Home CRONACA Cassia, Gruppo PD XV: “Nessuno tocchi casa rifugio donne vittime violenza”

Cassia, Gruppo PD XV: “Nessuno tocchi casa rifugio donne vittime violenza”

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“Quanto denunciato dalla Presidente dell’associazione Telefono Rosa, Maria Gabriella Cernieri Moscatelli, a seguito del sopralluogo nell’immobile sottratto alle mafie di Via Cassia e destinato ad ospitare donne vittime di violenza con un recente bando del Comune di Roma e della Regione Lazio, non ci stupisce”.

Così in una nota Luigina Chirizzi, Agnese Rollo, Marcello Ribera e Daniele Torquati, consiglieri PD del XV Municipio, ricordando che “già nel 2014, con il Dipartimento Pari Opportunità e la Regione Lazio, decidemmo l’utilizzo e la finalità di quello spazio sottratto alla criminalità. Nel 2017 il condominio in questione produsse ben due diffide indirizzate a Comune e Regione rappresentando il fatto che l’immobile fosse inidoneo ad ospitare una casa rifugio. A seguire ci fu, poi, la replica del dipartimento e la richiesta di un parere all’avvocatura capitolina”.

“Quelle donne con la loro storia, il loro dolore, la violenza subita, per gli abitanti del comprensorio, non possono stare lì perché si deprezzerebbero le loro case. Così facendo una parte di società alza un muro proprio nei confronti di chi meriterebbe, invece, una mano tesa e profonda accoglienza”.

“Ci auguriamo – concludono – che non si faccia nessun passo indietro e si prosegua con la realizzazione di questo necessario progetto sociale. In caso contrario sarebbe una grave sconfitta per i diritti e la tutela delle donne vittime di violenza. Siamo al fianco dell’associazione telefono rosa per qualsiasi iniziativa voglia intraprendere”.

Ai consiglieri municipali fa eco Stefania De Angelis, responsabile Forum Donne Pd XV Municipio, dichiarando che “le donne PD si uniscono alla Presidente del Telefono Rosa per denunciare la vergognosa presa di posizione dei residenti del condominio. Le donne sono le vittime non le colpevoli, bisogna purtroppo ancora ricordarlo. È davvero penoso prendere atto che, nonostante le cronache quotidiane ci raccontino storie di violenze di genere e femminicidi, non si abbia la consapevolezza che è necessario restituire a queste donne ed ai loro figli la serenità e  la sicurezza per ricominciare a vivere: le case protette hanno questa missione”.

1 commento

  1. Sul rapporto con le donne si misura un uomo o anche una donna, molto efficace la frase di Rula Jebreal “non chiedere come ero vestita” perché la differenza tra umano e non umano è l’auto controllo cioè tutti apprezzano l’avvenenza, la bellezza ed anche l’erotismo di donne indiscutibilmente affascinanti che si possono desiderare, sognare ed anche immaginare proprie, la differenza rimane sempre e comunque essere in grado di riconoscere la persona anche di bella presenza, una persona in carne ed ossa. E tutto cambia.
    Iniziativa opportuna mirata al riconoscimento della Persona anche per coloro che credono una donna appartenere ad un uomo, lavoro, investimento nobile e processo a quanto pare indispensabile per tutto quello che abbiamo sentito.
    Utile promozione di concetti base relativi ai diritti delle persone anche per quegli ambienti e per le donne stesse che hanno da tempo cominciato a fare di necessità virtù, numero sempre crescente, provocazione al potere per delusione personale e mancate promesse, illusioni della televisione e della politica spettacolo su ambizioni ed arrivi facili e amore disperato.
    Per cui per arginare il fenomeno dei femminicidi tra le poche soluzioni possibili c’è questo rifugio presidiato che da respiro ed offre speranza e momenti di riflessione.
    C’è poco da contestare.

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