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Il tram 2 torna sui binari il 18 dicembre

tram 2
Galvanica Bruni

Notti tragiche inseguendo un tram sotto il cielo di un’estate romaa-a-na-na-na”, canta sguaiatamente e un poco alticcio il signore con gli occhiali e la barba striata di grigio alla fermata del bus sostitutivo del tram 2.

Un gruppetto di turisti lo guarda con curiosità, ma lui adesso è pensieroso e tace perché la memoria lo ha riportato indietro di trent’anni e spicci, ai tempi dei mondiali di calcio del 1990. Lui c’era sugli spalti delle “notti magiche”, quando l’effervescente nazionale di Azeglio Vicini lasciava lo Stadio Olimpico con un bottino di cinque vittorie su cinque partite, sette gol all’attivo e nessuno al passivo.

Al di là del ponte Duca d’Aosta, il nuovissimo tram numero 225, che fa la spola fra piazza Mancini e piazzale Flaminio, attende i tifosi che escono festanti dallo stadio con la bandiera tricolore in mano e ancora negli occhi lo sguardo spiritato di Totò Schillaci.

I fans del pallone, che all’Olimpico hanno persino visto Giulio Andreotti che si alzava per la ola, si accalcano all’interno delle vetture, sudando più dei giocatori che si sono battuti sul campo. Il clima gioioso, al momento, li rende indulgenti verso una circostanza assai particolare, molto romana e assai italiana. I binari del tram, superato Palazzo Marina, girano a destra, poi a sinistra e, infine, ancora a sinistra.

Infatti, i mezzi – sia quelli nuovi fiammanti, con le porte su entrambi i lati, sia quelli acquisiti in virtù del trattato di Versailles del 1919, con le porte solo sul lato destro – possiedono una sola motrice e, come direbbe Bruno Pizzul, “hanno il problema di girarsi”. Problema risolto con tre curve a discapito della linea retta.

Nel corso del tempo, il tram ha cambiato numero – il 225 è diventato 25, fino all’attuale 2 – e la linea retta ha finalmente prevalso sulla triplice curva nell’oh e nell’anvedi di passeggeri e astanti. Di notte si vedono i mezzi dell’ATAC che spruzzano acqua sui binari per rimuovere le impudicizie che vi si depositano. Quando il tram gira dai pizzi di piazza Mancini – prima di arrivare al capolinea e subito dopo – produce uno sferragliamento che disturba la quieta pubblica e sul quale indagano esperti del sovrannaturale. Lo stupore alberga al capolinea di piazzale Flaminio: da una parte si scende, dall’altra si sale! Mortacci de Pippo!

Il tram 2 è un mezzo utile alla collettività, collega il quadrante nord alla metropolitana e lo fa rapidamente, con corse frequenti. Ogni tanto ce n’è uno che si guasta sul percorso e, allora, via con suole e tacchi o con la speranza, spesso mal riposta, che il bus sostitutivo faccia la sua entrata in scena con una certa sollecitudine.

Ogni tanto bisogna fare manutenzione, rifare l’asfalto alla meno peggio, potare i rami, tenere lontana la vegetazione. Allora, i romani cominciano ad abituarsi al fatto che queste operazioni richiedono sempre più tempo. Le date di fine lavori, quando indicate, slittano continuamente, il bus sostitutivo comincia a istituzionalizzarsi, per così dire.

Ecco che arriviamo a novembre dell’anno di grazia 2020. Il “degrado dell’armamento” è ormai evidente: bisogna intervenire in maniera radicale sui binari e sull’asfalto che li ospita, ma nelle casse del comune non ci sono i soldi.

Via, allora, ancora una volta ai bus sostitutivi, spesso con mezzi vecchi e stravecchi, barricati e millesimati, che gli americani metterebbero in un museo della mobilità e noialtri mettiamo in strada, perché, come dice Bob Dylan nella sua When I Paint My Masterpiece, “le strade di Roma sono piene di macerie, le impronte antiche sono dappertutto”.

Pur essendo le corse frequenti, un bus ovviamente non è come un tram, ce ne vorrebbero quasi tre per farne uno, se parliamo di capienza. Allora, succede che i passeggeri, quando salgono, sgomitano come Nando De Napoli e poi, quando sono all’interno, socializzano loro malgrado a distanza ravvicinata, che non è il massimo della sicurezza in tempi di Covid-19.

Passano le settimane, trascorrono i mesi e nulla si muove. Ad aprile 2021 si piazza sul percorso la linea S03, ma quasi nessuno lo sa o lo vuole sapere. Il romano è diffidente, oltre che indolente. Quello non è un bus – pensa – è un pullman turistico e non compare nell’app dell’ATAC. Le linee S sono gestite dalla regione Lazio e non sia mai che trovino una maniera per mettersi d’accordo, pensa sempre lo stesso romano,  che è polemico per principio, oltre che indolente e diffidente per natura.

Nello stesso mese di aprile si trovano finalmente i soldi per mettere mano alla situazione: i lavori partono in estate e, ora, sono quasi arrivati al capolinea.

Il 18 dicembre il tram 2 tornerà sui binari a fare la spola fra piazza Mancini e piazzale Flaminio. E, dopo oltre un anno di stop, nonostante la temperatura rigida, l’uomo che cantava “notti tragiche inseguendo un tram…” è pronto a indossare la maglietta azzurra di Schillaci per la corsa inaugurale.

Giovanni Berti

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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1 commento

  1. ruguardo al tram 2 ci si augura che abbiano eliminato il problema del rumore assordante che produceva alle curve . Se l’inquinamento acustico dovesse persistere gli abitanti che ne sono le vittime sono pronti a fare le dovute proteste a non finire perché chi abita nei pressi ha diritto a vivere decentemente

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