Home ATTUALITÀ Labaro, “Riaprite la biblioteca Galline Bianche!”

Labaro, “Riaprite la biblioteca Galline Bianche!”

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La biblioteca Galline Bianche, ubicata nell’omonima via di Labaro, è l’unica struttura comunale presente nel Municipio XV ed eroga i suoi servizi anche ai residenti dei comuni limitrofi quali Sacrofano, Riano, Morlupo, Capena. Nel corso degli anni è diventata un polo di aggregazione culturale importante in un vasto territorio come quello di Labaro e Prima Porta dove i punti di riferimento culturale sono rari.

In questa biblioteca, oltre a essere luogo di lettura e di studio  per i giovani, scuole e associazioni hanno sempre trovato un valido punto di riferimento per le loro attività.

Da mesi la Biblioteca è chiusa. Ufficialmente per problemi di Covid ma sembrerebbe anche per problemi di organico insufficiente a gestire il front-end col pubblico. Eppure i rinforzi ci sarebbero.

Stando a quanto pubblicato da il Messaggero lo scorso 16 ottobre pare che  i vincitori del recente concorso per bibliotecari siano stati dirottati negli uffici dei Municipi con mansioni diverse rispetto a quelle previste: gestione di pratiche amministrative invece di libri e cultura. E fra i municipi coinvolti ci sarebbe anche il XV.

A denunciare la situazione, racconta ancora il quotidiano romano, sono stati i sindacati confederali che in una nota congiunta inviata ai vertici del Campidoglio hanno scritto: “La previsione assunzionale di 50 funzionari entro la fine del 2020 aveva fatto sperare in una boccata d’ossigeno che avrebbe permesso di garantire, pur con la fatica legata a un numero ugualmente basso di risorse umane, gli standard dei servizi bibliotecari e il lavoro di tutti gli uffici. Ma Roma Capitale ci stupisce sempre per le sue scelte e così vengono assegnati solo 10 funzionari bibliotecari(su 27) all’Istituzione Biblioteche, mentre gli altri 17 vanno a Municipi o altri Dipartimenti dove di Biblioteche non ce ne sono. Perchè?”

Fatto sta che la Biblioteca Galline Bianche è ancora chiusa e i cittadini ne soffrono.
“Non possiamo permettere che il nostro quartiere sia solo un dormitorio dove non esiste nulla, neppure la possibilità di coltivare i propri interessi e dove incontrare altre persone amanti di  libri e cultura” scrivono a commento di una petizione on-line nella quale chiedono “ai responsabili della Istituzione di attivarsi per risolvere in breve tempo questa triste situazione”.

La petizione in tre giorni sta già sfiorando le 500 firme; chi fosse intenzionato a sottoscriverla può farlo cliccando qui

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