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    Vaccini, in difficoltà i medici di famiglia del Lazio

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    Dal primo marzo è iniziata nel Lazio la campagna di vaccinazione anti Covid-19 da parte del Medico di Famiglia (MMG) ma gli oltre 2.500 medici di medicina generale che hanno aderito all’iniziativa sono in difficoltà, e con essi i loro assistiti.

    Ormai sono numerose le e-mail e i messaggi che i pazienti in attesa di essere vaccinati ricevono dai propri medici di base, con i quali vengono informati che le ASL di competenza non hanno confermato la distribuzione dei vaccini.

    L’area MMG – Medici di medicina generale – del Co.Si.P.S. – Coordinamento Sindacale Professionisti della Sanità – lo scorso 30 marzo ha inviato una lettera aperta all’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato nella quale il Segretario Nazionale Area MMG, dott. Paolo Antonucci, e la Segretaria Regionale del Lazio Area MMG, dott.ssa Annarita Soldo, sostengono che i continui cambiamenti di strategia nelle campagne vaccinali, insieme alla carenza di forniture dei vaccini stessi, stiano disorientando i medici di base, nonostante il ruolo fondamentale rivestito da quest’ultimi nella battaglia quotidiana contro il Covid-19. Con la conseguenza che, a sentirsi smarriti, sono proprio i cittadini, i pazienti.

    Si legge nella lettera che “le problematiche oggi più rilevanti per i medici di medicina generale sono rappresentate dalla mancanza delle dosi dei vaccini e dalla difficoltà di ottenere un numero minimo congruo di vaccinandi per poter coprire ed ottenere conseguentemente l’autorizzazione alla somministrazione dell’agognata fiala e la consegna della stessa.”.

    Si rischia di togliere tempo all’assistenza ordinaria

    Ma le difficoltà organizzative della campagna vaccinale anti Covid-19 non sono l’unico problema che i medici di base devono fronteggiare. Nella lettera si sostiene infatti che per dedicare tempo alla gestione dell’emergenza Covid-19 ed a tutti gli annessi legati alle vaccinazioni, i medici di famiglia rischiano di non riuscire ad occuparsi al meglio dei propri pazienti e a portare avanti il loro lavoro principe: la medicina generale.

    La lettera continua sottolineando che “per riuscire ad avere il consenso alla vaccinazione da parte degli assistiti, il tempo destinato alla ricerca di possibili vaccinandi in numero sufficiente, si somma al tempo già impiegato per le pastoie burocratiche legate alla vaccinazione senza alcun supporto organizzativo fornito dalle asl o dal sistema sanitario come già presente ed operante in altre realtà assistenziali ospedaliere o territoriali e nei centri vaccinali allestiti, con conseguente inevitabile discapito del tempo da dedicare all’assistenza ordinaria dei pazienti anziani e cronici già ampiamente ridotto dalla gestione epidemiologica dei positivi ed alla gestione delle segnalazioni burocratiche e delle certificazioni connesse”.

    Maggior rispetto per il cittadino

    Ciò che il dott. Paolo Antonucci e la dott.ssa Annarita Soldo chiedono, in rappresentanza della loro categoria professionale, è un maggior rispetto del cittadino, al quale devono essere garantiti la stessa trasparenza, equità, sicurezza e garanzia organizzativa che vengono assicurati presso un Hub vaccinale, nel caso il paziente decidesse di essere vaccinato presso lo studio del proprio medico di base.

    A detta dei due l’obiettivo è quello di “evitare disuguaglianze e iniquità o ritardi nel processo vaccinale e nel diritto alla salute e alla vaccinazione e non creare cosi utenti o medici di serie A (nei centri ospedalieri o vaccinali supportati ed adeguatamente organizzati) e utenti e medici di serie B (negli studi del medici di medicina generale lasciati soli a se stessi).”.

    Immunità di gregge entro l’estate

    Tramite il suo Ufficio Stampa, l’assessore D’Amato, interpellato dalla redazione di Vignaclarablog.it, così commenta: “La Regione Lazio ha aperto la campagna vaccinale anche ai medici di medicina generale (MMG) che sono un tassello importante nel sistema. Inizialmente abbiamo dato il vaccino Astrazeneca poi per colpa dei continui tagli alle forniture abbiamo virato sul vaccino Pfizer che assicura al momento forniture maggiori e più regolari. Ad oggi sono oltre 2.500 i medici attivi nella campagna ovvero che hanno ritirato almeno una dose di vaccino e sono oltre 110 mila i vaccini effettuati. Appena le forniture lo permetteranno potremo rifornire con maggiore regolarità i nostri MMG imprimendo così, insieme alle farmacie, un’accelerazione decisiva nella campagna vaccinale per raggiungere l’obiettivo dell’immunità di gregge entro l’estate”.

    Caterina Somma

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    1 commento

    1. Nel confermare le criticità connesse all’attuale momento in relazione alle difficoltà di approvvigionamento dei vaccini da parte dei Medici di Medicina Generale (attualmente 12 dosi/settimana indipendentemente dal numero di Assistiti, che può essere di oltre 1500 per un medico massimalista, comprensive della seconda dose per i pazienti che hanno già ricevuto la prima), c’è da aggiungere il cambio continuo delle normative e segnatamente delle priorità individuate, attualmente determinate dalla cosiddetta “ordinanza Figliuolo (6/2021 in data 09/04/2021) che fa ampio riferimento alle Raccomandazioni ad interim del Ministero della Salute in data 10/03/2021.
      In tutto ciò, stante anche il triplo canale di accesso alle somministrazioni vaccinali attualmente esistente (Hub vaccinali; Ospedali che hanno in cura pazienti cronici e comunque patologie di un certo tipo; Medici di Medicina Generale), ognuno dei quali lavora individualmente senza alcun raccordo, gioca un ruolo sfavorevole la mancanza di una piattaforma comune regionale dove ciascuno degli attori coinvolti possa vedere chi dei propri Assistiti (parlo dal punto di vista del Medico di Medicina Generale quale sono) è stato già vaccinato o comunque ha ottenuto la prenotazione, affinchè possa meglio e più rapidamente calibrare il proprio campo di intervento in luogo del perdere tempo prezioso (e soprattutto farlo perdere all’utenza…) nel telefonare Assistito per Assistito chiedendo informazioni di cui invece dovrebbe agevolmente disporre in tempo reale, salvaguardando la “privacy” dei dati tramite eventuale accesso riservato con credenziali “forti”.
      In un momento di crisi come questo, e a fronte di un impegno colossale quale la vaccinazione di massa, non possiamo avvalerci di tecnologie comunicative più tipiche del secolo scorso per avere informazioni operative che sono alla base di un’efficace azione sul campo.

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