Home CRONACA Via De Amicis, il K2 di Roma ancora chiuso al traffico

Via De Amicis, il K2 di Roma ancora chiuso al traffico

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Galvanica Bruni

Sempre chiusa al traffico via Edmondo De Amicis, la strada che sovrasta lo Stadio Olimpico e che i romani chiamano K2 per la sua rilevante pendenza.

Chiusa perché oltre due mesi fa alcuni alberi sono caduti sulla strada che attraversa completamente la Riserva Naturale di Monte Mario (che ricade sotto la competenza dell’Ente Roma Natura) ma alcuni spicchi sono di privati e altri del Coni.

“Abbiamo dovuto aspettare il nulla osta di Roma Natura per intervenire” ha precisato la sindaca Virginia Raggi lo scorso 5 marzo su facebook spiegando che “oltre agli interventi di Roma Capitale, sono in corso interventi da parte dei privati. Non appena concluderanno le loro manutenzioni potremo riaprire. E se dovessero tardare, le faremo noi in danno” ha concluso ricordando appunto la procedura della “esecuzione in danno” con la quale il Comune può intervenire in prima persona ribaltando poi i costi sul privato.

Ma dopo oltre un mese il K2 è ancora off limits mentre “continua l’epopea di rimbalzo di responsabilità per l’apertura di questa strada la cui chiusura costringe i cittadini a percorrere oltre 12 chilometri in più se da qualsiasi punto di Ponte Milvio si vuol raggiungere Via Igea o l’Istituto Don Orione“.

A scrivere così, in una mail inviata al vertice del Municipio XV e alla redazione di VignaClaraBlog.it, è Salvatore Franchina, residente in zona, sostenendo che “non importa se parte dello sfalcio degli alberi tocca al Coni, non importa se altra parte tocca a privati o ad altro Municipio, sarebbe più logico liberare la strada transennata senza scadenza e nel frattempo ripartire le responsabilità“.

E’ un disagio gravissimo, ed è ancora più grave che nessuno ci metta la faccia” scrive il nostro lettore appellandosi alla dirigenza del XV perché la strada venga riaperta. “Non è possibile che periodicamente si chiuda questa importante via perché si devono consumare i giochi di responsabilità. I cittadini – conclude – non devono pagarne le conseguenze per le negligenze altrui”.

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