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Primarie PD nel XV. Cinque domande a Chirizzi, Marchisio e Torquati

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da sinistra, Luigina Chirizzi, Tatiana Marchisio, Daniele Torquati

Nelle Primarie PD di domenica 20 giugno due collaudati della politica locale e un’outsider si contenderanno il trampolino dal quale lanciare la propria candidatura a presidente del Municipio XV il prossimo ottobre.
A sfidarsi saranno infatti Luigina Chirizzi (PD), Tatiana Marchisio (Liberare Roma) e Daniele Torquati (PD).

Il profilo in pillole

Luigina Chirizzi ha due consiliature all’attivo. Nella prima (2013-2016), ha ricoperto l’incarico di presidente del Consiglio municipale. La seconda l’ha trascorsa invece sui banchi dell’opposizione dai quali ha deciso di mettersi in gioco in queste primarie.
Non mi metto a disposizione, è un termine obsoleto. Mi candido alla presidenza. Perché ora tocca a una donna”, ha dichiarato a metà dello scorso marzo annunciando con largo anticipo la sua intenzione.

Tatiana Marchisio rappresenta “Liberare Roma”, il gruppo politico sostenuto da Amedeo Ciaccheri, giovane presidente dell’VIII Municipio. Si tratta di un movimento civico ed ecologista nato all’interno della coalizione di centrosinistra, che ha nei suoi obiettivi una grande trasformazione urbana per ogni Municipio con grande attenzione al Municipalismo e con l’intenzione di incrementare l’autonomia dei mini sindaci.

Daniele Torquati,  37 anni, grande passione per la politica. Nel XV è stato più volte consigliere; nel 2013 vinse la corsa alla presidenza per poi perderla nel ballottaggio del 2016. Dopo cinque anni ci riprova. “La mia è una scelta dettata dal cuore, ma anche da una lucida volontà” ha dichiarato annunciando la sua decisione.

Cinque domande 

Chirizzi, Marchisio, Torquati, per chi votare? Le risposte alle seguenti domande potranno forse aiutare la scelta di chi deciderà di esprimere la propria preferenza recandosi in uno dei dodici punti allestiti nel Municipio XV.

Mobilità e viabilità: mezzi pubblici insufficienti, la Metro una chimera, la stazione Vigna Clara un sogno, periferie mal collegate. Strade essenziali che mancano (es. collegamento Cassia Bis-Grottarossa) incroci pericolosi irrisolti (es. Cassia Antica-via Cortina d’Ampezzo). Quale la sua ricetta?

Chirizzi  Vi sono due problemi che vanno considerati e assunti come priorità generale: come risolvere la scarsità di risorse umane e finanziarie e come far sì che il municipio sia un governo di prossimità in cui sia proibito dire “non è di mia competenza!”.
Va privilegiata la cura del ferro con il potenziamento delle connessioni infrastrutturali iniziando dall’apertura della Stazione di Vigna Clara con la chiusura dell’anello ferroviario.

Credo che la cosa più saggia sia prima di tutto far funzionare al meglio quello che già c’è. Realizzare la conversione delle due linee su ferro, la Ostiense – Cesano e la Montebello – Flaminio in metropolitane di superficie, assieme ad una razionalizzazione del trasporto sussidiario su gomma.

É in periferia che serve il maggiore investimento pubblico, per il trasporto, le rotatorie, le strade che mancano. Altrimenti la Cassia bis-Grottarossa o la rotatoria sotto Cortina d’Ampezzo rimarranno solo delle suggestioni utili solo per le campagne elettorali.

Marchisio  La mobilità è una delle grandi questioni che richiama il tema della democrazia, delle opportunità e dell’inclusione/esclusione.
Apertura della stazione di Vigna Clara, prolungamento metro C Farnesina e Grottarossa, riqualificazione e ammodernamento della Ferrovia Roma Nord, che insieme alla Roma Lido potrebbero costituire le componenti di una specie di RER romana sul modello parigino, collegando dal mare la città da sud a nord.
Sono tutti obiettivi che penso si ponga qualsiasi aspirante presidente di municipio ma secondo me il tema vero è riallacciare una relazione stabile e di confronto limpido con la cittadinanza.

