
Papa Francesco, riferisce la Prefettura della Casa Pontificia, si recherà martedì 2 novembre, commemorazione di tutti i defunti, nel Cimitero Militare Francese. Lì, nel Parco di Monte Mario su via della Camilluccia, celebrerà la Messa alle 11.
Per chi andrà ad assistere è un’occasione in più per conoscere quest’oasi sospesa sulla Capitale dal cui meraviglioso terrazzino, guardando oltre le cime degli alberi che lo avvolgono e lo nascondono, si può scorgere Roma in tutta la sua estensione.
Un cimitero che sembra un parco. Ti guardi intorno e non vedi parenti in lacrime, né ceri o lumini sui bordi dei fornetti. Non ci sono venditori di fiori all’ingresso, né cortei funebri che viaggiano lentamente verso il modulo assegnato.
Più che un camposanto sembrerebbe una villa nobiliare se non fosse per le tombe perfettamente allineate con una rigida divisione per confessioni: cristiani da una parte, musulmani dall’altra. Tutte le effigi hanno come corollario la scritta “mort pour la France“, anche quelle contrassegnate dalla mezzaluna islamica.
Tutti vi possono entrare e almeno una volta bisognerebbe andarci, il faudrait y aller, direbbero oltralpe. Vi si arriva attraverso la Riserva Naturale di Monte Mario oppure, in modo più semplice ma meno suggestivo, per via dei Casali di Santo Spirito, accessibile da largo Ottorino Respighi costeggiando per un tratto il muro di cinta dell’ospedale Villa Sacra Famiglia sulla sinistra e più avanti lasciandosi Villa Vittoria sulla destra.
La stretta stradina termina con la grata d’ingresso ai lati della quale campeggiano le scritte ” Cimetière Militaire Français” sul pilone in marmo a destra e “Campagne d’Italie 1943-1944” su quello a sinistra. Il cimitero fu istituito per decreto reale nel 1945 e costruito dal governo italiano per rendere omaggio ai militari francesi che combatterono contro le truppe nazifasciste. E ogni anno, l’11 novembre, vi si svolge una cerimonia di commemorazione alla presenza dell’ambasciatore francese.
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Passa eccessivamente inosservata la programmata visita del Santo Padre Papa Francesco che dirà messa alla Camilluccia nei pressi di via della Camilluccia al Cimitero Militare Francese.
Questi incontri la Prefettura della Casa Pontificia gli organizza per Papa Francesco in qualità di Vescovo di Roma e come già nel 1989 fu per Papa Giovanni Paolo II l’area cosiddetta “Vigna Clara” beneficia anche di questi eccezionali eventi.
Questo fa parte dell’impostazione voluta nei primi anni sessanta per l’area in questione come esempio di convivenza tra religioni e popoli essendo proprio nell’area dislocate moltissime ambasciate tra le quali anche quella dell’Iraq.
Partendo dalle recenti vicende che hanno interessato anche l’Italia negli ultimi vent’anni circa, il clima che si respira anche nell’area “Vigna Clara” fa riferimento alle tante perplessità accumulate nei rapporti tra stati e stati con ruolo principale dell’ONU a Sua volta colto da crisi morale e culturale.
La visita del Santo Padre dunque ha valenza massima nella prosecuzione del dialogo intrapreso da Benedetto XVI per scongiurare prese di posizione eccessive su popolazioni, USA compresa, interessate dai fenomeni di analfabetismo religioso, fonte primaria di accumuli di perplessità nei comportamenti e nelle esternazioni di molti inconsapevoli.
Questa visita dunque dovrebbe voler essere ennesimo atto di confronto e di riflessione in generale, evento eccezionale tra le tante fortune del quartiere.
Nel 1989 San Giovanni Paolo II andò a Tor di Quinto, alla Parrocchia del Preziosissimo Sangue di N.S.G.C.
Speriamo che nella sua infinita bontà Sua Santità quando si trovera’ all’interno del Cimitero francese possa avere una parola per le vittime innocenti delle “marocchinate”……
@Kurtz,
non si capisce a cosa si riferisca Kurtz, l’immagine è quella di tante croci bianche di soldati Francesi caduti a prescindere dalla battaglia, nel tentativo di riportare alla reale dimensione di se popolazioni ancora troppo immerse nell’individualismo o nell’edonismo(?) riferimento anni ’80 con aspettative oggi impossibili perché inesistenti che danno però origine ai fenomeni noti di estraneazione e disinteresse di queste popolazioni dalla nostra storia e dalla nostra memoria.
Per dare un’indicazione più ancorata alla realtà possiamo suggerire con grande modestia l’interpretazione a noi trasferita del senso di se in Italia voler coincidere, la cittadinanza con la condizione di operaio o meglio lavoratore, aggiungo anche come l’Onorevole Gianfranco Fini abbia nel corso dei suoi anni indicato ai suoi tanti elettori ed anche alla popolazione Italiana da sempre in crisi economica, come superare le crisi considerando proprio l’identità Italiana essere e costituire la propria economia, per questa ragione allontanarsi dalla propria storia e dalla propria memoria i fenomeni di cui sopra, preoccupa abbastanza e per questa ragione vogliamo intendere ogni evento come occasione di scoperta o riscoperta del senso di Se ma soprattutto come operai e poco altro.
(il che non è ne facile e ne scontato), per dire anche dei LSU del 1998 molto identitari nei valori e nei principi Italiani.
@Leosc555
ma veramente ?
Ma è uno scherzo secondo me quello ci propini con questi sproloqui senza senso senza senno senza ragione senza costrutto , senza tutto insomma
( comunque la cosa peggiore è quella di aver citato e quindi ricordato il poco onorevole Fini )
Qualcuno di noi lettori di VCB un po di tempo fa ha scritto che questi testi (quelli di leosc555) sembrano scritti da “un generatore di testi casuali”. Lo sto credendo anche io!
Che l’autore di questi commenti sempre più incomprensibili non abbia capito a cosa mi riferisco…è del tutto normale. Meno normale affermare che Gianfranco Fini abbia indicato alla popolazione italiana come superare le crisi….a meno che non ci si riferisca ad una senile quanto tardiva crisi di coscienza…..