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Roma-Bodo, tuonò ma non piovve

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Ottica Artigiana Carli

Alla fine ha vinto la Roma, come era nei pronostici – scaramanzie a parte – i giallorossi hanno avuto la meglio sul Bodo Glimt (4-0) guadagnando così la semifinale della terza competizione europea per importanza. Antagonista del penultimo atto continentale sarà il Leicester, squadra che un cuore testaccino come Claudio Ranieri portò a conquistare il campionato inglese.

Più del successo contro i norvegesi, strappa un sorriso il fatto che non ci siano stati incidenti fra tifosi, nonostante il chiacchiericcio malsano che s’era scatenato negli ultimi giorni nell’etere romano.

Niente botte né puncicate, la sfida è filata lisca come l’olio, sul campo così come sugli spalti. Anzi, al termine c’è stato pure un momento di “fratellanza” fra le tifoserie: i norvegesi ad applaudire i propri beniamini, i romanisti ad ammirare lo spirito vichingo, con supporter del Bodo composti, sciarpe verso il cielo e ammirazione per lo spettacolo, vincitori e vinti inclusi.

Ma neanche s’è conclusa la sfida che i tifosi della Roma hanno cominciato a fantasticare la trasferta in casa del Leicester, duemilasei chilometri (2006) e ventuno ore di macchina, la qual cosa potrebbe apparire nella sua pazzia un risparmio, visto e considerato che i biglietti aerei, come sempre accade in questi casi, saliranno alle stelle.

Ne sanno qualcosa proprio i tifosi romanisti che hanno seguito le due trasferte in Norvegia, costretti a pagare cifre esorbitanti per una tratta che generalmente costa la metà di quanto pagato.

Ah, per la cronaca, a Leicester non c’è l’aeroporto, il più vicino dista venticinque chilometri dal centro abitato, ed è quello di Nottingham East Midlands, anche se la decisione di molti sarà quella di atterrare a Birmingham, dove l’hub è più attrezzato. Ma aumenta la distanza con Leicester, si arriva a 47 chilometri.

Leonardo Morelli

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