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Viadotto Corso Francia, la Trans-Amazzonica di Roma Nord

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Ogni giorno migliaia di automobilisti provenienti dalla Cassia-Flaminia e da Viale Pilsudski si immettono a velocità piuttosto sostenuta sul viadotto di Corso di Francia senza far caso a cosa li circonda. Normale, la fretta di chi va al lavoro o porta i figli a scuola impedisce di prendersela con calma e di godere del paesaggio che lo circonda.

Sebbene oramai siamo abituati e rassegnati a vedere la nostra città ricoperta in tutte le stagioni da erbacce ed arbusti a volte alti anche un paio di metri, quello che succede agli ingressi del viadotto di Corso Francia ha semplicemente dell’incredibile: qualcosa di simile alla BR-230 ovvero la “Trans-Amazzonica”. Non certo per la lunghezza ma per la varietà e abbondanza della vegetazione che la circonda.

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Come per la “rodovia” brasiliana, anche qui la vegetazione cresciuta per anni a dismisura sembra voler inghiottire ogni cosa, guard-rail e asfalto compresi. E’ talmente alta e fitta che neppure riesci a violarla.

La vegetazione si è sviluppata in modo talmente esagerato che ha avviluppato le ringhiere di ferro generando un vero e proprio ammasso vegetale che copre ogni cosa, visuale compresa, dal momento che arriva fin sopra l’asfalto della carreggiata.

Chi arriva con l’auto corre attraverso due pareti  verdi altissime simili a quelle di un tunnel; pensare di affrontare il viadotto a piedi servendosi dei passaggi laterali è impossibile, a meno di dotarsi di motosega e machete.

La situazione non è migliore alla fine di Ponte Flaminio che, sporco e imbrattato, è ricoperto da una fitta coltre di erbacce che sotto il sole sono diventate gialle. Le aiuole nei pressi delle fontane poi, ovviamente sempre lerce, si sono trasformate in un ammasso inestricabile di vegetazione.

Impossibile rimanere indifferenti davanti alla “trans-amazzonica de noantri” e non pensare ai tanti annunci, alle promesse di chi, ora l’uno ora l’altro, si propone di rendere un po’ più vivibile la nostra città.

Francesco Gargaglia

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2 COMMENTI

  1. pensiamo all’assoluta assenza di interventi in ogni settore della città, alla riduzione del personale (giardini ed altro) prima di dire che brava questa sindaca che ha un bilancio in attivo. Se senza aver risolto nessun problema anzi aggravandone molti, fosse anche in passivo non so i cittadini e le cittadine che cosa avrebbero dovuto fare verso questa Prima Signora della Città

  2. la consueta signora contestatrice preferisce i sindaci del debito e degli sperperi..i rifacimenti della cassia..ovviamente vanno in secondo piano. un’altra metro sperpero da 4 miliardi..e 20 anni di lavori..e siamo a posto. un bel tour ad ammirare i palazzi nell’ex vincolate bufalotta e grottarossa..ricoperte dal cemento dei sindaci passati non farebbe male ai criticoni eterni scontenti, ammirando i punti verde, i poli natatori falliti, la fiera e la nuvola, i ponti inutili. gradevole l’edificio a via cortina d’ampezzo (vecchia autorizzazione)..una collina mangiata, un bosco sparito. Forse un paio di occhiali servirebbero a gran parte dei romani..per altro incapaci dif are la differenziata, con la scusa che non c’è il porta a porta.

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