Home GROTTAROSSA Bimbo rischiò la morte nel Parco Papacci: cinque persone a processo

Bimbo rischiò la morte nel Parco Papacci: cinque persone a processo

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Al termine dell’inchiesta sul grave incidente avvenuto nel Parco Papacci di Grottarossa a fine luglio 2017 in cui rimase vittima un bimbo di otto anni, finito in coma per una settimana, è stata accolta la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal PM a carico di cinque persone.

La prima udienza, davanti al giudice monocratico, si terrà il 3 maggio 2021. Alla sbarra, con l’accusa, a seconda delle posizioni, di lesioni personali colpose aggravate e omesso collocamento di segnali, tre dipendenti dell’Ufficio Tecnico del Municipio XV, un dipendente del Dipartimento capitolino all’Ambiente e il legale rappresentate della ditta appaltatrice che eseguì alcuni lavori nell’area giochi ove avvenne l’incidente.

La vicenda

Il fatto accadde nella giornata di venerdì 28 luglio 2017 quando un bambino di otto anni rimase vittima di un grave incidente avvenuto sotto gli occhi della mamma nell’area basket del Parco Papacci.

Privo di sensi, venne trasportato d’urgenza con l’elisoccorso al Policlinico Gemelli in codice rosso: oltre a presunte fratture presentava un ematoma alla testa. Entrato in terapia intensiva pediatrica fu sottoposto dopo poche ore ad un delicatissimo intervento chirurgico.

Si svegliò dal coma dopo una settimana ma passati pochi giorni dovette subire un secondo intervento chirurgico, a seguito del quale le sue condizioni migliorarono grazie anche ad un lungo percorso di riabilitazione fisico-motoria e psicologica.

I genitori sporsero denuncia alla Procura della Repubblica di Roma chiedendo di appurare le responsabilità dell’incidente.

Cosa accadde quel giorno?

Accadde che il bambino, mentre giocava, si appoggiò al corrimano metallico della recinzione dell’area basket. Uno dei pali che la sorreggeva, dissaldatosi improvvisamente, fece cadere la balaustra, il piccolo perse l’equilibrio e cadde all’indietro sbattendo la testa al suolo.

Una casualità o cattiva manutenzione? Fu questo l’interrogativo che si pose il PM avviando le indagini e mettendo sotto sequestro il campo da basket.

Le conclusioni della Procura

A distanza di tre anni, la Procura è giunta alla conclusione che la recinzione era talmente rovinata da necessitare di essere completamente sostituita mentre la ditta che ne aveva in carico la manutenzione, nei lavori effettuati alcuni mesi prima si era limitata a ridipingerla lasciandone quindi inalterate le “preesistenti grossolane anomalie e deficienze strutturali“.

I dipendenti comunali vengono a loro volta chiamati in causa per aver collaudato tali lavori e aver dato il via libera all’utilizzo dell’area da parte dei frequentatori del parco, “nonostante la stessa si presentasse inidonea al suo utilizzo“.

Per la Procura è stato inoltre compiuto il reato di “omesso collocamento di segnali” per impedire che l’area giochi venisse utilizzata “nonostante le carenze strutturali e progettuali della balaustra di recinzione“.

Starà ora al Giudice stabilire la verità nel processo che avrà inizio il 3 maggio 2021.

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