Home TEMPO LIBERO La notte dei Musei, anche Palazzo Marina fa le ore piccole

La notte dei Musei, anche Palazzo Marina fa le ore piccole

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Sabato 14 maggio, la Marina Militare parteciperà alla manifestazione “Notte dei Musei”. Per l’occasione, ci sarà un’apertura straordinaria di Palazzo Marina in notturna, dalle ore 20 alle 02, quando i visitatori saranno accompagnati alla scoperta delle meraviglie ospitate nella sede dello Stato Maggiore della Marina che, per tutti i romani, è soprannominato il “Palazzo delle Ancore”.

Una suggestiva visita notturna che si snoderà tra il cortile interno, il monumentale Scalone d’onore che porta al Salone dei Marmi, i lunghi corridoi screziati dai marmi e l’elegante Biblioteca, con i suoi rivestimenti in legno e ricca di sistemi ingegnosi per prelevare dagli scaffali gli oltre 40 mila volumi preziosi, di cui molti manoscritti rari.

Per l’occasione, la Banda della Marina Militare si esibirà in un concerto all’aperto, dalle ore 20.30 alle ore 21.10, eseguendo un repertorio di inni e marce.

Le visite, così come il concerto, sono gratuite ed accessibili su prenotazione, inviando una mail all’indirizzo mstat.ucs.detsic@marina.difesa.it (se interessati al concerto, specificarlo nell’oggetto della mail). L’ingresso avverrà dall’entrata in Lungotevere delle Navi 17 (lato Ancore).  Le persone con disabilità, previa mail all’indirizzo sopra indicato, potranno parcheggiare all’interno di Palazzo Marina entrando dall’ingresso di Piazza della Marina (lato Flaminia).

Per l’accesso e per tutta la durata della visita, dovrà essere osservato il distanziamento sociale e sarà obbligatorio indossare la mascherina FFP2.

Palazzo Marina in pillole

Il Palazzo – come spiega una nota dell’Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione della Marina Militare – si erge sulle sponde del Tevere a ribadire la naturale e storica vocazione marittima dell’Italia e a ricordare come la penisola abbia conquistato un ruolo preminente nella storia ogni qual volta abbia investito sul mare, assecondando la sua geografia. Questo è il messaggio che l’edificio “trasmette” da oltre 90 anni attraverso la sua posizione e attraverso un programma iconografico (e quindi comunicativo) espresso fin dalla facciata e poi ribadito all’interno, nel susseguirsi degli ambienti di rappresentanza.

Palazzo Marina fu inaugurato il 28 ottobre 1928 ma nonostante la sua “data di nascita” non è un’opera di Regime, stile ventennio, ma rientra nel programma edilizio governativo di Roma Capitale di epoca giolittiana, secondo il quale le sedi dell’amministrazione pubblica non dovevano essere concentrate in un unico quartiere; autorizzata la sua costruzione con Legge speciale del 18 luglio 1911, l’edificio destinato ad ospitare il Ministero della Marina, in base al “policentrismo delle sedi” imposto da Giolitti, non fu allineato con gli altri palazzi della Difesa su via XX Settembre ma fu “destinato” al quartiere Flaminio, che offriva, all’epoca, nuovi spazi e nuove prospettive all’espansione della città.

L’ubicazione in prossimità del Tevere, e in particolar modo del porto fluviale (poi Scalo de Pinedo) fu ritenuta di valore simbolico tale da indurre il Governo Giolitti a investire solo per il Ministero della Marina – la cui costruzione era giudicata urgente giacché gli spazi nella temporanea sede nel Convento di Sant’Agostino erano insufficienti – denaro pubblico nell’acquisto da privati del terreno su cui edificare il palazzo, mentre per tutti gli altri dicasteri coevi impose tassativamente l’utilizzo di aree demaniali.

La vicinanza al fiume, infatti, colloca il Palazzo della Marina in una “ideale e anche fisica continuità tra il Tevere navigabile e il mare” e rimanda all’identità marinara che Roma, attraverso il suo fiume – e sua antica via per il Mediterraneo -, ha sempre rivendicato, ponendosi alla stregua di Venezia e Genova.

Genova, Roma e Venezia sono, infatti, i nomi iscritti sulle tre finestre monumentali dell’avancorpo centrale della facciata di Palazzo Marina sul Lungotevere: sono i simboli dell’Imperium Maris italiano nella storia che vengono menzionati anche all’interno dell’edificio, sia nelle decorazioni pittoriche di Antonino Calcagnadoro, Giuseppe Rivaroli, Pieretto Bianco, Pio e Silvio Eroli, sia nelle arti applicate realizzate da Umberto Bellotto.

Il palazzo, eretto appositamente per la Marina Militare (all’epoca Regia Marina) e ad essa esclusivamente dedicato, “parla” di mare attraverso iscrizioni, simboli, raffigurazioni e quello straordinario “ordine architettonico marinaro” che il suo progettista, Giulio Magni, inventa per l’occasione. Vero e proprio unicum per la sua intonazione navale, Palazzo Marina offre l’occasione di percorrere un viaggio simbolico e storico a ritroso attraverso le glorie d’Italia sul mare, dalla Grande Guerra all’antica Roma.

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