Home ATTUALITÀ Bimbo rischiò la vita nel parco Papacci, Comune responsabile civile

Bimbo rischiò la vita nel parco Papacci, Comune responsabile civile

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Nel processo in corso che vede imputati tre dipendenti dell’Ufficio Tecnico del Municipio XV, un dipendente del Dipartimento capitolino all’Ambiente e il legale rappresentate della ditta appaltatrice che eseguì i lavori nell’area giochi del Parco Papacci dove avvenne un grave incidente a un bambino di 8 anni, l’amministrazione capitolina è stata citata come responsabile civile.

Secondo l’accusa l’incidente poteva essere evitato se fossero stati collocati cartelli e segnali affinchè venissero impediti l’utilizzo dell’impianto e l’accesso alle persone. Nei confronti delle cinque persone le accuse sono invece di cooperazione colposa in lesioni personali aggravate e omesso collocamento di segnali.

La vicenda

Il fatto accadde nella giornata di venerdì 28 luglio 2017 quando un bambino di otto anni rimase vittima di un grave incidente avvenuto sotto gli occhi della mamma nell’area basket del Parco Papacci di via di Grottarossa.

Privo di sensi, venne trasportato d’urgenza con l’elisoccorso al Policlinico Gemelli in codice rosso: oltre a presunte fratture presentava un ematoma alla testa. Entrato in terapia intensiva pediatrica fu sottoposto dopo poche ore ad un delicatissimo intervento chirurgico.

Si svegliò dal coma dopo una settimana ma passati pochi giorni dovette subire un secondo intervento chirurgico, a seguito del quale le sue condizioni migliorarono grazie anche ad un lungo percorso di riabilitazione fisico-motoria e psicologica.

I genitori sporsero denuncia alla Procura della Repubblica di Roma chiedendo di appurare le responsabilità dell’incidente.

Cosa accadde quel giorno?

Accadde che il bambino, mentre giocava, si appoggiò al corrimano metallico della recinzione dell’area basket. Uno dei pali che la sorreggeva, dissaldatosi improvvisamente, fece cadere la balaustra, il piccolo perse l’equilibrio e cadde all’indietro sbattendo la testa al suolo.

Una casualità o cattiva manutenzione? Fu questo l’interrogativo che si pose il PM avviando le indagini e mettendo sotto sequestro il campo da basket.

Le conclusioni della Procura

Le conclusioni a cui giunse il PM furono ritenute valide e venne accolta la richiesta di rinvio a giudizio delle cinque persone.

Per la Procura la pista di pattinaggio era in stato di abbandono e la recinzione era in condizioni talmente precarie da necessitare di essere completamente sostituita mentre la ditta che ne aveva in carico la manutenzione nei lavori effettuati alcuni mesi prima si era limitata a ridipingerla lasciandone quindi inalterate le “preesistenti grossolane anomalie e deficienze strutturali“.

Ai dipendenti comunali si contesta invece di aver collaudato tali lavori e aver dato il via libera all’utilizzo dell’area “nonostante la stessa si presentasse inidonea al suo utilizzo“. Per la Procura è stato inoltre compiuto il reato di “omesso collocamento di segnali” per impedire che l’area giochi venisse utilizzata “nonostante le carenze strutturali e progettuali della balaustra di recinzione“. E ora sotto accusa come responsabile civile è anche l’amministrazione capitolina.

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