Home CRONACA A Ponte Milvio il presepe più bello di Roma Nord

A Ponte Milvio il presepe più bello di Roma Nord

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Nella chiesa di Ponte Milvio, intitolata alla Gran Madre di Dio, c’è un presepe che merita di essere visitato.

Come ogni anno viene realizzato da mani esperte, con una cura del particolare che ha dell’incredibile tanto che l’effetto scenografico è stupefacente; il risultato è che questa chiesa può vantare il più bel presepe di Roma Nord.

Posizionato sulla destra dell’abside, si sviluppa in altezza e profondità e, sebbene non sia troppo imponente, attira immediatamente lo sguardo del visitatore.

Nulla è lasciato al caso e i colori, le luci, gli arredi e i tessuti dai tanti colori lo trasformano in un variopinto palcoscenico che rivela un’attenta regia.

Il rito del presepe ha una storia antichissima che può essere fatta risalire ai primi cristiani che nelle catacombe erano soliti raffigurare la Madonna con il bambino, anche se poi  la prima rappresentazione “plastica” la si deve a S. Francesco d’Assisi il quale, reduce da un viaggio in Terra Santa, chiese al Papa il permesso di rappresentare dal vivo la natività nel paese di Greccio.

Una rappresentazione che diede ufficialmente il via alla tradizione del presepe che venne da allora rappresentato non solo nelle chiese e nelle case dei nobili, ma  divenne anche  il soggetto di tantissimi quadri, opera di straordinari artisti.

L’usanza di allestire il presepe si è diffusa in tutto il mondo cristiano a partire dal medioevo ed è continuata fino ai tempi moderni. Ancora oggi nelle case di tanti italiani, in particolare del centro-sud,  ce n’è uno, magari di dimensioni contenute, con poche statuine.

Ma è anche vero che  a causa della vita frenetica, del poco tempo e della mancanza di spazio nelle case, la tradizione del presepe sta venendo meno. Un peccato perché il presepe non è soltanto la rappresentazione sacra della Natività; attraverso l’allestimento scenico, piccolo o grande che sia, si manifesta la fede non soltanto nel “nascituro” ma anche nella famiglia e nella comunità di cui facciamo parte (non è certo un caso che in ogni presepe oltre a Maria, Giuseppe e il bambinello ci siano i rappresentanti delle categorie sociali del tempo: pastori, artigiani, contadini, e re, i Magi) e poca importanza ha che chi l’osserva non sia cristiano, dal momento che anche i mussulmani considerano Gesù un grandissimo profeta e Maria una santa donna “simbolo della potenza di Dio”.

Vittorio Sgarbi, con cui si può o no essere d’accordo, a proposito del presepe così scrive nel suo libro “Il bene e il male”: proposito del presepe: “I presidi che non fanno allestire nelle scuole i presepi sarebbero da prendere a calci perché il presepe rappresenta la storia di un bambino che diventerà il Cristo…”. Un personaggio la cui nascita segna la data di inizio della storia moderna.

Ragioni di più per visitare lo straordinario presepe nella Chiesa della Gran Madre di Dio, indipendentemente da fatto che si sia credenti o meno.

Francesco Gargaglia

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1 commento

  1. Piuttosto che citare Sgarbi, che non rappresenta un modello impeccabile di cristiano, sarebbe meglio riferirsi a Papa Francesco, soprattutto in questi momenti poco felici per troppe persone nel Mondo.

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