Penso ci siano 2 ordini di priorità, una visione della città, del municipio e poi la gestione quotidiana delle difficoltà e dei problemi. Una dimensione non deve rallentare l’altra ma spesso si perdono di vista i piccoli grandi cambiamenti possibili da subito che faciliterebbero la vita delle persone.

Piazze-quartiere: per esempio è mia intenzione proporre una piazza pedonale – in tutto o in parte – in ogni quartiere, cominciando dalle aree più in sofferenza da auto e smog.

Torquati  E’ necessario coniugare i progetti di lungo periodo con quelli di medio periodo. Assumere la Presidenza del Municipio vuol dire anche esserci sui grandi temi di livello romano. Occorre quindi difendere la legittima rivendicazione di avere la metro C sull’asse della Cassia che si unisce alla stazione della FL3 “La Giustiniana”: deve essere una richiesta trasversale della classe dirigente territoriale, a cui aggiungere la chiusura dell’anello ferroviario e l’apertura della stazione di Vigna Clara.

E inoltre portare avanti gli accordi con l’Ospedale Sant’Andrea per il varco sul Raccordo Anulare, alleggerendo di fatto l’uscita Flaminia: non è più rimandabile l’adeguamento di Via di Grottarossa.

Per le rotatorie ci sono difficoltà storiche, anche dovute a progetti nati male: penso a via Cortina d’Ampezzo, ma anche a via Oriolo Romano. Noi, nei tre anni in cui abbiamo amministrato (2013-216), siamo riusciti a finanziare e ad iniziare la rotatoria nel quartiere de “La Giustiniana”. Per Cortina D’Ampezzo e Oriolo Romano vanni ripresi i vecchi progetti e modificati per renderli esecutivi. Il tema poi dalla “Braccianese bis” è ormai improrogabile.

Mezzi pubblici: non possiamo negare che tutto sia legato alle sorti di ATAC, situazione che in questi cinque anni è nettamente peggiorata. Una questione però possiamo dirla: una delle prima cose che ho intenzione di fare è ripristinare il percorso della linea 301 che noi avevamo prolungato fino a piazza Augusto Imperatore e che invece oggi è stato ridotto.

Ambiente e decoro: dalla più grande discarica abusiva di Roma a Tor di Quinto all’ultimo cassonetto strabordante a La Storta, ambiente e decoro non brillano nel XV. Cosa farebbe da presidente del Municipio?

Chirizzi  Bisogna pretendere da Roma Capitale e dalla regione un piano industriale serio che preveda investimenti in impianti non inquinanti e isole ecologiche in ogni quartiere. Ma, soprattutto, riaffermare la centralità della raccolta differenziata e del riciclo integrale quali assi strategici.

Soprattutto per la capacità, ampiamente dimostrata da molti casi di eccellenza che andrebbero replicati anche da noi, che il sistema della raccolta differenziata e del riciclo integrale hanno per garantire il rispetto dell’ambiente e la progettazione di un diverso modello di sviluppo sostenibile.

Marchisio   Va ridotta la produzione, migliorata e ampliata la raccolta differenziata in particolare nella modalità “porta a porta”, incentivato il riciclo e il riuso di materiali e oggetti, promosse iniziative di informazione, sensibilizzazione e formazione rivolte alla cittadinanza per recuperare la fiducia perduta. Sono tutte problematiche di ordine perlomeno cittadino a cui però si deve contribuire dai municipi.

