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Cinghiali a Roma Nord, incontri ravvicinati a cena

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Cinghiali e cinghialetti sono presenti oramai in ogni zona di Roma Nord, anche via Cortina d’Ampezzo e via della Camilluccia hanno la loro quota di voraci suidi.

L’ultimo incontro è di pochi giorni fa davanti all’ingresso del condominio dell’Olgiatella, in via della Camilluccia 589, a una manciata di chilometri in linea d’aria dalla Riserva Naturale dell’Insugherata. Una decina di ungolati hanno stazionato davanti al cancello per poi andarsene tranquillamente verso l’area verde circostante.

Diverse le segnalazioni giunte in queste ore alla redazione di VignaClaraBlog.it da residenti di queste zone: “La situazione è degenerata e totalmente fuori controllo; siamo invasi da famiglie di cinghiali che pascolano in libertà e nessuno interviene”.

Una situazione da non sottovalutare anche se trova spiegazione nel fatto che Camilluccia e Cortina d’Ampezzo sono comprese tra due delle aree verdi più selvagge di Roma Nord: la Riserva Naturale dell’Insugherata e la Riserva di Monte Mario.

Se in passato i cinghiali tentavano timide incursioni nelle aree urbane alla ricerca di cibo, oggi le cose sono decisamente cambiate; frotte di cinghiali escono dalle Riserve e si avventurano nei quartieri di Roma attirati da tutto ciò che trovano nelle strade accanto ai cassonetti.

Armati di macchina fotografica e di una potente torcia elettrica abbiamo fatto un giro notturno nelle aree incriminate: Via della Camilluccia, Via dei Casali di S. Spirito, Via Trionfale e la terrazza dello Zodiaco a Monte Mario e poi la salita di Don Orione e Via dei Colli della Farnesina.

Di cinghiali poche tracce ma questo non significa nulla dal momento che la loro presenza dipende da numerosi fattori; abbiamo però notato che queste strade sono strade “pulite”, con pochi cassonetti in strada peraltro tutti chiusi e senza rifiuti in terra. E probabile quindi che queste arterie siano vie di collegamento tra le due grandi Riserve e che le incursioni avvengano prevalentemente nelle aree interne.

In compenso abbiamo potuto osservare come i parchi di notte siano tutti aperti, con i cancelli spalancati: la Riserva di Monte Mario, il parco Davide Tobini, il Parco della Vittoria e gli accessi sulla salita di Via De Amicis. Non è che i cinghiali per muoversi abbiano bisogno degli accessi aperti ma quanto rilevato ci fa concludere che in queste aree non ci sia alcun controllo, né diurno né tantomeno notturno.

Al ritorno però, nei pressi di via Cortina d’Ampezzo,  ci aspettava una sorpresa in via Panattoni, la strada che vanta senza alcun dubbio i maggiori avvistamenti e la popolazione di cinghiali più numerosa di Roma Nord.

Mamma cinghiale e i suoi 5 piccoli stavano consumando un lauto pasto da uno dei tanti cassonetti presenti sulla strada; dopo averli rovesciati e sparso il contenuto le bestiole con il grugno infilato nei bidoni si davano un gran da fare incuranti della nostra presenza e del fascio di luce puntato loro addosso. Intenti a mangiare non ci hanno degnato di uno sguardo, neppure la femmina che forse avrà pesato 40-50 chilogrammi.

Una scena surreale: possiamo immaginare un qualsiasi residente assonnato che dovendo sbarazzarsi del sacchetto della spazzatura si ritrova davanti un gruppo di cinghiali grugnanti dal fisico snello ma prestante. Roba da infarto.

Abbiamo visto anche che l’ultima passeggiata serale con cani di un paio di “canisti” (canari sembra non piacere) è stata subito interrotta da una rapida ritirata: d’altronde l’odio ancestrale che i cinghiali nutrono per i cani ha origini antichissime.

La massiccia presenza di  cinghiali è senza dubbio un problema grave la cui soluzione non può più essere rinviata e quale che siano i mezzi per arrivare ad una loro diminuzione sul territorio è ovvio che l’incolumità dei cittadini resta un fattore primario.

Peraltro oltre a montare la protesta si fa sempre più aspro il contrasto tra “cinghialisti” (anche loro non amano essere chiamati cinghialari) e animalisti: i primi (dopo aver creato in passato il problema) ritengono che solo la caccia selezionata possa portare ad una decisa riduzione dei capi. Gli animalisti non ne vogliono sentire parlare: chiedono al più la cattura e lo spostamento in altre aree.

Tra i due litiganti, il terzo, ovvero i residenti di Roma Nord, non godono affatto e nonostante il grande rispetto per la natura e gli animali vorrebbero però una soluzione  in tempi brevi.

Nel frattempo il “sus scrofa” continua a scorrazzare nei nostri quartieri nei quali quantomeno sarebbe bene evitare di usare i cassonetti piccoli dal momento che possono essere ribaltati in pochi secondi. Che il cinghiale sia un animale intelligente è fuori discussione e poi si sa, “la fame aguzza l’ingegno”.

Francesco Gargaglia

 

5 COMMENTI

  1. Io abito nella casa sopra a quei cassonetti che avete filmato, basta venire la sera verso le 10 e li trovate tutti lì a pasteggiare con la spazzatura. Tra parentesi sono anche entrati nel mio giardino e ho fatto un sacco di danni se scoprite che c’è un sistema per farsi risarcire dal Comune o dall’ente Parco fatemi un fischio

  2. Dopo quanto successo in provincia di Novara (2 giovani morti ed un altro gravissimo per uno scontro con alcuni cinghiali) stiamo ancora a discutere del sesso degli angeli!?

  3. Presenze segnalate anche a Via Monterosi, Via Tuscia e Via Maffeo Pantaleoni oltre che la mercato di Piazza Diodati.

  4. Trovo incredibile che la presenza dei cinghiali sotto le nostre case e nei nostri Giardino aumenti e che nessuno faccia nulla !!! Io non odio gli animali ma non voglio viverci in mezzo !!! Possibile che non sia possibile trovare metodi di dissuasione per cacciarli dalla città e dai suoi parchi ahimè troppo vicini alle case ?

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