
Siamo stati per anni il popolo del “che palle il Natale”, a sublimare questa istantanea pure una famosa commedia natalizia dei Vanzina e la frase di Riccardo Garrone (“e pure sto Natale ce lo semo levati dalle p…”) è diventata un cult.
Tutti simil-Grinch, pronti a dematerializzare la festività natalizia perché “oddio, ma che viene pure zio Peppe? Ahò, non lo sopporto e poi puzza pure”.
Che succede? Hanno messo i paletti e adesso torna l’improvvisa voglia di festeggiare il 25 dicembre con carovane di persone sedute a tavola (si, pure zio Peppe, magari gli regaliamo un bagnoschiuma) e l’abbacchio allo scottadito pronto a essere divorato?
Siamo davvero un popolo strano, puntiamo alla controtendenza ma poi in realtà siamo incapaci d’essere tutti d’un pezzo, integerrimi e ligi al dovere di essere, noi, l’anti-festa per antonomasia”. E adesso che ci “hanno levato il Natale” sembriamo tutti pastorelli orfani…
Beh… preambolo a parte, senza far polemica né dietrologia, teniamoci stretto quest’otto dicembre, che diventa occasione più unica che rara per restare in famiglia a sceglier palle e pastorelli, luci e muschio, addobbi d’ogni tipo da scegliere in famiglia. Prosit.
Massimiliano Morelli
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