Un ruolo particolarmente significativo svolgono le “Ama di municipio” e i centri di riuso, le prime destinate a monitorare i flussi di materia sul territorio di competenza e i secondi a prolungare il ciclo di vita di beni usati. L’obiettivo finale è ridurre progressivamente la mole di indifferenziato.

Una delle questioni più importanti riguarda la cittadinanza, oggi sfiduciata, oppositiva e perplessa su tutto: va riconquistata la fiducia, ad esempio su una questione fondamentale come quella degli impianti: non è vero che non vanno fatti, si devono assolutamente evitare discariche e inceneritori ma gli impianti di un moderno ciclo di trattamento del rifiuto per renderlo riutilizzabile vanno fatti eccome.

Torquati Durante il nostro mandato (2013-2016), dopo oltre 20 anni, abbiamo portato la raccolta dei rifiuti “porta a porta” a 48.000 abitanti su 158.000 residenti. Da cinque anni è tutto fermo. Estendere la raccolta differenziata “porta a porta” è un obbligo e deve essere anche percepito come una convenienza. Consente, infatti, non solo di diminuire la quantità di rifiuti indifferenziati estremamente costosi da trattare (e pertanto di diminuire anche i costi a carico dei contribuenti), ma aiuta anche ad avere quartieri più puliti e una coscienza collettiva di rispetto per l’ambiente.

È inoltre necessario implementare i servizi con la realizzazione di una nuova isola ecologica. La tutela ambientale è sensibilità ormai diffusa e la questione della transizione ecologica è una delle sfide più suggestive del futuro: credo che anche i Municipi in questo senso possano essere protagonisti.

Politiche sociali e giovanili: nel XV i giovani, pochi, gli anziani, tanti, sono privi di iniziative loro dedicate. Ai giovani mancano punti e stimoli di aggregazione (esempio Studio XX a Labaro), gli anziani sono relegati nei CSA a giocare a carte. Quali politiche adotterebbe per coinvolgerli in attività sociali?

Chirizzi   Nel Piano sociale di zona si denuncia la carenza di risorse umane e finanziarie necessarie per adempiere agli obblighi previsti nei servizi assistenziali. Non si hanno risorse aggiuntive per altre attività che vadano oltre quanto previsto come obbligo di legge.
Occorre dare una risposta adeguata a queste carenze e smetterla di lamentarsi soltanto. Occorre iniziare da una riorganizzazione efficace degli uffici per valorizzare le risorse umane che ne fanno parte garantendo loro gli strumenti per poter svolgere la loro funzione.
E organizzare gruppi di lavoro che elaborino progetti per poter partecipare a bandi regionali, nazionali ed europei che portino risorse finanziarie aggiuntive.
Occorre riorganizzare i Centri Anziani affinchè diventino spazi di inclusione e di dialogo intergenerazionale coinvolgendo l’intera comunità.

Creare spazi di co-working e di co-progettualità per creare una rete territoriale inclusiva delle entità che operano nel sociale e nella promozione della cultura.
Proposte progettuali di co-housing e del “Dopo di noi”, centri antiviolenza e asili nido, replicando esperienze di successo e adattandole alle esigenze locali.

Marchisio   Il nostro municipio è privo di luoghi di aggregazione eppure in ogni territorio troviamo esempi di resistenza umana e collettiva, le persone grandi e piccoli hanno bisogno di incontrarsi. Non calerei nessuna politica dall’alto ma attiverei un processo di ascolto e di interlocuzione continua.

Il tema è esserci per le persone perché uno degli elementi più negativi che i cittadini vivono sulla loro pelle è che l’amministrazione locale (in realtà poi a tutti i livelli) è assente.
Il ruolo della scuola è centrale con i suoi spazi e con il suo occhio attento sul territorio. Promuovere i patti di collaborazione per la gestione condivisa dei beni comuni urbani è un’azione importante e innovativa per il nostro municipio che andrebbe a collaborare attivamente con associazioni, istituzioni scolastiche, comitati di genitori, centri anziani.

