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In via Flaminia verde è bello

Si sa che la primavera, anche quella tardiva e con giornate di pioggia e freddo al mattino è pur sempre primavera; dopo un lungo e gelido inverno (che gelido non lo è più a causa del riscaldamento globale) la natura torna a risplendere: gli alberi si ricoprono di foglie, i fiori invadono i campi e l’erba cresce, cresce, cresce.

Cresce non solo sui prati e nei parchi  ma anche lungo le strade, nelle piazze, sui marciapiedi, all’interno dei guard-rail e le piante, quelle di città, raggiungono altezze vertiginose: ambrosia, assenzio, amaranto, borsa del pastore, cappero, ortica, melitoto bianco, ruta, pimpinella…

Si tratta di piante frugali a cui basta un pugno di terra e che crescono rapidamente senza temere che qualcuno le sradichi; già, perché le strade di Roma con l’arrivo della primavera fioriscono nel vero senso della parola e si ricoprono di un bel verde brillante punteggiato di bianco, giallo o rosso.

Prendiamo ad esempio viale Tor di Quinto in direzione via Flaminia; qui la primavera si è data veramente da fare ed ha ricoperto di un bel manto verde ogni cosa nascondendo in alcuni casi marciapiedi, segnaletica  e guard-rail.

E che dire poi di  via Flaminia, ampia e trafficata, sulla quale si affaccia la sede del XV Municipio. In genere si pensa che dove hanno sede le istituzioni le strade vengano rasate a zero e il verde eliminato. Sbagliato. Qui non si è toccato nulla, né ora e neppure nel passato e la mano dell’uomo armata di decespugliatore ringraziando Iddio non ha fatto intorno il deserto.

Tutto come Madre Natura ha programmato: erba brillante verde e altissima, giovani arbusti che tendono le loro foglioline al cielo cercando di avvilupparsi intorno ai semafori, piccoli alberelli (ailanto ma anche splendidi olmi), che con caparbia tenacia affondano le radici nelle fessure dell’asfalto.

Uno spettacolo poderoso, un inno alla bellezza, un tripudio alla vita vegetale che chi transita in auto o bus può osservare in tutta la sua magnificenza e poca importanza ha che il verde nasconda lo spigolo di un marciapiede o l’affilato metallo di un guard-rail o cumuli di immondizia.

Diciamoci la verità: quante volte abbiamo accusato l’inerzia della politica rea di tagliare poco e male? Oggi davanti a cosi tanto splendore vien quasi voglia di ricredersi…

Francesco Gargaglia

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2 COMMENTI

  1. Il verde è bello ma va tenuto sotto controllo. Purtroppo la manutenzione ordinaria del verde pubblico (e non solo) a Roma è quasi inesistente. Interventi ogno uno-due mesi non servono a niente. In questo periodo dovrebbero essere settimanali.

  2. Bisognerebbe tener sotto controllo soprattutto l’ailanto: è una pianta infestante (brutta) non autoctona (viene dall’estremo oriente) che cresce dappertutto a scapito delle piante nostrane, sviluppandosi in pochissimo tempo in un albero. Qui a Roma in alcuni punti ha creato dei veri e propri boschi e molti esemplari di questa pianta stanno spuntando persino in mezzo ai guard rail di molte strade; il Comune invece a quanto pare è tutto preso dall’abbattimento dei pini, e se andiamo avanti così questa città assomiglierà sempre di più a Bangckok.

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