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Il realismo magico del “Cercis Sìsiliquastrum”

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Leggenda vuole che sotto i suoi rami l’apostolo Giuda abbia dato il bacio del tradimento e che poi pentito e travolto dal rimorso abbia usato quegli stessi rami per impiccarsi. Leggenda appunto dal momento che anche altri alberi, come il fico o il carrubo, sembra siano serviti allo stesso scopo.

In realtà l’Albero di Giuda deve il suo nome ad una delle tante aree di diffusione, la Giudea, compresa nel bacino del Mediterraneo dove ha avuto origine questa pianta.

Arbusto secondo alcuni, albero per altri,  con una altezza che non oltrepassa i 10 metri (anche se abbiamo visto degli esemplari, nel centro di Roma, ben più alti il che conferma anche la sua resistenza agli inquinanti cittadini).

Bellissimo albero dal tronco flessuoso e con i rami di un colore rosso scuro; in primavera e proprio nel periodo pasquale, ancora prima di mettere le foglie, si ricopre di fiori di uno splendido colore rosa scuro con riflessi rubino.

Come tutte le fioriture di inizio primavera l’Albero di Giuda o Siliquastro è una esplosione di colore; diffusissimo nei parchi e giardini di Roma Nord, queste straordinarie macchie di rosa scuro emergono tra il verde della vegetazione offrendo uno spettacolo che ha del fantastico.

I fiori, raccolti in gruppi da 5 a 8, rimangono sui rami per oltre un mese e si notano anche a grande distanza; albero robusto e di poche esigenze, usato a causa della sua lenta crescita anche per le alberature stradali, è presente in tutti i parchi e riserve; in modo particolare all’Inviolatella Borghese, in via Cassia Nuova, e nei Giardini di Vigna Clara, alla fine di Corso Francia.

Il suo legno è durissimo e pertanto poco usato in falegnameria mentre i suoi fiori,  possono essere mangiati crudi o con la pastella o inseriti in una insalata.

Le foglie hanno una caratteristica forma “a cuore” con la parte superiore di un bel colore verde lucido mentre la corteccia è scura; elementi che ne consentono il facile riconoscimento anche quando l’albero non è in fiore.

Nella Capitale l’Albero di Giuda, amante delle temperature miti e del sole, non solo ha trovato l’habitat ideale ma ha dimostrato tutta la sua idoneità come “albero di strada”: dimensioni contenute, chioma globosa, resistente, frugale e per giunta in primavera di una bellezza magica.

Tanto bello che in Spagna, messa da parte la triste storia del povero Giuda, preferiscono chiamarlo “l’albero dell’Amore”.

Francesco Gargaglia

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