Aprire spazi dedicati ai giovani, centri giovanili, musicali, artistici, aprire servizi per le donne, per le neo mamme, per l’informazione, la prevenzione, la lotta alle violenze domestiche e alla discriminazione.

Torquati   Questo tema non può che passare per un buon utilizzo del patrimonio pubblico in attività culturali e sociali. Penso ai progetti per il “Dopo Di Noi”, a una nuova biblioteca partendo dai locali del Punto Verde Qualità “Olgiata” e dell’ex Asl di via Offanengo, ma anche a quelli dello “Studio XX” a Labaro, a quelli del polifunzionale di Via Sulbiate, nonché quelli al Castello di Cesano a piazza Caraffa e a quelli delle case cantoniere di Osteria Nuova.

I giovani hanno ragione: sono anche loro ad aver pagato un prezzo alto durante i mesi del Covid. È giusto restituire loro socialità. La pandemia ha lasciato uno stravolgimento che proseguirà anche nel futuro, aumentando le disuguaglianze  e facendo emergere difficoltà economiche e sociali. Dobbiamo lavorare a questo tema, ovvero sanare, per quanto possibile nella dimensione municipale, le disuguaglianze ricostruendo nuove politiche sociali, aiutando le famiglie, diminuendo la burocrazia di accesso ai benefici economici, facilitando l’accesso ai servizi di sostegno.

Dobbiamo costruire una “rete sociale” che tenga insieme Istituzioni, cittadini ed enti di Terzo settore sociali e culturali.  Attori fondamentali di questa rete sono i giovani che, con le loro idee ed energie, possono fare la differenza. Anche sui Centri Anziani credo si possa fare di più: i nostri anziani vogliono attività sociali, sanitarie e culturali che impreziosiscano i loro centri.

Grandi opere incompiute: dal palazzetto dello sport di Cesano all’eco-mostro di Colli d’Oro passando per la mancata deviazione del  Collettore Alto Farnesina (che a seguito dello stralcio da bilancio del 2016 oggi funziona a metà, vedi recenti allagamenti). Se fosse lei a decidere, dove investirebbe subito?

Chirizzi  La prima partita da chiudere nel minor tempo possibile è quella delle opere di urbanizzazione primaria. Abbiamo ancora buona parte del territorio urbanizzato che non ha esito in alcun depuratore e insediamenti senza le reti idriche o del gas. Il paradosso è che in tantissimi casi le risorse ci sono, ma nessuno ha seguito i problemi.

È evidente che i volumi di acqua che si abbattono in poco tempo nelle nostre strade non possono essere smaltiti attraverso sistemi obsoleti. Non si tratta solo di manutenzione ma di progettare nuovi interventi in grado governare l’acqua piovana.

Le opere iniziate e non concluse sono tante. Stiamo raccogliendo la lista di tutte le vertenze aperte e per ognuna di queste elaboreremo un progetto con risultati attesi, tempi di realizzazione, risorse e mezzi necessari per ottenerli e persona responsabile.
Successivamente saranno definite nuove azioni scelte e realizzate dalle comunità locali con il metodo del Bilancio Partecipativo. 

Marchisio  Il tema delle grandi opere incompiute è un tema delicato che non può ridursi in una battuta sul finale di un’intervista anche perché sappiamo bene che non sono semplici decisioni che può fare una persona in autonomia questo sia per l’intreccio di competenze diversificate a vari livelli e sia perché è necessario impostare un’analisi tecnica seria che vada pari passo con un’interlocuzione attiva e reale con la cittadinanza.

Io investirei in serietà e nel recuperare fiducia nei cittadini che sono stufi di promesse sulle grandi opere che poi tristemente rimangono bloccate per anni.

Torquati  Priorità assoluta alle opere di risanamento idraulico. Il tema del rispetto dell’ambiente e della cura delle periferie passa per la concretezza, per esempio, di far vivere la cittadinanza senza la paura di avere le case e luoghi di lavoro allagati nei giorni di pioggia.

