dire questa necessità, compito al quale non dobbiamo sottrarci.

Sulla scorta di queste incrollabili convinzioni, il Comitato Abitare Ponte Milvio (che sarà naturalmente presente) invita i cittadini del XV Municipio a partecipare al sit-in che si svolgerà giovedì 19 maggio alle ore 18 in Piazza del Campidoglio con il sintetico slogan: “Basta Degrado”.

L’iniziativa, assunta da un Coordinamento denominato “Associazioni per una Città Vivibile” che raccoglie varie associazioni e Comitati del Centro Storico e di altri Municipi di Roma (aderisce anche il Comitato Abitare Ponte Milvio), non raccoglierà adesioni di Partiti o Movimenti Politici ma solo di cittadini ed associazioni civiche.

Ha lo scopo di fare ulteriore pressione sul Sindaco, sulla Giunta e sui Presidenti dei Municipi affinché adottino azioni congiunte, coerenti, finalmente volte alla realizzazione di una idea di città che finora è mancata.Saremo sulla Piazza del Campidoglio perché, ad oggi, non si sono visti segnali concreti di un nuovo percorso”.
Paolo Salonia
Portavoce del Comitato Abitare Ponte Milvio

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