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Cassia, il sentiero dell’Inviolatella regno dei cinghiali

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Esposizione al sole

Lungo via Cassia Nuova, qualche centinaio di metri dopo la fine di Corso Francia e subito dopo un distributore di benzina, sulla destra si apre una stradina solo per metà privata che si inoltra nel verde: è via dell’Inviolatella Borghese.

Da questa via si accede sulla destra all’omonimo parco attrezzato e sulla sinistra, al di là di una sbarra metallica, a una grande area naturale di circa 12-14 ettari all’interno di una più vasta zona di proprietà del Comune di Roma, con esclusione di alcune porzioni in cui insistono ville private.

In questa dozzina di ettari fu aperto alcuni anni fa, dopo un lungo lavoro, un “sentiero ad anello” che partendo dalla sbarra si inoltrava nella valle adiacente alla Cassia per salire nella parte superiore e poi per tornare indietro attraverso il bosco; il lavoro venne eseguito dall’Ente Parco di Veio che provvide anche a rimuovere una grande quantità di rifiuti.

Oggi quel sentiero, per anni frequentato da tanti cittadini e scenario di eventi e passeggiate organizzate da comitati locali, non c’è più e l’area è nel frattempo diventata un vero e proprio “vivaio” per i cinghiali.

Negli anni passati

L’area  naturale dell’Inviolatella fu per anni all’attenzione dei Comitati Cittadini che si battevano per vederla trasformata in un parco con un secondo accesso da Via Oriolo Romano.

Per questa ragione, oltre ai tantissimi progetti, furono organizzate anche numerose iniziative come feste, passeggiate, giochi per i bambini per sensibilizzare l’opinione pubblica e soprattutto gli ospiti politici di volta in volta presenti.

Ma nessuno di quei progetti, per quanto valenti, è stato preso seriamente in considerazione e così la zona smise di essere frequentata diventando zona di pascolo per cavalli e greggi di pecore mentre il famoso sentiero, soffocato dalla vegetazione, non è più percorribile.

Un regno dei cinghiali

Risultato? Oggi tutta l’area è diventata un paradiso per i cinghiali. Percorrerla di giorno, quando i cinghiali di norma riposano all’interno delle fitte macchie di vegetazione, significa fare continui incontri ravvicinati. Nel tentativo di seguire il tracciato del vecchio sentiero senza riuscirvi, a causa della vegetazione e dei rovi, abbiamo incontrato tre  grossi maschi e due branchi con femmine e piccoli al seguito.

Le numerosissime tracce sotto forma di sentierini che si intersecano ci dicono che in questo luogo la densità di cinghiali è molto alta; la loro abitudine di creare “corridoi” ci induce a pensare che da qui si dirigano poi verso l’Insugherata e via di Grottarossa anche se non è da escludere il contrario, dai parchi vicini potrebbero dirigersi verso questo piccolo paradiso attraversando Cassia, Flaminia e via dei due Ponti.

Che esista all’interno del tessuto urbano una “riserva integrale” potrebbe anche far piacere se non fosse che in questo modo si favorisce in modo eccessivo la proliferazione degli ungulati; in tutti i progetti della Regione Lazio e del Comune di Roma non si è mai però preso in esame il fatto di aumentare la frequentazione dei “bipedi” nelle aree verdi (ovviamente sempre con regole precise) così da esercitare una forte pressione sui cinghiali costretti in questo modo a “retrocedere” verso le zone interne e la campagna.

Un’area bellissima da restituire ai romani

Ripristinare il vecchio sentiero ad anello consentirebbe infatti ai romani di frequentare nuovamente una straordinaria area naturale oggi in mano al “sus-scrofa”. Un costo minimo per restituire alla collettività un bene prezioso.

Questa infatti è un’area bellissima. La vegetazione che vi si trova ne fa un luogo di straordinario interesse e la sua vicinanza al centro di Roma la candida ad essere un vero e proprio secondo “orto botanico” da destinare alle scolaresche.

In questo periodo di “transizione ecologica” in cui non si fa altro che parlare di grandi progetti con grandi spese, un minuscolo “piano” con una insignificante spesa potrebbe restituire a Roma Nord la sua più bella e straordinaria area naturale.

Francesco Gargaglia

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4 COMMENTI

  1. Il quartiere ne avrebbe grande giovamento, specialmente se si realizzasse il tanto agognato cancello lato via Flaminia, accanto alla nuova clinica Paideia, come chiesto a gran voce dal Comitato Stazione Vigna Clara e dintorni .. un intervento a bassissimo costo sul quale il nuovo Municipio dovrebbe deliberare senza attendere oltre !

  2. il problema è proprio quello : inutile investire soldi per inaugurare parchi e quant’altro se poi si spengono le luci e il degrado avanza inesorabilmente , frutto di assoluta mancanza di vigilanza e manutenzione!
    In ogni progetto vanno indicati con precisione sistemi di sorveglianza e controllo e previsto il finanziamento dei relativi costi.
    Altrimenti meglio i cinghiali a costo 0 per la collettività.

  3. Non esiste a Roma un parco o un giardino che sia sottoposto a controllo e vigilanza; al più si aprono e chiudono i cancelli. Il parco di via di Villa Lauchli non ha controllo eppure è un bel parco.
    Il primo controllo, indiretto, lo fanno i frequentatori e comunque nella capitale c’è la polizia municipale, i guardaparco di Roma Natura e Parco di Veio, le Guardie Zoofile, i Carabinieri forestali.
    L’area naturale dell’Inviolatella, una volta ripristinato il sentiero e messa una idonea segnaletica non richiederebbe neppure manutenzione in quanto si tratterebbe di un’area naturale da mantenere nello stato attuale. Neppure i cestini dei rifiuti dovrebbero esserci (come nelle riserve).

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