Nei venti anni precedenti alla nostra amministrazione non era stato fatto nulla. Noi abbiamo ottenuto invece investimenti utili allo scopo: il finanziamento dell’impianto di Via Procaccini a Prima Porta, l’adeguamento di Via Frassineto, ma anche gli interventi su Corso Francia, nonché la soluzione che trovammo per il collettore alto della Farnesina. Poi il niente. Il risanamento idraulico va ripreso e in fretta.

Per i due palazzetti poi sarebbe stato sufficiente, come per il risanamento idraulico, continuare sulla strada tracciata da noi allora. Per quello di Cesano abbiamo lasciato un finanziamento di un milione e 700 mila euro che oggi ci dicono sia insufficiente e per il Colli d’Oro credo sia urgente un tavolo di concertazione che porti ad un progetto di rigenerazione urbana.

Una domanda secca: perché i votanti alle primarie nel XV dovrebbero scegliere proprio lei?

Chirizzi Perché votando me alle primarie scelgono anche una squadra di persone che vuole mettere a disposizione della comunità di questo territorio passione, esperienza politica e amministrativa e tanta voglia di innovazione e di cambiamento positivo.
Perché vogliamo garantire un programma concreto, credibile, realizzabile che presentiamo alla valutazione delle elettrici ed elettori.

Perché vogliamo creare una rete di cittadinanza attiva che rappresenti adeguatamente le entità organizzate del territorio che lavorano per la difesa dei beni comuni.

Perchè faremo di tutto per lavorare insieme. Infine, ma non per ultimo, in tante credono che sia giunta anche l’ora di una presidente donna.

Marchisio  Perché sono una persona seria che prova a mantenere una sana dose di autoironia. Perché non ho paura di dire come stanno le cose, anche se magari sarebbe meglio non dirlo.
Perché sono una donna di 42 anni, ho due bambini di 11 e 3 anni, un compagno, un lavoro e ho deciso di buttarmi in prima linea perché è giunto il momento che anche noi donne cominciamo a uscire allo scoperto.
Perché vengo da un percorso collettivo come quello di Liberare Roma, oltre una cinquantina di realtà sociali e di base della città che hanno scelto e voluto un approccio comune alla e per la nostra splendida Capitale con un programma ambizioso.

Perché vengo dal mondo della cooperazione, sono anni che lavoro in regione e mi occupo di scuola, formazione e politiche giovanili. In questi anni ho imparato tante cose e mi sono resa conto che gli elementi più importanti che un’amministrazione ha il dovere di portare avanti sono la puntualità delle risposte, la chiarezza e l’ascolto del cittadino.

Proviamo insieme a tornare a un livello accettabile di vita quotidiana, impostiamo insieme una nuova idea di municipio che sia sostenibile, inclusivo, solidale, in grado di valorizzare le attività culturali e della conoscenza.

Torquati  Perché la comunità che rappresento, a prescindere dai partiti, fa Politica non semplicemente per vincere, ma per cambiare la cultura della partecipazione condivisa alla vita della comunità. Ed è questo il senso della nostra sfida e il senso, se me lo permettete, della Politica stessa.

Claudio Cafasso

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1 commento

  1. so di andare controcorrente ma vorrei far presente a chi sarà tenuto a prendere decisioni sui trasporti della zona che riguardo alla linea tranviaria 2, ora sospesa, per riprestinarla, se sarà inevitabile, si dovranno prima tenere presenti i due problemi finora irrisolti: la rumorosità che mette a dura prova gli abitanti, in particolare in prossimità delle curve, e la stabilità degli edifici sottoposti a continua vibrazione al passaggio delle vetture e quindi a rischio per la stabilità, Non sono problemi da sottovalutare e mi affido a chi sarà chiamato ad affrontare la complessa situazione.

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